Ambiente

Birol avverte le compagnie: Senza svolta delle rinnovabili non ci sarà più business

di Angelo Vitolo -


Parla Birol: i produttori di petrolio e gas devono convertire le loro attività alle energie rinnovabili o dovranno affrontare un forte declino economico. Un avvertimento che è una previsione, da Faith Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale per l’energia, per Time nel 2021 tra i 100 personaggi più influenti al mondo.

“Dobbiamo trovare un modo per ridurre il consumo di combustibili fossili – ha detto a the Guardian – e, in quanto tale, l’industria del petrolio e del gas può svolgere un ruolo importante. Spero davvero che possano dimostrare a Dubai che possono essere parte della soluzione quando si tratta di affrontare il cambiamento climatico”.

Birol ha pure avvertito che in futuro le compagnie petrolifere e del gas avranno maggiori difficoltà a operare: “Non sono solo le persone in Europa, negli Stati Uniti o in Australia a lanciare l’allarme: sempre più persone in tutto il mondo, dalle strade di Nuova Delhi e Giakarta, a Nairobi e Rio. Stanno vedendo i chiari legami tra il continuo utilizzo elevato di combustibili fossili e gli impatti climatici sempre più gravi che vedono quasi quotidianamente”.

Un avviso che, sempre più, non è semplicemente indirizzato alla tutela ambientale del pianeta. Attualmente solo il 2,5% degli investimenti di capitale delle compagnie petrolifere e del gas è destinato alle energie rinnovabili, cosa che secondo Birol è insufficiente.

Una manovra diversa vedrà le compagnie produttrici di combustibili fossili avviarsi a un “declino ordinato” piuttosto che “cercare di espandere o continuare le proprie attività”. Insomma, il business può continuare soltanto se si cambierà rotta.

Birol ha anche ribadito il suo punto di vista secondo cui il semplice investimento nella cattura e nello stoccaggio del carbonio non darebbe alle aziende ulteriori chance. “È una fantasia”, ha detto a The Guardian. “È un’illusione”. L’attuale investimento in questo campo è di circa 4 miliardi di dollari all’anno. Ne sarebbero necessari 4 trilioni per coprire le emissioni derivanti dall’uso di combustibili fossili, importi che Birol ha definito “non plausibili”.

A Cop28 conclusa potrà essere verificato se chi ha orecchie per sentire vorrà cambiare marcia. L’Iea aveva già “parlato” alla fine dello scorso ottobre con il suo ultimo report. E già allora segnalavamo che, almeno qui da noi, la musica è ancora diversa: la via preferita, quella del petrolio e del gas.


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