La calma è solo apparente, Forza Italia resta animata da molte fibrillazioni
Attenzione a non illudersi che in Forza Italia sia tornato il sereno e che le fibrillazioni siano rientrate. La calma, solo apparente, che regna in questi giorni non significa affatto che le pulsioni della minoranza del partito siano rientrate. La richiesta di un rinnovamento, che passa irrimediabilmente per un cambio ai vertici, è sempre lì sullo sfondo. Resta caldeggiata innanzitutto dai figli di Berlusconi, il che rinvigorisce le truppe ribelli, pronte a muoversi al primo segnale utile. E per ora è giunto un alt. La sostituzione di Maurizio Gasparri con Stefania Craxi alla guida del gruppo al Senato è riuscita anche perché ha preso tutti alla sprovvista. Evitando che filtrassero indiscrezioni prima del tempo, in meno di 24 ore è stato possibile incassare il risultato.
L’impatto sul governo
Un effetto sorpresa che alla Camera non c’è stato il che ha rallentato, ma non archiviato, la pratica relativa al capogruppo Paolo Barelli. Anche per le vivaci proteste di Antonio Tajani, andato su tutto le furie non appena appresa la notizia di un tentativo di mobilitazione contro il proprio uomo a Montecitorio. In un contesto già rovente per la crisi che attraversa il governo, far precipitare la situazione in Forza Italia dichiarando guerra al vicepremier non sarebbe stato un buon servizio alla causa del centrodestra e, tantomeno, a quella di Giorgia Meloni. Adesso però, proprio dalle prossime mosse del segretario azzurro dipenderà molto di quanto accadrà di qui a poco. Nei prossimi giorni Tajani incontrerà Marina Berlusconi. Sul tavolo sia la rotta che i nomi della classe dirigente del partito.
Il nodo dei congressi
Due questioni interconnesse che trovano il loro momento di sintesi sulla questione relativa ai congressi. L’attuale stato maggiore di Forza Italia negli ultimi mesi ha assiduamente lavorato al tesseramento, proprio per arrivare preparato – e, soprattutto, avvantaggiato – alle varie assisi territoriali. E poi all’appuntamento più importante: quello per l’elezione degli organismi nazionali, segretario compreso. Una modalità da partito vecchio stampo a cui gli azzurri non sono abituati e che, proprio come il fondatore del movimento e, a quanto si apprende i suoi eredi, non digeriscono. Forza Italia ha sempre rappresentato una novità nel panorama politico proprio per essere un partito “leggero” e non ancorato a schemi e dinamiche viste più come vincoli, balzelli, che quali elementi utili a regolarne la vita interna.
Il ruolo di Marina nelle fibrillazioni di Forza Italia
Anche da qui lo scontro in atto tra chi si è occupato di fare le tessere e chi fa notare che si è arrivato a un numero di iscritti pari a quello di Fratelli d’Italia, ma con solo un terzo del bottino di voti sul quale possono contare a via della Scrofa. Qualcosa non torna. Insomma, rallentando i congressi e sostituendo alcuni nomi della catena di comando, sebbene ci si affatichi a precisare che quello di Tajani non è in discussione, si vuole di fatto cambiare l’assetto dell’attuale gestione. Volti nuovi, dunque, ma non solo o, comunque, non necessariamente dal punto di vista anagrafico. Più che nuovi, forse, il termine maggiormente appropriato sarebbe diversi. E ora che la pratica è apertamente nelle mani della primogenita del Cavaliere, la minoranza aspetta solo un segnale per passare all’attacco. Proprio come accadeva un tempo sull’asse Arcore-Roma.
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