Monologo Amanda, rabbia da famiglia Meredith
A quasi vent’anni dal delitto di Perugia, il caso dell'omicidio di Meredith Kercher torna a fare discutere a livello internazionale
Meredith Kircher
Caso Kercher, Amanda Knox porta in scena un monologo a Edimburgo: la rabbia della famiglia di Meredith e il lungo strascico del delitto di Perugia.
La rabbia della famiglia di Meredith
A quasi vent’anni dal delitto di Perugia, il caso dell’omicidio di Meredith Kercher torna a fare discutere a livello internazionale. In primo piano il debutto di Amanda Knox all’Edinburgh Festival Fringe con uno spettacolo di stand-up comedy intitolato “Amanda Knox: Cartwheel”.
Un’iniziativa che ha provocato l’immediata e dura reazione della famiglia Kercher, riaprendo una ferita che per i parenti della studentessa inglese non si è mai rimarginata.
Lo scontro di oggi: il monologo a Edimburgo e le parole della sorella Stephanie
La piéce, prevista per 11 repliche nell’ambito della nota rassegna scozzese, affronta i temi della maternità e il modo in cui Amanda Knox intende raccontare alla figlia la vicenda giudiziaria che l’ha vista protagonista in Italia.
Durante un’intervista alla trasmissione Bbc Breakfast, Stephanie Kercher, sorella di Meredith, ha espresso profonda amarezza per l’iniziativa.
Immediata la replica dell’entourage di Knox. Un portavoce ha dichiarato che lo spettacolo rende omaggio alla memoria di Meredith.
E la stessa Amanda, in un’intervista al Telegraph, ha voluto chiarire il senso del suo testo.
«Scherzo spesso ha replicato – su come sono stata diffamata dai media, ma non scherzo assolutamente sul suo omicidio».
Il titolo dello spettacolo (Cartwheel, “la ruota”) fa riferimento a un celebre e controverso episodio del 2007, quando la giovane americana venne vista fare delle spaccate e delle ruote nella sala d’attesa della Questura di Perugia poche ore dopo il ritrovamento del corpo della coinquilina.
La notte del 1° novembre 2007: l’inizio del giallo di Perugia
La vicenda tragica inizia la notte tra il 1° e il 2 novembre 2007. Meredith Kercher, 21 anni, studentessa britannica a Perugia per il progetto Erasmus, viene trovata priva di vita nella sua camera da letto nell’appartamento di via della Pergola. È stata accoltellata alla gola.
In pochi giorni, le indagini della polizia si concentrano su tre figure.
Gli investigatori appuntano la loro attenzione su Amanda Knox, la coinquilina statunitense di 20 anni; Raffaele Sollecito, 23 anni, studente pugliese e all’epoca fidanzato della Knox; Rudy Guede, 20 anni, originario della Costa d’Avorio, il cui Dna viene rinvenuto sulla scena del crimine.
Un’odissea giudiziaria durata 8 anni
Il percorso processuale legato all’omicidio Kercher si rivela uno dei più complessi, altalenanti e discussi nella storia della giustizia italiana moderna.
Nel 2007 l’omicidio di Meredith Kercher a Perugia. Del 2008 la condanna di Rudy Guede, con rito abbreviato a 16 anni definitivi. Il processo di primo grado, nel 2009, con la condanna per Knox (26 anni) e Sollecito (25 anni). L’appello, nel 2011, con l’assoluzione e la scarcerazione per Knox e Sollecito.
In Cassazione, nel 2013, l’annullamento dell’assoluzione e un nuovo processo. Del 2014, l’appello-bis a Firenze e una nuova condanna per gli ex fidanzati. Nel 2015, la Cassazione definitiva, con l’assoluzione “per non aver commesso il fatto”.
L’unico condannato in via definitiva per l’omicidio in concorso, Rudy Guede, a 16 anni di reclusione. Scontati quasi interamente prima della scarcerazione.
Dove sono oggi i protagonisti?
Nel corso degli anni, le vite delle persone coinvolte hanno preso strade radicalmente diverse, rimanendo tuttavia spesso sotto la lente dei media globali.
Amanda Knox, rientrata a Seattle nel 2011, diventata giornalista, scrittrice e podcaster. Nonché attivista per i diritti dei detenuti e delle vittime di errori giudiziari.
Oggi, madre, continua a usare la propria piattaforma mediatica per ripercorrere la sua storia.
Raffaele Sollecito, dopo l’assoluzione definitiva, ha completato gli studi in informatica e lavora come ingegnere software e consulente tecnico, mantenendo un profilo più riservato rispetto all’ex compagna.
Rudy Guede ha finito di scontare la sua pena nel 2021. Negli ultimi anni è tornato alle cronache per vicende personali che lo hanno visto sottoposto a misure cautelari a seguito di denunce da parte dell’ex compagna.
La famiglia Kercher
Dal loro residence nel Surrey, i genitori (entrambi scomparsi negli ultimi anni) e i fratelli di Meredith hanno sempre cercato di preservare la memoria di Meredith.
Ma la spettacolarizzazione del dolore e la sovraesposizione mediatica del caso non si sono mai fermate.
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