Convoglio aiuti Vaticano sotto fuoco incrociato in Libano
Interrotta la missione della Nunziatura Apostolica
(Foto di repertorio circa gli attacchi in Libano)
Un convoglio umanitario del Vaticano, impegnato in una missione di aiuti critica nel sud del Libano, coinvolto in un grave incidente di sicurezza, sotto il fuoco incrociato del conflitto. Secondo le prime ricostruzioni, colpi di arma da fuoco hanno raggiunto la colonna di mezzi mentre tentava di raggiungere le aree più isolate dal conflitto.
La dinamica dell’incidente e i danni
Il convoglio, organizzato sotto l’egida della Nunziatura Apostolica in Libano e guidato dal monsignor Paolo Borgia, trasportava circa 40 tonnellate di medicinali e beni di prima necessità destinati alle popolazioni civili rimaste intrappolate nel sud del Paese.
L’attacco. Raffiche di proiettili hanno investito i veicoli e causato significativi danni materiali alla carrozzeria e ai carichi.
Il bilancio. Fortunatamente, non si registrano feriti tra il personale religioso e i volontari a bordo.
L’esito della missione. A causa dell’intensità del fuoco, il convoglio è stato costretto a interrompere la marcia e a fare marcia indietro per mettersi in salvo.
Chi ha sparato? Gli accertamenti in corso
Al momento non c’è una rivendicazione ufficiale, ma l’agenzia di stampa nazionale libanese Ani converge su una tesi specifica. Il convoglio sarebbe rimasto intrappolato in un violento fuoco incrociato tra le forze israeliane e i miliziani di Hezbollah.
Cosa sta accadendo
Le zone del sud del Libano sono attualmente teatro di una pesante escalation bellica, con ordini di evacuazione israeliani che coprono un raggio di 40 km dal confine.
Fonti estere suggeriscono che i colpi potrebbero essere stati sparati durante un tentativo di superare una “zona rossa” non preventivamente coordinata con le parti in conflitto, nonostante il carattere umanitario e la protezione della Santa Sede.
Reazioni e condanna internazionale
Il Patriarca Maronita ha espresso durissima condanna per l’accaduto, definendo l’attacco una “palese violazione del diritto internazionale umanitario”. Da Roma, il Vaticano monitora la situazione con estrema preoccupazione, ribadendo la necessità di garantire corridoi sicuri per il sostegno ai civili.
L’incidente segue di poche settimane la morte di un sacerdote, Pierre al-Rahi, ucciso da un colpo di artiglieria nella città di Qlayaa il 9 marzo scorso. A testimonianza di quanto la missione della Chiesa in Libano sia diventata oggi un’operazione ad altissimo rischio.
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