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Trump silura Anthropic che porta il Pentagono in tribunale

Ora è guerra aperta, mentre la sfida (di marketing e politica) prosegue con Altman

di Maria Graziosi -


Anthropic, il Pentagono, la Casa Bianca e un caso globale. Tutto fa marketing. E politica, ça va sans dire. Pure denunciare il Pentagono, come ha fatto appunto Anthropic. Che, infuriata per essere stata inserita tra le aziende “a rischio di fornitura”, in pratica inaffidabili per le autorità Usa, ha presentato le carte in tribunale. Sarà un giudice della California (e di dove, sennò?) a decidere della vicenda. Comunque andrà, per Dario Amodei, ossia per il Ceo dell’azienda che ha osato dire “no” al Dipartimento della Guerra, sarà una vittoria.

Anthropic vs Pentagono, una questione di marketing e politica

Perché Claude, l’intelligenza artificiale con un’etica, ha guadagnato punti, consensi e download. Migliaia di scaricamenti, iscrizioni. A spese di Sam Altman che invece ha dovuto constatare di essere caduto, come un pero, nella trappola del marketing. Proprio a favore dell’Ai di Anthropic che, per gli americani, è molto più sicura e affidabile rispetto a ChatGpt. E non per caratteristiche tecniche né per la qualità dei servizi. Semplicemente perché ha messo un limite all’autorità, negando allo Stato, e in particolar modo alle sue agenzie di intelligence, di poter utilizzare le sue tecnologie senza alcun freno. Rinunciando a (diversi) milioni, Anthropic ne guadagna altri salendo nelle gerarchie di consenso e stima da parte degli utenti.

Come Coca-Cola e Pepsi?

Altman, che si era affrettato a offrire il suo aiuto e la sua apertura al Pentagono, è rimasto a dir poco scottato. Sia per l’immagine, sia per il fatto di ritrovarsi, ora, impantanato in una guerra di marketing che non può vincere. Una sorta di riedizione dello scontro, epocale, come quello tra Coca-Cola e Pepsi ma declinato in chiave hitech. Già girano tanti spot che “sfottono” ChatGpt indicando in Claude una soluzione migliore, non solo eticamente. Amodei è riuscito, con un semplice “no”, a diventare un volto noto e a lanciare in orbita, su scala globale, la sua “creatura” facendola uscire dal cono d’ombra. Se, fino a ieri, quando si parlava di intelligenza artificiale ci si riferiva prima a OpenAi e poi a tutti gli altri, ora non è più così. C’è spazio, oltre che per Google, anche per la start-up di Claude.

La sinistra riparta da Amodei

Tutta una questione di marketing. Anche politico, perché la causa finirà di fronte a un giudice californiano e si sa che, da quelle parti, ogni occasione è buona per tirargliela in saccoccia al presidente Trump e ai suoi fedelissimi. E guai a chi ci capita sotto. Le ragioni addotte da Anthropic dovranno essere vagliate dal tribunale ma già l’aver fatto appello, almeno pubblicamente, alle garanzie della Costituzione sembra voler indirizzare (anche) sul fronte politico la vertenza. “La Costituzione non consente al governo di esercitare il suo enorme potere per punire un’azienda per la sua libertà di parola”, si legge in una nota riportata da Reuters. Parole che mandano in sollucchero gli americani, gelosissimi delle loro garanzie costituzionali, dei loro diritti e della loro libertà. Ma che avrà fatto venire i lucciconi agli occhi dei democratici. Traditi (pure) dalla Silicon Valley, finalmente hanno ritrovato qualche guru digitale pronto a schierarsi contro il presidentissimo capace di sedurre, a colpi di milioni di dollari e siluri contro l’euroburocrazia, i capataz del digitale americano. Statene certi, da qui a qualche settimana la sinistra si dirà di dover ripartire da Anthropic.

La reazione scomposta di Trump

Alla Casa Bianca, e a maggior ragione al Pentagono, vanno avanti. La postura di Heghseth, che le fonti hanno descritto con un diavolo per capello, e quella di Trump, che è sempre tranchant con chiunque osi solo far finta di contrastarlo, è quella di sempre. Pan per focaccia. Anthropic ha voluto la guerra? Ebbene, l’avrà. Nel pomeriggio di ieri, Axios ha lanciato la bomba. Il Dipartimento della Difesa è pronto ad andare fino in fondo, la Casa Bianca è già partita. Secondo diverse fonti, Donald Trump starebbe preparando un ordine esecutivo che esclude, del tutto, Claude e Anthropic dalle forniture pubbliche. La “minaccia”, contro cui Amodei ha fatto ricorso in tribunale, potrebbe “da qui a una settimana” (come riferiscono con insistenza i soliti bene informati) diventare una realtà. Che taglierebbe fuori la start-up da tutte le commesse, dalle applicazioni e da ogni dialogo con le istituzioni. Tutto grasso che cola, per Amodei. O forse no. Perché la decisione di Trump sarebbe radicale: incaricare formalmente le autorità affinché “rimuovano” Claude e Anthropic da tutte le attività. Una sorta di denuncia pubblica di anti-patriottismo, roba che, forse, solo la cinese TikTok ha subito prima.  Tutto fa marketing, e politica. Pure l’intelligenza artificiale, ça va sans dire.


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