Condanna definitiva: Nonno (FdI) fuori da Consiglio Campania
L'esponente di centrodestra fu coinvolto nei moti di Pianura del 2008, doveva subentrare a Cirielli
Arianna Meloni, responsabile nazionale della segreteria politica di FdI, con Marco Nonno, residente coordinamento Città di Napoli Fratelli d'Italia
Il risiko delle poltrone in Regione Campania si ferma davanti a una sentenza della Cassazione: Marco Nonno, esponente di rilievo di Fratelli d’Italia, resta fuori dal Consiglio Regionale. Non potrà subentrare al posto del deputato Edmondo Cirielli. A decretare il “disco rosso”, la Legge Severino, scattata a seguito di una condanna definitiva per fatti risalenti a quasi vent’anni fa.
Cosa è successo oggi: il mancato subentro di Nonno
Nonno resta fuori dal Consiglio in Regione Campania. Con le dimissioni di Edmondo Cirielli, tornato alle funzioni di viceministro degli Affari Esteri, si era liberato uno scranno tra i banchi dell’opposizione in via Santa Lucia. Secondo l’ordine dei non eletti, il posto spettava a Marco Nonno.
Tuttavia, la Segreteria generale del Consiglio Regionale ha dovuto prendere atto dell’ineleggibilità sopravvenuta. La condanna definitiva rende l’esponente politico non idoneo a ricoprire cariche pubbliche, portando così al subentro del successivo in lista.
Il precedente: i moti di Pianura del 2008
Per capire l’origine di questa esclusione bisogna tornare al 2008, durante una delle fasi più acute della crisi dei rifiuti a Napoli. All’epoca, il quartiere di Pianura divenne l’epicentro di una rivolta popolare contro la riapertura della discarica locale.
Quelli che passarono alla storia come i “moti di Pianura” furono caratterizzati da scontri violenti, barricate e tensioni altissime con le forze dell’ordine. Marco Nonno fu coinvolto nei procedimenti giudiziari relativi a quegli eventi con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.
La condanna e la Legge Severino
Dopo un lungo iter processuale, la sentenza è diventata definitiva. La Legge Severino, varata per garantire l’integrità delle istituzioni, prevede la sospensione o l’incandidabilità per chi riporta condanne definitive per determinati reati.
Nonostante il peso politico di Nonno sul territorio napoletano, il rigore della norma non ha permesso deroghe, congelando di fatto la sua carriera nelle istituzioni regionali proprio nel momento del possibile ritorno.
La vicenda riapre il dibattito politico interno al centrodestra campano sulla gestione delle candidature per le scorse Regionali.
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