Ci mancava l’ayatollah Khamenei che ci fa la morale

L’ayatollah Ali Khamenei dà lezioni di moralismo a tutto l’occidente. Leggendo le sue dichiarazioni qualcuno potrebbe esclamare: “toglietegli il vino!”. “Gli occidentali affermano sfacciatamente di essere sostenitori dei diritti delle donne, mentre lì sono ancora sottoposte alla schiavitù e al traffico sessuale. Tra l’altro, in società in cui i governi hanno anche legalizzato l’omosessualità”. Ha affermato la Guida Suprema dell’Iran, incontrando a Teheran alcune esponenti del mondo femminile della Repubblica islamica. Inoltre il politico e religioso iraniano ha accusato l’Occidente, di presentarsi come “portabandiera dei diritti delle donne”, mentre in realtà “scaglia fendenti contro la loro dignità”. La ciliegina sulla torta? Tenetevi forte. La Guida Suprema ha dichiarato ai giornalisti: “Al momento, in molti Paesi occidentali le donne ricevono salari inferiori rispetto agli uomini a parità di lavoro. Questo è un tipo di abuso”. Ali Khamenei ha usato la parola “abuso”, probabilmente dimenticando il senso reale della parola ed anche ciò che da mesi accade nella sua Iran.

Ma ciò che dimentica il massimo esponente del clero sciita è Mahsa Amini. Il 13 settembre 2022, mentre era con la famiglia a Teheran, la giovane 22enne curda è stata fermata e arrestata dalla polizia locale perché non indossava correttamente l’hijab. Morirà il 16 settembre nel reparto terapia intensiva dell’ospedale di Kasra, dopo due giorni di coma all’ospedale. Da quel giorno: stupri, abusi e brutalità nelle piazze e nelle carceri iraniane sui protagonisti della rivolta innescata dalla morte di Mahsa Amini. A farne le spese sono per lo più le donne iraniane, giovani anche giovanissime. Sono le storie agghiaccianti riportate da numerose testimonianze e dai video che circolano sui social network. “Testimonianze che descrivono un terrificante modello di brutalità da parte del regime iraniano in cui la violenza sessuale e lo stupro vengono utilizzati per sopprimere, demoralizzare e in alcuni casi ricattare i manifestanti” afferma l’atropologa Tiziana Ciavardini. Anche la nipote della Guida Suprema dell’Iran, Farideh Moradkhani, è stata condannata a tre anni di carcere dopo aver invitato la comunità internazionale a tagliare i rapporti con l’Iran per la repressione messa in atto contro il movimento di protesta che sta interessando il Paese da metà settembre. E se le donne vengono violentate gli omosessuali qualora scoperti vengono impiccati. In Iran, nei primi sei mesi del 2022, sono state condannate alla pena capitale almeno 251 persone, praticamente più di una al giorno. La denuncia è del Centro Abdorrahman Boroumand per i diritti umani e Amnesty International. Nel 2022 sono anche riprese le esecuzioni in pubblico. Insomma le parole dell’ayatollah Ali Khamenei fanno un po’ sorridere. Anche ai suoi parenti. Badri Hossein Khamenei, la sorella della Guida Suprema ha affermato tempo fa: “il regime della Repubblica islamica non ha portato altro che sofferenza e oppressione per l’Iran e gli iraniani. Il popolo dell’Iran merita libertà e prosperità e la loro insurrezione è legittima e necessaria per ottenere i loro diritti”. E ancora, la sorella di Khamenei accusa suo fratello: “Sto con le madri in lutto e le donne iraniane. Le guardie rivoluzionarie e i mercenari di Ali Khamenei depongano le armi e si uniscano al popolo, prima che sia troppo tardi”.

L’ayatollah Ali Khamenei dà lezioni di moralismo a tutto l’occidente. Leggendo le sue dichiarazioni qualcuno potrebbe esclamare: “toglietegli il vino!”. “Gli occidentali affermano sfacciatamente di essere sostenitori dei diritti delle donne, mentre lì sono ancora sottoposte alla schiavitù e al traffico sessuale. Tra l’altro, in società in cui i governi hanno anche legalizzato l’omosessualità”. Ha affermato la Guida Suprema dell’Iran, incontrando a Teheran alcune esponenti del mondo femminile della Repubblica islamica. Inoltre il politico e religioso iraniano ha accusato l’Occidente, di presentarsi come “portabandiera dei diritti delle donne”, mentre in realtà “scaglia fendenti contro la loro dignità”. La ciliegina sulla torta? Tenetevi forte. La Guida Suprema ha dichiarato ai giornalisti: “Al momento, in molti Paesi occidentali le donne ricevono salari inferiori rispetto agli uomini a parità di lavoro. Questo è un tipo di abuso”. Ali Khamenei ha usato la parola “abuso”, probabilmente dimenticando il senso reale della parola ed anche ciò che da mesi accade nella sua Iran.

Ma ciò che dimentica il massimo esponente del clero sciita è Mahsa Amini. Il 13 settembre 2022, mentre era con la famiglia a Teheran, la giovane 22enne curda è stata fermata e arrestata dalla polizia locale perché non indossava correttamente l’hijab. Morirà il 16 settembre nel reparto terapia intensiva dell’ospedale di Kasra, dopo due giorni di coma all’ospedale. Da quel giorno: stupri, abusi e brutalità nelle piazze e nelle carceri iraniane sui protagonisti della rivolta innescata dalla morte di Mahsa Amini. A farne le spese sono per lo più le donne iraniane, giovani anche giovanissime. Sono le storie agghiaccianti riportate da numerose testimonianze e dai video che circolano sui social network. “Testimonianze che descrivono un terrificante modello di brutalità da parte del regime iraniano in cui la violenza sessuale e lo stupro vengono utilizzati per sopprimere, demoralizzare e in alcuni casi ricattare i manifestanti” afferma l’atropologa Tiziana Ciavardini. Anche la nipote della Guida Suprema dell’Iran, Farideh Moradkhani, è stata condannata a tre anni di carcere dopo aver invitato la comunità internazionale a tagliare i rapporti con l’Iran per la repressione messa in atto contro il movimento di protesta che sta interessando il Paese da metà settembre. E se le donne vengono violentate gli omosessuali qualora scoperti vengono impiccati. In Iran, nei primi sei mesi del 2022, sono state condannate alla pena capitale almeno 251 persone, praticamente più di una al giorno. La denuncia è del Centro Abdorrahman Boroumand per i diritti umani e Amnesty International. Nel 2022 sono anche riprese le esecuzioni in pubblico. Insomma le parole dell’ayatollah Ali Khamenei fanno un po’ sorridere. Anche ai suoi parenti. Badri Hossein Khamenei, la sorella della Guida Suprema ha affermato tempo fa: “il regime della Repubblica islamica non ha portato altro che sofferenza e oppressione per l’Iran e gli iraniani. Il popolo dell’Iran merita libertà e prosperità e la loro insurrezione è legittima e necessaria per ottenere i loro diritti”. E ancora, la sorella di Khamenei accusa suo fratello: “Sto con le madri in lutto e le donne iraniane. Le guardie rivoluzionarie e i mercenari di Ali Khamenei depongano le armi e si uniscano al popolo, prima che sia troppo tardi”.
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