La proposta fa insorgere il dibattito. Federdistribuzione: "Antistorico"
Le chiusure domenicali di supermercati e centri commerciali? “Sarebbe una scelta antistorica”. Parole e musica di Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione. Secondo cui l’idea di imporre le serrande abbassate per garantire un giorno di riposo a chi lavora nel settore può rappresentare “una condizione che avrebbe un effetto molto negativo su tanti aspetti, a cominciare dai consumi, che già oggi sono particolarmente fragili”.
Il “no” alle chiusure domenicali
Il numero uno dell’organizzazione che riunisce le sigle della grande distribuzione è scettico, a dir poco, sulla proposta che da qualche giorno si fa largo nel dibattito pubblico: “Ci auguravamo di non sentire più il ritorno di questi temi, anche perché le aperture domenicali oramai sono una consuetudine che risponde a un’esigenza di cambiamento anche del modello di consumo da parte delle persone, ormai anche le aziende hanno strutturato, organizzato i loro sistemi”. Il tema era stato rilanciato da Ancc-Coop e dal suo presidente Ernesto Dalle Rive. A cui sembra “indirizzato” l’ultimo messaggio lanciato da Buttarelli: “L’apertura domenicale è una facoltà. Se qualcuno vuole chiudere la domenica che chiuda il negozio, può veramente farlo. Non è obbligatorio andare a condizionare un sistema che oggi ha tutta una serie di criticità”. Sulla questione era arrivata pure la posizione dei sindacati. A cominciare da Ficalms-Cgil che “tifa” per le chiusure alla domenica e tuona. “Le aperture domenicali e festive non portano entrate significative ai supermercati, ma in compenso portano cambiamenti importanti nella vita di lavoratrici e lavoratori, di segno marcatamente negativo”.