Papa Leone XIV sulle monete del Vaticano (dopo nove anni)
Le nuove monete del Vaticano coniate dopo ben nove anni dalle ultime, in cui finalmente torna il volto del Santo Padre.
Mentre la maggior parte degli italiani è coinvolto dalle imminenti partenze per le ferie di agosto, un periodo tradizionalmente destinato alle vacanze e/o al riposo dopo un anno di fatiche e denominate in tal modo, proprio in onore del grande imperatore Augusto.
Quindi mentre ogni famiglia si organizza per poter fare questa meritata villeggiatura, al mare o in montagna che sia, viene annunciato dal Governatorato della Città del Vaticano, con molto piacere da parte di collezionisti e appassionati di tutto il mondo, la emissione delle monete di questo pontificato dove dopo circa nove anni, torna finalmente il volto del Papa.
Significativo dunque si può considerare tale annuncio nonostante Sant’Agostino affermasse che “il denaro è lo sterco del demonio”. Infatti i Pontefici in quanto Capi di Stato della Città del Vaticano da sempre battono anche moneta.
La nuova serie delle monete vaticane
Nello specifico la nuova serie divisionale di monete vaticane, (la prima del pontificato di Papa Leone XIV), si ispira direttamente allo stemma del Pontefice, riprodotto in copertina con un effetto “gesso” e reso in rilievo su un fondo avorio, mentre un blu intenso caratterizza le iscrizioni e gli elementi grafici di risalto, richiamando i colori dei due campi araldici dello stemma pontificio.
Le monete presentano un’alternanza tra effigie del Pontefice e stemma pontificio: l’effigie compare sui tagli maggiori, lo stemma su quelli minori. In particolare, le nuove monete (realizzate dall’artista Daniela Longo) sono caratterizzate da tre disegni diversi: quelle da 1, 2 e 5 centesimi raffigurano lo stemma del nuovo pontefice; le monete da 10, 20 e 50 centesimi ed 1 euro raffigurano il ritratto di Leone XIV, di profilo e volto a destra; infine sulla moneta da 2 euro vi è lo stesso ritratto del Papa, che però è affiancato da elementi tratti dal suo stemma: il giglio e il cuore ardente trafitto da una freccia sopra un libro aperto.
Insomma, nell’era delle criptovalute e della spersonalizzazione dei rapporti ci piace ancora parlare di monete fisiche e per chi vuole, anche da collezionare, perché costudire è il contrario di gettare o scartare, in un’era accelerata dove tutto sembra superfluo e da buttare, compresi i sentimenti.
La visita del Papa al meeting di Rimini
Inoltre aggiungiamo che mentre il santo Padre è impegnato tra udienza, visita ad Assisi e quella da dover fare al Meeting di Rimini il 22 agosto prossimo, dove l’ultimo Papa che si recò fu San Giovanni Paolo II, non potevamo non ricordare essendo immersi come siamo nell’era dell’informazione, il messaggio che il Vescovo di Roma ha voluto inviare ai partecipanti al Congresso mondiale di Signis, dove l’Associazione Cattolica Mondiale per la Comunicazione che unisce i professionisti dei media cattolici di tutto il mondo, si è riunita.
In tale saluto ai partecipanti Leone XIV ha specificato che verità e rispetto della dignità umana sono valori, e due principi, sui quali orientare e ispirare strategie e strumenti di comunicazione.
Tale importante evento è la prima volta che si svolge in Africa, a Kigali dal 3 all’8 agosto, capitale del Rwanda con oltre 300 professionisti presenti, provenienti da 100 Paesi si sono riuniti per riflettere sul tema Comunicazione digitale per l’armonia culturale e il benessere ambientale.
Rileviamo che tali temi sono proprio quelli trattati dall’enciclica “Magnifica Humanitas”, e quindi il Papa stesso rivolto ai partecipanti, ha affermato: “La comunicazione online non è semplicemente la trasmissione di informazioni, ma la creazione di una cultura”, poiché “ha il potere di plasmare il modo in cui le persone percepiscono il mondo” e, di conseguenza, “influenza profondamente la coscienza collettiva”.
In conclusione il Santo Padre auspica che i professionisti presenti cerchino di “individuare modalità per promuovere strategie e strumenti di comunicazione ispirati alla ricerca della verità e al rispetto della dignità umana” così che possa edificarsi “una cultura che rifletta i valori evangelici della comunione, della pace e della tutela dell’ambiente”, aggiungiamo, come ogni cristiano dovrebbe fare.
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