L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Esteri

Iran, i raid nella notte: missili sulle basi Usa in Medioriente

di Eleonora Ciaffoloni -


L’Iran ha lanciato nella notte quello che la televisione pubblica di Teheran definisce “l’attacco più violento e intenso dall’inizio della guerra”, colpendo una serie di obiettivi di Usa e Israele in Medio Oriente. Secondo un comunicato diffuso dai Guardiani della Rivoluzione, l’operazione missilistica è durata circa tre ore e ha preso di mira diverse città israeliane, tra cui Tel Aviv sud, Gerusalemme ovest e Haifa.

Iran: gli attacchi per rispodendere all’offensiva Israele-Usa

Le autorità iraniane affermano che l’offensiva rientra nella risposta ai recenti attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro il territorio iraniano, che avrebbero colpito anche aree residenziali. Le dichiarazioni sono state rilanciate da media vicini alle forze armate iraniane.

Oltre agli obiettivi in Israele, Teheran sostiene di aver colpito anche installazioni militari statunitensi nella regione. Tra queste figurano “numerosi obiettivi americani” a Erbil, nel Kurdistan iracheno, e la base navale della Quinta Flotta degli Stati Uniti in Bahrein. Le autorità statunitensi e i governi locali non hanno ancora confermato ufficialmente l’entità dei danni o eventuali vittime.

In Iraq, intanto, un drone ha colpito una struttura diplomatica statunitense a Baghdad. Secondo fonti di sicurezza citate dai media locali, l’attacco ha preso di mira il Centro di Supporto Diplomatico situato vicino all’aeroporto della capitale. Si tratta di un vasto complesso logistico Usa situato nei pressi di diverse basi militari già prese di mira nelle ultime settimane.

Secondo le prime ricostruzioni, almeno sei droni sono stati lanciati contro il complesso. Cinque sarebbero stati intercettati dai sistemi di difesa, mentre uno è atterrato vicino a una torre di guardia all’interno della struttura. Al momento non risultano feriti.

Sempre i Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato di aver colpito con due missili la base militare statunitense di Camp Arifjan, in Kuwait. La struttura, situata a sud della capitale Kuwait City, ospita il quartier generale avanzato della componente terrestre del Comando militare statunitense per il Medio Oriente. Il governo kuwaitiano, tuttavia, non ha ancora confermato l’attacco.

L’Iran continuerà a rispondere

Il portavoce delle forze armate iraniane, Abolfazl Shekarchi, ha dichiarato che l’Iran continuerà a rispondere agli attacchi subiti e ha invitato i Paesi della regione e i cittadini musulmani a segnalare i “nascondigli degli Stati Uniti e dei sionisti” per rendere più precisi i futuri attacchi. Secondo Shekarchi, l’obiettivo sarebbe quello di aumentare l’efficacia delle operazioni riducendo al minimo i danni ai civili, che a suo dire verrebbero spesso utilizzati come “scudi umani”.


Torna alle notizie in home