Accordo Ue-Australia, agroalimentare tra apertura ai mercati e richiesta di garanzie
Nuovo accordo commerciale di libero scambio tra Unione Europea e Australia, settore agroalimentare italiano tra speranza, preoccupazione e opportunità. Negli scorsi giorni la presidente della commissione Ue, Ursula Von der Leyen è volata a Canberra per raggiungere una intesa storica, dopo quella col Mercosur e il patto con l’India.
Evidentemente il frutto di una strategia precisa, quella di Bruxelles, protesa sempre più ai mercati internazionali e a creare una alternativa forte all’America di Trump, con cui i rapporti non sono propriamente idilliaci, come dimostrano gli effetti del percorso protezionista statunitense.
A fine marzo, dunque, è giunto dalla terra dei canguri un nuovo orizzonte commerciale, con una intesa di libero scambio che è stata accolta in Italia con diverse reazioni ma tutto sommato ottimistiche.
L’accordo con l’Australia “può rappresentare una spinta importante per l’export agroalimentare tricolore, con l’azzeramento dei dazi sui principali prodotti, dal vino ai formaggi, dagli ortaggi trasformati ai dolci, ma occorre rafforzare la tutela delle nostre eccellenze e garantire la tutela degli allevamenti nazionali attraverso meccanismi di salvaguardia efficaci e rapidi”. Ad affermarlo Coldiretti dopo la firma tra Ue e governo australiano che prevede, oltre all’abbattimento delle tariffe aggiuntive sulle esportazioni, anche l’estensione della protezione di una lista di prodotti a indicazione di origine che potrà essere ulteriormente ampliata.
“Resta però consentito in Australia l’uso del termine parmesan, così come per il Prosecco di cui viene però impedito l’utilizzo per l’export, con un periodo transitorio. La bilancia commerciale agroalimentare Italia-Australia è oggi assolutamente favorevole al nostro Paese – aggiungono da Coldiretti –, con esportazioni per 896 milioni di euro e importazioni per appena 81 milioni(fonte: analisi Coldiretti su dati Istat, ndr)”.
Il prodotto italiano più esportato in Australia sono le conserve di pomodoro (109 milioni di euro), davanti a dolci (93 milioni), formaggi e latticini (77 milioni), pasta (75 milioni) e vino (71 milioni). Prodotti su cui pesano oggi dazi tra il 5% e l’11% che verranno totalmente azzerati.
Mentre il prodotto australiano più importato è il grano duro per la pasta, che rappresenta circa il 43% dell’intero export in valore, seguito da carne bovina, foraggi e uva essiccata. Positivista ma con qualche riserva pure Giordano Emo Capodilista, vicepresidente di Confagricoltura: “L’accordo stipulato tra l’Unione europea e l’Australia accoglie le nostre richieste di tutela del comparto agricolo a garanzia di una concorrenza equilibrata, ma resta forte preoccupazione per il riso. Siamo soddisfatti delle misure di protezione applicate a 165 prodotti agroalimentari e a più di 200 distillati e vini europei, oltre che dell’introduzione in Australia di un sistema di riconoscimento e tutela delle DOP e IGP secondo il modello dell’Unione – ha proseguito il vicepresidente della Confederazione -.
Tuttavia, rimane il timore di un ingresso massivo di prodotti sensibili, come appunto il riso – ma anche lo zucchero, la carne bovina e quella ovina – per i quali sono fissate quote non pienamente soddisfacenti. Situazione avversa che andrebbe a sommarsi ai possibili effetti collaterali del Mercosur”.
Alla luce di tutto questo, Confagricoltura promette di rimanere vigile “affinché quanto stabilito sia applicato nel rispetto di una concorrenza regolata della reciprocità nell’ambito della sicurezza alimentare e della tutela ambientale e sociale, e per non lasciare spazio all’Italian Sounding al di fuori del mercato interno e oltre i limiti temporali stabiliti”.
Questo invece il commento del Presidente di Federprima, Serafino Cremonini: “Si tratta di un accordo complessivamente equilibrato che rafforza un partenariato strategico anche sul piano delle materie prime. Sarà ora essenziale garantirne un’attuazione coerente con i principi di qualità e valorizzazione delle produzioni europee”.
Anche Federvini guarda con favore all’accordo commerciale con l’Australia: “La chiusura del negoziato rappresenta un risultato importante che premia l’impegno delle Istituzioni europee. Nell’ambito di uno scenario globale instabile, l’accordo offre alle imprese nuove opportunità per diversificare le esportazioni e rafforzarsi in un mercato ad alto potenziale”, ha dichiarato il Presidente Giacomo Ponti.
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