L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Esteri

Chi è Péter Magyar, l’ex uomo di Orban che lo ha sfidato e battuto

di Lino Sasso -


Péter Magyar è il volto nuovo che ha scosso la politica ungherese, ma la sua storia nasce nel cuore stesso dell’establishment vicino a Viktor Orbán. Avvocato, 45 anni, credente convinto, formato all’Università cattolica di Budapest, Magyar è cresciuto dentro l’élite di Fidesz, il partito che per anni ha dominato la scena politica in Ungheria. Proprio questa traiettoria, interna al sistema, rende oggi ancora più significativa la sua ascesa. Il suo ingresso nell’universo politico di Fidesz è stato progressivo. Una tappa decisiva arriva nel 2006 con il matrimonio con Judit Varga, allora collega di partito e futura ministra della Giustizia. Quando la carriera della moglie si sposta a Bruxelles, anche Magyar entra nel circuito delle istituzioni europee, costruendo una rete di relazioni tra Budapest e l’Unione europea. Un’esperienza che gli permette di conoscere da vicino il funzionamento del potere, sia nazionale sia comunitario.

Le accuse a Fidesz

Tornato in Ungheria, però, Péter Magyar resta a lungo in una posizione defilata. Ottiene incarichi tecnici e ruoli in aziende pubbliche, ma non riesce a trasformarsi in una figura centrale della politica di governo. Ai vertici di Fidesz appare troppo indipendente, poco allineato alla disciplina interna, difficile da gestire. Nel frattempo, lavora dietro le quinte come stratega della moglie, contribuendo alla crescita della sua immagine pubblica. La svolta arriva con una doppia frattura, personale e politica. Il matrimonio con Judit Varga finisce nel 2023, anticipando un progressivo allontanamento dal partito. L’anno successivo esplode lo scandalo della grazia concessa a un uomo condannato per un caso di pedofilia: una vicenda che travolge il sistema di potere ungherese e che colpisce l’ex ministra della Giustizia. È in questo contesto che Magyar decide di uscire allo scoperto. Con un’intervista molto dura al canale Partizán, accusa apertamente Fidesz di corruzione, abusi e gestione opaca del potere.

Péter Magyar, chi è il “baby Orban” diventato suo avversario

Il video ottiene milioni di visualizzazioni e segna il suo ingresso sulla scena pubblica come leader anti-sistema, pur provenendo dal cuore dell’apparato che ora contesta. Pochi giorni dopo fonda Tisza, il suo movimento politico. Il progetto prende rapidamente forma grazie a una mobilitazione dal basso: decine di migliaia di volontari, organizzati nelle cosiddette “isole Tisza”, alimentano una campagna capillare sul territorio. In appena quattro mesi, alle elezioni europee, il partito sfiora il 30%, trasformando Magyar nella sorpresa politica dell’anno. La sua forza sta nella capacità di parlare a un elettorato ampio. Fuarda ai progressisti senza rinunciare a toni patriottici e a una visione sovranista temperata da maggiore apertura verso l’Europa. Per alcuni resta un “baby Orbán”, ambiguo e non del tutto distante da alcune linee del premier. Ma il suo tempismo politico è stato decisivo: Péter Magyar si è presentato all’Ungheria come anti Orban e ha incassato la vittoria.


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