L’Iran lancia bombe a grappolo su Tel Aviv, 2 morti
La notte appena trascorsa segna un possibile punto di svolta nel conflitto tra Iran e Israele, con un attacco missilistico su Tel Aviv che introduce elementi tattici inediti e particolarmente preoccupanti. Poco dopo la mezzanotte italiana, un missile balistico ha colpito il sobborgo di Ramat Gan, nell’area metropolitana di Tel Aviv, provocando la morte di due persone. A confermare il bilancio è stato il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom. Secondo le prime ricostruzioni, l’attacco non è stato isolato ma parte di un’operazione più ampia condotta dall’Iran. Teheran ha infatti ammesso apertamente di aver utilizzato munizioni a grappolo. Una scelta che rappresenta un cambio significativo nella strategia militare adottata finora. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di saturare i sistemi di difesa aerea israeliani, come Iron Dome e Arrow, aumentando la probabilità di impatto sul territorio.
L’utilizzo delle bombe a grappolo
Video verificati da network internazionali mostrano chiaramente le testate dividersi in numerose sub-munizioni durante la fase terminale del volo, confermando l’utilizzo di tecnologie progettate per eludere le difese antimissile attraverso la dispersione su larga scala. Particolarmente drammatica la dinamica della tragedia a Ramat Gan. Secondo quanto riferito dal portavoce delle forze dell’ordine, Dean Elsdunne, “il tetto è crollato su una coppia di anziani che si trovava nella loro stanza”. Le vittime non si erano rifugiate nella stanza sicura al momento dell’allarme, un dettaglio che sottolinea l’importanza delle misure di protezione civile in contesti di guerra. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha rivendicato l’operazione definendola una rappresaglia diretta per l’uccisione di Ali Larijani, alto funzionario della sicurezza iraniana. L’eliminazione, attribuita a Israele, ha innescato una reazione immediata da parte di Teheran.
L’attacco missilistico su Tel Aviv per vendicare la morte di Larijani
A rafforzare il messaggio, il capo dell’esercito iraniano, generale Amir Hatami, ha dichiarato che la morte di Larijani “sarà vendicata”, sottolineando come “il sangue puro dei martiri non resterà senza risposta”. Le dichiarazioni, diffuse dall’agenzia Tasnim, confermano la volontà iraniana di proseguire con azioni militari. Con le nuove vittime, il bilancio complessivo del conflitto in Israele sale a 14 morti. L’utilizzo di munizioni a grappolo, vietate in molti contesti internazionali per il loro impatto indiscriminato, apre ora interrogativi sulla possibile escalation e sulle conseguenze umanitarie. La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione, mentre il rischio di un allargamento del conflitto nella regione mediorientale appare sempre più concreto.
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