L’Italia “idrica” capovolta: male Nord, bene Sud
Mentre il Mezzogiorno registra livelli rassicuranti grazie alle precipitazioni invernali e primaverili, il Centro-Nord soffre le ripercussioni di temperature sopra la media e del rapido esaurimento della riserva di neve
L’Italia idrica “capovolta”: al Nord fiumi in affanno, il Sud tiene con le riserva d’acqua.
Al Nord manca l’acqua
La situazione idrica italiana del 2026 delinea uno scenario ribaltato rispetto alle tendenze storiche recenti. Secondo gli ultimi rilevamenti e le analisi dell’Osservatorio AnbiI sulle Risorse Idriche, l’Italia si trova a gestire una forte marcata disomogeneità geografica.
Mentre il Mezzogiorno registra livelli rassicuranti grazie alle precipitazioni invernali e primaverili, il Centro-Nord soffre le ripercussioni di temperature sopra la media e del rapido esaurimento della riserva di neve.
Nord Italia: fiumi dimezzati e sofferenza nei bacini
Nelle regioni settentrionali e lungo la Pianura Padana la situazione idrologica si è progressivamente complicata con l’avanzare della stagione estiva:
Il fiume Po e le portate dei fiumi
Il bacino del Po registra portate in forte contrazione e l’Autorità di Bacino ha innalzato i livelli di allerta per la severità idrica. Molti corsi d’acqua dell’arco alpino e appenninico vedono il flusso dimezzato rispetto alle medie stagionali.
Il deficit “neve” precoce
Le riserve d’acqua sotto forma di neve sulle Alpi si sono esaurite con largo anticipo a causa delle anomalie termiche registrate già a partire da maggio e giugno.
La tenuta dei grandi laghi
Unica nota di tenuta al Nord è rappresentata dai grandi laghi nordici (come Garda, Maggiore e Iseo), i quali, pur trattenendo l’acqua derivante dalle prime fusioni nivali e piogge, affrontano una forte domanda ad uso irriguo.
Centro e Sud: la “cassaforte idrica” e le criticità locali
Al contrario degli anni passati, la mappa idrica delle regioni meridionali mostra un quadro diverso.
Sud e Isole in ripresa
Gli invasi in regioni come la Sicilia, la Sardegna e la Basilicata mantengono volumi idrici positivi a seguito delle ingenti piogge accumulate nei primi quattro mesi dell’anno, permettendo all’agricoltura locale di affrontare la stagione calda con maggiore margine rispetto al passato.
Preoccupazioni al Centro
In regioni come Toscana, Umbria e Lazio si registrano cali progressivi nelle falde e nei livelli dei laghi (come Trasimeno, Nemi e Albano), accompagnati dalla discesa sotto il Deflusso Minimo Vitale di alcuni fiumi appenninici.
Gli appelli di Anbi per invasi e infrastrutture idriche
Di fronte a un clima sempre più caratterizzato da eventi estremi (dalle improvvise e intense grandinate alle ondate di calore prolungate), Anbi evidenzia la necessità di accelerare sugli investimenti strutturali.
Serve il Piano Nazionali Invasi, per realizzare nuovi bacini multifunzionali e laghetti di accumulo. L’obiettivo: trattener l’acqua nei periodi piovosi e distribuirla nei periodi di magra.
Occorre maggior efficientamento idraulico. Urgente, ammodernare le reti di distribuzione per ridurre le dispersioni e proteggere i territori dalla risalita del cuneo salino nei delta fluviali.
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