Con l’economia circolare si guadagna Terre Roveresche, 5000 anime virtuose

La CO2 risparmiata può essere venduta da un Comune ai privati, grazie al modello Carbon WastePrint. Terre Roveresche, in provincia di Pesaro e Urbino, ha certificato la riduzione di oltre 5mila tonnellate di CO2 in 2 anni, grazie al comportamento virtuoso di cittadini e aziende nella gestione dei rifiuti urbani. Vendendo poi crediti di carbonio, il Comune ha guadagnato oltre 20mila euro.
Insomma, non è più solo una teoria. In questo caso, un paese di 5mila anime, ove l’amministrazione comunale ha venduto a un’azienda privata, attraverso il mercato volontario, 2mila crediti di CO2 generati da una accorta gestione dei rifiuti. Il principio dell’economia circolare che si fa realtà.
Un risultato raggiunto in 3 anni, dopo il via alla Carbon WastePrint validata da RINA Services per determinare, in termini di CO2 prodotta, l’impatto ambientale di ciascuna utenza nella gestione dei propri rifiuti urbani. Poi, l’anno dopo, il calcolo della tariffa puntuale che legge i rifiuti indifferenziati ma anche le frazioni di organico, carta, vetro e plastica. Centrale, fin da subito, il supporto dell’app Junker che ha aiutato i cittadini a differenziare meglio e senza errori i propri rifiuti, coinvolgendo l’intera comunità.
Certificata la riduzione di oltre 5mila tonnellate di CO2 nel biennio 2019/2020, ognuna corrispondente a un credito di carbonio, si è passati a registrare ogni certificato negoziabile e scambiabile sul mercato sul Registro VER eCO2care istituito dal Centro Interuniversitario di ricerca per lo sviluppo della sostenibilità dei prodotti, poi acquistato da Valore CO2, del Gruppo APG Sustainable Chemistry, per 15mila euro, che vanno ad aggiungersi agli oltre 5mila euro di crediti acquistati annualmente dalla ditta affidataria della raccolta e del trasporto dei rifiuti.

La CO2 risparmiata può essere venduta da un Comune ai privati, grazie al modello Carbon WastePrint. Terre Roveresche, in provincia di Pesaro e Urbino, ha certificato la riduzione di oltre 5mila tonnellate di CO2 in 2 anni, grazie al comportamento virtuoso di cittadini e aziende nella gestione dei rifiuti urbani. Vendendo poi crediti di carbonio, il Comune ha guadagnato oltre 20mila euro.
Insomma, non è più solo una teoria. In questo caso, un paese di 5mila anime, ove l’amministrazione comunale ha venduto a un’azienda privata, attraverso il mercato volontario, 2mila crediti di CO2 generati da una accorta gestione dei rifiuti. Il principio dell’economia circolare che si fa realtà.
Un risultato raggiunto in 3 anni, dopo il via alla Carbon WastePrint validata da RINA Services per determinare, in termini di CO2 prodotta, l’impatto ambientale di ciascuna utenza nella gestione dei propri rifiuti urbani. Poi, l’anno dopo, il calcolo della tariffa puntuale che legge i rifiuti indifferenziati ma anche le frazioni di organico, carta, vetro e plastica. Centrale, fin da subito, il supporto dell’app Junker che ha aiutato i cittadini a differenziare meglio e senza errori i propri rifiuti, coinvolgendo l’intera comunità.
Certificata la riduzione di oltre 5mila tonnellate di CO2 nel biennio 2019/2020, ognuna corrispondente a un credito di carbonio, si è passati a registrare ogni certificato negoziabile e scambiabile sul mercato sul Registro VER eCO2care istituito dal Centro Interuniversitario di ricerca per lo sviluppo della sostenibilità dei prodotti, poi acquistato da Valore CO2, del Gruppo APG Sustainable Chemistry, per 15mila euro, che vanno ad aggiungersi agli oltre 5mila euro di crediti acquistati annualmente dalla ditta affidataria della raccolta e del trasporto dei rifiuti.

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