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Decreto bollette 2026, cosa c’è da sapere sui bonus

Tutte le novità: a quanto ammontano le misure e chi ne ha diritto

di Giovanni Vasso -


Il nuovo decreto bollette è arrivato ma come funzionano i bonus? Cosa cambia per le famiglie? Dipende. Per prima cosa, dall’Isee e dalla propria condizione economica e reddituale. La novità che s’è conquistata i titoli dei giornali riguarda il bonus da 115 euro che verrà riconosciuto agli utenti già individuati come fragili. Si tratta di una misura di sostegno che sarà riconosciuta in automatico alle famiglie con Isee non superiore ai 9.796 euro (o a quelle con più di tre figli a carico e Isee fino a 20mila euro) e già titolari di bonus elettrici. Dunque non occorrerà presentare domanda.

I bonus del decreto bollette

I 115 euro andranno a sommarsi al già riconosciuto bonus da 200 euro. Portando, così, il risparmio a 315 euro per un anno. La platea di famiglie a cui verrà riconosciuto l’aiuto è stimata in circa 2,7 milioni. Occorrerà, però, attendere la delibera dell’Arera, l’autorità di regolazione per l’energia, le reti e l’ambiente per capire come funzionerà nei dettagli e come sarà erogato il bonus.

Una raffica di Isee

Il busillis, però, è un altro. Già, perché in una fase iniziale s’era parlato della possibilità di ampliare la platea degli “sconti” a una fascia (molto) più ampia della popolazione. Che avrebbe ricompreso tutti i nuclei familiari con Isee non superiore a 25mila euro. Anche per questo, come ha riportato l’Osservatorio Inps nei giorni scorsi, s’è registrata quest’anno una vera e propria corsa all’Isee. Non ne sono stati mai prodotti tanti come quest’anno: più di undici milioni. Dall’analisi dei numeri si evince che la tentazione di accedere ai bonus ha contagiato un po’ tutti. Da Nord a Sud. L’importo medio è stato calcolato in 17.639,68 euro. Ai punti estremi della classifica ci sono il Trentino Alto Adige (con Isee medio pari a 23.176 euro) e Calabria (a 13.141 euro). Il 37% degli italiani che ha prodotto la documentazione e la denuncia è al di sotto dei 10mila euro. Si tratta di oltre 4 milioni di cittadini. L’11% invece ha riportato valori superiori ai 35mila euro. Fuori, in pratica, da ogni speranza di ottenere bonus, aiuti o deduzioni di sorta. Solo il 3 per cento degli Isee presentati ha dato valore nullo.

Il contributo volontario

Detto ciò, uno dei grandi temi riguardava appunto l’estensione anche agli altri di misure di “sconto” in bolletta. L’escamotage trovato sta nel contributo volontario. In pratica è lasciato alle imprese fornitrici di energia decidere se “tagliare” o meno il peso della bolletta a coloro che ne avranno diritto. Non è una banalità. Perché le aziende che accetteranno di scontare l’energia (per una somma complessiva pari a 60 euro, quindi poco più della metà del bonus automatico da 115 euro sul prezzo della componente elettrica) potranno fregiarsi di un’apposita attestazione Arera. Da utilizzare (anche) a fini commerciali. In pratica potranno usarla per farsi pubblicità e magari spingere gli utenti a restare con loro o a switchare da altri operatori. Potranno accedere alle agevolazioni gli utenti con Isee non superiore a 25mila euro, i cui consumi a gennaio e febbraio di quest’anno siano inferiori a 0,5 MWh e quelli dell’anno scorso non superiori a 3 MWh. Si tratta di una accortezza, questa legata ai consumi, che che serve a sostenere l’obiettivo di promuovere un consumo responsabile e consapevole di energia. Le famiglie che faranno questa richiesta non dovranno, ovviamente, risultare beneficiarie già del bonus sociale.


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