Assolatte: aumenteremo prezzi finali, tetto prezzo gas fondamentale

“La situazione è di grandissima preoccupazione per le nostre aziende perché con i prezzi attuali le aziende producono in perdita. Per stare in piedi non ci resta che adeguare i listini”. Questo il messaggio allarmante di Paolo Zanetti, presidente di Assolatte, preoccupato per il comparto lattiero-caseario alle prese con i rincari, primi tra tutti quelli dell’energia.

“Capisco bene la preoccupazione della Gdo per il consumatore, preoccupazione da me pienamente condivisa perché se non aumentano i salari, se non si riduce il cuneo fiscale i soldi nel portafogli sono sempre meno per cui la mia è un’enorme preoccupazione per la riduzione dei consumi interni d`altra parte se non aumentiamo i listini cosa succede? Che chiudiamo le aziende e mettiamo la gente in cassa integrazione dando ancora meno soldi alla gente per consumare. Il consumatore alla fine sceglierà se comprare il formaggio o cambiare il telefonino. Alla fine è il consumatore che decide però c’è un dato che noi abbiamo in associazione: ogni individuo spende 60 centesimi per la spesa lattiero casearia al giorno: è meno di un caffè, se anche aumentiamo un po’ i listini io penso che il consumatore alla fine se lo possa permettere senza grande crisi sui consumi. Questa è la nostra opinione” ha continuato Paolo Zanetti.

Ad oggi  “sicuramente chi è molto concentrato sul mercato domestico e non ha la valvola di sfogo delle esportazioni è più esposto di altri” ai rischi del mercato. “E` ovvio che bisogna guardare anche la posizione finanziaria di una azienda: oggi col rialzo dei tassi le aziende più indebitate sono quelle più a rischio Il comparto fresco poi ha una immediata relazione tra quello che paga il latte e quello a cui vende i prodotti, mentre la preoccupazione nel mercato degli stagionati è più sul 2023”.

Zanetti infine sottolinea nuovamente che “il prezzo del latte contrattualizzato a dicembre arriverà a 60 centesimi” una crescita impressionante in confronto ad un anno fa quando di questi tempo il prezzo era di 38 centesimi. “Noi vorremmo essere ricompresi innanzitutto tra le aziende energivore perché noi operiamo nella catena del freddo: tanti nostri prodotti devono stare refrigerati tutto l`anno fino alla tavola del consumatore e chiediamo il tetto massimo al prezzo del gas. Noi del gas abbiamo assolutamente bisogno noi non abbiamo gettato neanche una goccia di latte durante la pandemia ed è chiaro che ora non possiamo rimanere fermi neanche un minuto, noi il latte non possiamo buttarlo via” ha concluso.

“La situazione è di grandissima preoccupazione per le nostre aziende perché con i prezzi attuali le aziende producono in perdita. Per stare in piedi non ci resta che adeguare i listini”. Questo il messaggio allarmante di Paolo Zanetti, presidente di Assolatte, preoccupato per il comparto lattiero-caseario alle prese con i rincari, primi tra tutti quelli dell’energia.

“Capisco bene la preoccupazione della Gdo per il consumatore, preoccupazione da me pienamente condivisa perché se non aumentano i salari, se non si riduce il cuneo fiscale i soldi nel portafogli sono sempre meno per cui la mia è un’enorme preoccupazione per la riduzione dei consumi interni d`altra parte se non aumentiamo i listini cosa succede? Che chiudiamo le aziende e mettiamo la gente in cassa integrazione dando ancora meno soldi alla gente per consumare. Il consumatore alla fine sceglierà se comprare il formaggio o cambiare il telefonino. Alla fine è il consumatore che decide però c’è un dato che noi abbiamo in associazione: ogni individuo spende 60 centesimi per la spesa lattiero casearia al giorno: è meno di un caffè, se anche aumentiamo un po’ i listini io penso che il consumatore alla fine se lo possa permettere senza grande crisi sui consumi. Questa è la nostra opinione” ha continuato Paolo Zanetti.

Ad oggi  “sicuramente chi è molto concentrato sul mercato domestico e non ha la valvola di sfogo delle esportazioni è più esposto di altri” ai rischi del mercato. “E` ovvio che bisogna guardare anche la posizione finanziaria di una azienda: oggi col rialzo dei tassi le aziende più indebitate sono quelle più a rischio Il comparto fresco poi ha una immediata relazione tra quello che paga il latte e quello a cui vende i prodotti, mentre la preoccupazione nel mercato degli stagionati è più sul 2023”.

Zanetti infine sottolinea nuovamente che “il prezzo del latte contrattualizzato a dicembre arriverà a 60 centesimi” una crescita impressionante in confronto ad un anno fa quando di questi tempo il prezzo era di 38 centesimi. “Noi vorremmo essere ricompresi innanzitutto tra le aziende energivore perché noi operiamo nella catena del freddo: tanti nostri prodotti devono stare refrigerati tutto l`anno fino alla tavola del consumatore e chiediamo il tetto massimo al prezzo del gas. Noi del gas abbiamo assolutamente bisogno noi non abbiamo gettato neanche una goccia di latte durante la pandemia ed è chiaro che ora non possiamo rimanere fermi neanche un minuto, noi il latte non possiamo buttarlo via” ha concluso.

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