Albania nel caos, studenti in piazza e scontri con la polizia
Cresce la tensione nelle strade della capitale, la protesta contro Rama sta incendiando Tirana
@ANSAfoto
L’Albania sta vivendo uno dei momenti più delicati degli ultimi mesi. Per il secondo giorno consecutivo, le strade di Tirana sono state teatro di duri scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. La protesta, partita inizialmente da rivendicazioni legate al mondo universitario, si è rapidamente trasformata in una più ampia contestazione politica contro il governo guidato dal premier Edi Rama. Migliaia di giovani hanno aderito alla mobilitazione, denunciando problemi che riguardano il sistema dell’istruzione superiore. Al centro delle richieste ci sono tasse universitarie, sostegni economici agli studenti e prospettive occupazionali considerate insufficienti dopo la laurea.
Il legame con la protesta antigovernativa
Le manifestazioni studentesche non si sono sviluppate in modo isolato. Negli ultimi mesi era già nato un movimento di opposizione che contestava alcune scelte del governo e chiedeva maggiore trasparenza nella gestione delle grandi opere. La questione che ha acceso maggiormente il dibattito riguarda un controverso progetto turistico sulla costa albanese, collegato agli interessi dell’imprenditore Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump. Attorno all’iniziativa si sono sviluppate polemiche politiche, accuse di scarsa trasparenza e contestazioni da parte di attivisti e cittadini. Con il passare delle settimane, la protesta è andata oltre il singolo progetto immobiliare. Molti manifestanti chiedono oggi un cambio di direzione politica e accusano l’esecutivo di non rispondere alle esigenze della popolazione.
Le violenze nel centro di Tirana
La giornata più tesa si è registrata nel cuore della capitale. Alcuni gruppi di manifestanti hanno preso di mira edifici pubblici, attività commerciali e sedi istituzionali. La polizia antisommossa è intervenuta per contenere i disordini utilizzando lacrimogeni, cannoni ad acqua e reparti specializzati. In diversi punti della città sono comparsi barricate improvvisate, cassonetti incendiati e lanci di oggetti contro gli agenti. Gli scontri hanno provocato feriti e numerosi fermi. Tra le persone coinvolte risultano anche membri delle forze dell’ordine e almeno un giornalista rimasto ferito durante i momenti più concitati della protesta.
Le preoccupazioni europee
L’escalation della violenza ha attirato l’attenzione internazionale. Le istituzioni europee hanno espresso preoccupazione per quanto sta accadendo a Tirana e hanno invitato sia i manifestanti sia le autorità a ridurre la tensione. Particolare attenzione viene riservata alle accuse relative a un possibile uso eccessivo della forza durante le operazioni di ordine pubblico. Allo stesso tempo, è stato ribadito che il diritto a manifestare deve essere esercitato in modo pacifico.
Cosa può succedere ora
Gli studenti hanno annunciato nuove forme di mobilitazione, mentre il movimento antigovernativo continua a esercitare pressione sul governo. Le prossime giornate saranno decisive per capire se il dialogo riuscirà a sostituire lo scontro nelle piazze oppure se la crisi politica e sociale albanese entrerà in una fase ancora più complessa.
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