Autotrasportatori, nel DL Aiuti un incentivo sul carburante

 
Quasi un contentino, ma è pur qualcosa per la categoria degli autotrasportatori, da mesi angariata dal rincaro dei prezzi dei carburanti. Ora un incentivo c’è nel Decreto Aiuti, peraltro ancora carico di incertezze e lentezze, perché tuttora privo della operatività della piattaforma necessaria per accedere alla misura.
Intanto, una nota di Confimprese per l’Italia, presieduta da Mauro Pantano, fa il punto sulla misura: “Al 

fine di mitigare gli effetti economici derivanti dall’aumento del prezzo del gasolio utilizzato comecarburante, alle imprese aventi sede legale o stabile organizzazione in Italia esercenti l’attività di trasporto 

merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate e iscritte nell’Albo degli autotrasportatori è confermato il riconoscimento di un contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, nella misuradel 28% della spesa (al netto di IVA) sostenuta nel primo trimestre 2022 relativa all’acquisto di gasolio.

L’agevolazione spetta per il gasolio acquistato (con fattura) per rifornire veicoli di categoria Euro 5 o superiore utilizzati per l’esercizio dell’attività, è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel mod. F24; non è soggetta ai limiti di 2 milioni di euro annui per l’utilizzo in compensazione dei crediti ex art. 34, Legge n. 388/2000; 250mila euro annui previsto per i crediti da indicare nel quadro RU del mod. REDDITI ex art. 1, comma 53,Legge n. 244/2007; 

non è tassata ai fini IRPEF / IRES / IRAP; non rileva ai fini del rapporto tra l’ammontare dei ricavi e altri proventi che concorrono a formare ilreddito d’impresa; è riconosciuta nel rispetto della normativa UE in materia di aiuti di Stato. Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito base imponibile IRAP, non porti al superamento del costo”.

 
Quasi un contentino, ma è pur qualcosa per la categoria degli autotrasportatori, da mesi angariata dal rincaro dei prezzi dei carburanti. Ora un incentivo c’è nel Decreto Aiuti, peraltro ancora carico di incertezze e lentezze, perché tuttora privo della operatività della piattaforma necessaria per accedere alla misura.
Intanto, una nota di Confimprese per l’Italia, presieduta da Mauro Pantano, fa il punto sulla misura: “Al 

fine di mitigare gli effetti economici derivanti dall’aumento del prezzo del gasolio utilizzato comecarburante, alle imprese aventi sede legale o stabile organizzazione in Italia esercenti l’attività di trasporto 

merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate e iscritte nell’Albo degli autotrasportatori è confermato il riconoscimento di un contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, nella misuradel 28% della spesa (al netto di IVA) sostenuta nel primo trimestre 2022 relativa all’acquisto di gasolio.

L’agevolazione spetta per il gasolio acquistato (con fattura) per rifornire veicoli di categoria Euro 5 o superiore utilizzati per l’esercizio dell’attività, è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel mod. F24; non è soggetta ai limiti di 2 milioni di euro annui per l’utilizzo in compensazione dei crediti ex art. 34, Legge n. 388/2000; 250mila euro annui previsto per i crediti da indicare nel quadro RU del mod. REDDITI ex art. 1, comma 53,Legge n. 244/2007; 

non è tassata ai fini IRPEF / IRES / IRAP; non rileva ai fini del rapporto tra l’ammontare dei ricavi e altri proventi che concorrono a formare ilreddito d’impresa; è riconosciuta nel rispetto della normativa UE in materia di aiuti di Stato. Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito base imponibile IRAP, non porti al superamento del costo”.

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