Milano-Meda bloccata per un videoclip, espulso il trapper
Nome d’arte 351 Bratan, la decisione dopo il caos in strada, permesso di soggiorno revocato.
@ANSAfoto
Una strada trafficata trasformata in un set musicale e una decisione che ha acceso il dibattito. Per il trapper 351 Bratan è arrivato il provvedimento più pesante dopo il blocco della Milano-Meda avvenuto nei giorni scorsi per la realizzazione di un videoclip.
Il blocco della Milano-Meda durante l’ora di punta
La vicenda risale al 18 settembre, quando un gruppo di scooteristi ha fermato la circolazione sulla Milano-Meda, una delle arterie più utilizzate dai pendolari lombardi. L’azione era finalizzata alla realizzazione di un videoclip musicale. Per alcuni minuti il traffico è rimasto bloccato, con code e rallentamenti che hanno coinvolto numerosi automobilisti. Le immagini dell’episodio sono poi finite sui social network, contribuendo a rendere il caso di dominio pubblico. La scelta di interrompere la normale circolazione su una strada così importante ha immediatamente generato polemiche. In molti hanno sottolineato i possibili rischi per la sicurezza stradale e per gli utenti in transito.
Chi è 351 Bratan
Il trapper conosciuto artisticamente come 351 Bratan si chiama Nicolae Novacenco. L’artista di origine moldava è stato identificato dagli investigatori come uno dei protagonisti dell’episodio avvenuto sulla Milano-Meda. Le attività investigative si sono concentrate anche sui contenuti pubblicati online. Proprio video, fotografie e materiali condivisi sui social hanno contribuito all’identificazione dei soggetti coinvolti nel blocco della superstrada.
Revocato il permesso di soggiorno
Dopo gli accertamenti è stato adottato un provvedimento particolarmente severo. Alle autorità competenti è stata infatti attribuita una valutazione di pericolosità sociale, che ha portato alla revoca del permesso di soggiorno. Per il trapper è quindi scattata l’espulsione dall’Italia con successivo rimpatrio in Moldavia. La decisione è diventata rapidamente un tema di confronto politico e mediatico, vista la notorietà assunta dalla vicenda. Secondo quanto emerso, il blocco della Milano-Meda avrebbe rappresentato un comportamento ritenuto incompatibile con il mantenimento del titolo di soggiorno, soprattutto per le possibili conseguenze sulla sicurezza della circolazione.
La difesa prepara il ricorso
La posizione della difesa resta però molto diversa. Il legale dell’artista ha annunciato la volontà di impugnare il provvedimento davanti alla giustizia amministrativa. Secondo l’avvocato, la misura sarebbe sproporzionata rispetto ai fatti contestati. La vicenda viene descritta come una bravata che ha assunto dimensioni nazionali anche per la forte esposizione mediatica ottenuta attraverso i social. Il ricorso potrebbe quindi aprire un nuovo capitolo della storia nelle prossime settimane.
Un caso destinato a far discutere
L’episodio della Milano-Meda bloccata per girare un videoclip continua a far parlare. Da una parte c’è chi considera inaccettabile interrompere il traffico su una strada strategica. Dall’altra c’è chi ritiene eccessiva la decisione di procedere con l’espulsione. Resta il fatto che il caso di 351 Bratan è diventato uno degli episodi più discussi degli ultimi giorni.
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