Alla Reggia di Caserta rivive “Il Piccolo Principe”

Fino all’11 settembre, la Cappella Palatina della Reggia di Caserta ospita la mostra ”Il Piccolo Principe. Giuseppe Sanmartino alla Reggia di Caserta”, visitabile al costo ordinario dl biglietto di accesso al Museo Reggia.

La mostra, realizzata a seguito del ritrovamento nei depositi del Museo del ritratto in marmo di un neonato a grandezza naturale opera di Giuseppe Sanmartino, identificato con il Real Infante Carlo Tito di Borbone, racconta il complesso cerimoniale delle nascita dei reali al tempo dei Borbone.

La tanto attesa nascita del Principe ereditario è particolarmente significativa per la storia politica del Regno delle Due Sicilie, perché consolida la continuità della dinastia borbonica sul trono di Napoli. Primogenito maschio di Ferdinando IV e Maria Carolina d’Austria, il piccolo principe era venuto al mondo il 4 gennaio del 1775 nel Real Palazzo Vecchio di Caserta. Dopo il parto, alla presenza di ministri, ambasciatori ed Eletti del Popolo, era necessario annunciare al popolo il felice evento con gli spari di cannone e l’illuminazione per tre sere dei luoghi del potere. Seguiva la cantata del Te Deum in Cappella; il battesimo ufficiale; il corteo reale per la presentazione al popolo del Principe; il baciamano a corte; la prima uscita pubblica del Real Infante per la messa solenne in Duomo. Bisognava, inoltre, organizzare feste da ballo, spettacoli teatrali e cuccagne, per celebrare il potere della dinastia regnante, per rafforzare il consenso del popolo e impressionare le altre corti europee.

La ritualità dell’evento, descritta anche nei documenti a corredo della mostra, è alla base della narrazione che accompagna il visitatore lungo le navate della Cappella Palatina. L’esposizione si apre, quindi, con due giovani sposi: il re Ferdinando e la regina Maria Carolina. Le opere, di autore ignoto vicino a Francesco Liani, sono copie coeve di quelle eseguite da Anton Raphael Mengs. Vicino ai dipinti, in una saletta multimediale, sarà possibile ammirare la riproduzione digitale della serie di ritratti conservata tra le residenze reali di Vienna e il Museo Cerralbo di Madrid, come un album di foto di famiglia. Il percorso prosegue dunque con il racconto del cerimoniale legato alle nascite degli Infanti reali.

Alla fine del percorso, nella sala multimediale sarà poi possibile scoprire le tecniche di analisi diagnostica sulla statua di Carlo Tito condotte dai Dipartimenti di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse, di Scienze Chimiche e Biologia dell’Università Federico II di Napoli e quelle di restauro conservativo eseguito nei laboratori della Reggia di Caserta.

La mostra si arricchisce di un’esperienza tattile, dedicata al pubblico ipovedente e non solo, grazie alla riproduzione a stampa 3d in scala 1:1 della scultura, realizzata dal CeSMA – ”Centro Servizi Metrologici e Tecnologici Avanzati” dell’Università Federico II con il contributo di Facto 3D.

Fino all’11 settembre, la Cappella Palatina della Reggia di Caserta ospita la mostra ”Il Piccolo Principe. Giuseppe Sanmartino alla Reggia di Caserta”, visitabile al costo ordinario dl biglietto di accesso al Museo Reggia.

La mostra, realizzata a seguito del ritrovamento nei depositi del Museo del ritratto in marmo di un neonato a grandezza naturale opera di Giuseppe Sanmartino, identificato con il Real Infante Carlo Tito di Borbone, racconta il complesso cerimoniale delle nascita dei reali al tempo dei Borbone.

La tanto attesa nascita del Principe ereditario è particolarmente significativa per la storia politica del Regno delle Due Sicilie, perché consolida la continuità della dinastia borbonica sul trono di Napoli. Primogenito maschio di Ferdinando IV e Maria Carolina d’Austria, il piccolo principe era venuto al mondo il 4 gennaio del 1775 nel Real Palazzo Vecchio di Caserta. Dopo il parto, alla presenza di ministri, ambasciatori ed Eletti del Popolo, era necessario annunciare al popolo il felice evento con gli spari di cannone e l’illuminazione per tre sere dei luoghi del potere. Seguiva la cantata del Te Deum in Cappella; il battesimo ufficiale; il corteo reale per la presentazione al popolo del Principe; il baciamano a corte; la prima uscita pubblica del Real Infante per la messa solenne in Duomo. Bisognava, inoltre, organizzare feste da ballo, spettacoli teatrali e cuccagne, per celebrare il potere della dinastia regnante, per rafforzare il consenso del popolo e impressionare le altre corti europee.

La ritualità dell’evento, descritta anche nei documenti a corredo della mostra, è alla base della narrazione che accompagna il visitatore lungo le navate della Cappella Palatina. L’esposizione si apre, quindi, con due giovani sposi: il re Ferdinando e la regina Maria Carolina. Le opere, di autore ignoto vicino a Francesco Liani, sono copie coeve di quelle eseguite da Anton Raphael Mengs. Vicino ai dipinti, in una saletta multimediale, sarà possibile ammirare la riproduzione digitale della serie di ritratti conservata tra le residenze reali di Vienna e il Museo Cerralbo di Madrid, come un album di foto di famiglia. Il percorso prosegue dunque con il racconto del cerimoniale legato alle nascite degli Infanti reali.

Alla fine del percorso, nella sala multimediale sarà poi possibile scoprire le tecniche di analisi diagnostica sulla statua di Carlo Tito condotte dai Dipartimenti di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse, di Scienze Chimiche e Biologia dell’Università Federico II di Napoli e quelle di restauro conservativo eseguito nei laboratori della Reggia di Caserta.

La mostra si arricchisce di un’esperienza tattile, dedicata al pubblico ipovedente e non solo, grazie alla riproduzione a stampa 3d in scala 1:1 della scultura, realizzata dal CeSMA – ”Centro Servizi Metrologici e Tecnologici Avanzati” dell’Università Federico II con il contributo di Facto 3D.

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