L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Teatro

Il racconto di Astor Piazzolla, che trasformò inquietudine e libertà in musica universale

di Andrea Iannuzzi -


Attore, regista e interprete teatrale, Vincenzo Bocciarelli è tra i protagonisti di Astor, spettacolo dedicato ad Astor Piazzolla, alla sua musica e alla sua straordinaria vicenda umana. La sua voce dialoga con bandoneón, danza e teatro, restituendo il ritratto di un artista che ha fatto della contaminazione e della libertà la propria cifra.

Piazzolla ha trasformato il tango. Quanto coraggio serve per mettere in discussione ciò che sembra intoccabile senza perdere le proprie radici?

Tantissimo. Ma il coraggio non basta: bisogna conoscere profondamente ciò che si vuole mettere in discussione. Piazzolla conosceva il tango, lo aveva dentro. Per questo ha potuto trasformarlo senza perderne l’anima. Le radici non servono a tenerci fermi, ma a darci la forza per andare lontano.

La sua storia parla di migrazione, identità e contaminazione culturale?

Piazzolla è un uomo di partenze, incontri e ritorni. In lui convivono Buenos Aires, New York, l’Europa, la musica popolare e quella colta. La contaminazione lo rende unico. In Astor abbiamo cercato proprio questo: far dialogare musica, parola, corpo, danza e teatro, cercando una sintesi.

Che cosa può raccontare la parola di un attore che musica e movimento non riescono a raccontare?

La parola può entrare nel pensiero di un uomo. La musica ci fa sentire, la danza ci fa vedere, la parola può farci entrare nell’anima di un personaggio. Non volevo raccontare Piazzolla come una semplice biografia, ma cercare l’uomo dietro il mito, con le sue inquietudini, passioni e contraddizioni. Il teatro può trasformare il personaggio del passato in una presenza.

Il porto è la metafora centrale dello spettacolo. Qual è il viaggio più importante di Piazzolla?

Quello interiore. I suoi viaggi geografici e artistici ruotano intorno alla ricerca di sé, della propria musica, identità e libertà. Il porto è un luogo da cui si parte, ma anche in cui si torna: racchiude attesa, nostalgia, incontri e possibilità. Tutti abbiamo bisogno di un porto da cui trovare il coraggio di partire e al quale poter tornare.

Dopo tante repliche, cosa sente arrivare più forte al pubblico?

Piazzolla continua a sorprendermi. Ogni replica permette di scoprire qualcosa di nuovo, perché cambiamo noi e cambia il pubblico. Il messaggio più forte è il suo bisogno di libertà: ha avuto il coraggio di non accettare le regole stabilite dagli altri e di trasformare la propria inquietudine in musica e bellezza. Astor parla di tutti noi, della difficoltà di trovare la propria voce e del coraggio necessario per seguirla.

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