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Giornata Europea dei Caregiver

In Italia 12 milioni di persone ancora invisibili per la legge

di Gianluca Pascutti -


La Giornata europea dei caregiver riaccende i riflettori su un tema sociale fondamentale per il nostro Paese. In Italia oltre 12 milioni di cittadini svolgono quotidianamente un ruolo indispensabile per le loro famiglie. Queste persone assistono anziani, disabili e parenti non autosufficienti garantendo un sostegno continuo. Si tratta di un pilastro portante per l’intero sistema sociosanitario nazionale. Senza questo aiuto costante la rete pubblica di assistenza crollerebbe inevitabilmente sotto il peso della domanda.

Un fenomeno sociale dai numeri imponenti

Il quadro descritto dai dati ufficiali mostra chiaramente le dimensioni eccezionali del fenomeno. Tra questi 12 milioni di assistenti informali circa quattro milioni e mezzo sono caregiver familiari conviventi. Si tratta di persone che condividono la stessa abitazione con il familiare assistito e offrono un’assistenza diretta durante tutto l’arco della giornata. Il fenomeno riguarda prevalentemente le donne della fascia tra i 45 e i 64 anni. Questa categoria affronta spesso il doppio carico di assistere i genitori anziani e gestire i figli ancora conviventi. Per molte donne questo impegno comporta sacrifici enormi dal punto di vista lavorativo e la perdita del proprio benessere psicofisico.

La mancanza di un quadro legislativo nazionale

Nonostante l’enorme rilevanza di questa attività manca ancora una norma quadro nazionale. La figura del caregiver familiare ha ottenuto una prima definizione solo nella legge di bilancio del 2018. Tuttavia, quella norma ha fornito soltanto un riconoscimento formale senza strutturare garanzie concrete. In Parlamento prosegue la discussione del disegno di legge per definire le tutele di questa figura. Il provvedimento punta a introdurre benefici lavorativi come lo smart working e l’orario flessibile. Si lavora anche per garantire sostegni economici e forme di tutela previdenziale per chi dedica la propria vita all’assistenza.

Le disparità territoriali e le richieste delle famiglie

La mancanza di una legge statale ha spinto molte Regioni ad agire autonomamente. Alcuni territori hanno approvato leggi locali per inserire gli assistenti familiari nelle reti sociosanitarie locali. Questo approccio ha generato forti disuguaglianze per i cittadini in base alla residenza. Le associazioni chiedono quindi una legge nazionale rapida per garantire parità di diritti e risorse adeguate a tutti.

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