Coronavirus a scuola, Rusconi (ANP Lazio): “Nè le Regioni, nè i Presidi possono decidere di isolare gli studenti”

Dopo l’annuncio della lettera al governo da parte dei governatori di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia e della provincia autonoma di Trento, in cui si chiede un isolamento di 14 giorni per gli studenti rientrati dalla Cina nelle ultime due settimane, il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma e del Lazio, Mario Rusconi, intervistato da Interris.it, ha dichiarato: “Solo il Ministero della Salute può prendere un provvedimento del genere”. “Le disposizioni di allontanamento e altri provvedimenti possono essere prese soltanto dal Ministero della Salute”. Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma e del Lazio, intervistato da Interris.it è chiaro: se gli studenti di qualsiasi nazionalità devono essere separati dagli altri compagni per ragioni sanitarie potrà deciderlo solo il governo. “La situazione è sotto controllo per ora” ha specificato Rusconi. Nessun isolamento a scuola Non la pensano così i governatori di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia e della provincia autonoma di Trento, che hanno inviato una lettera al Ministero della Salute, chiedendo che per gli studenti rientrati dalla Cina un periodo di osservazione di 14 giorni. A tal proposito, il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha risposto che l’intenzione è quella di dare una “risposta all’ansia dei genitori”. “Per ora il Ministero della Salute ha detto che gli studenti non sono soggetti a isolamento” dichiara Rusconi. Il presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma e Lazio specifica: “Nessuna regione, tantomento i presidi, posso prendere questa decisione […]. Si tratta di un provvedimento che può prendere soltanto il Ministero della Salute”. Istituto Superiore di Sanità: “Situazione sotto controllo” La richiesta di una sorta di “quarantena” per gli studenti è emersa a seguito della circolare inviata nelle scuole italiane su disposizione ministeriale. La circolare chiede agli studenti rientrati dalla Cina nelle ultime due settimane di “monitorare la eventuale insorgenza di sintomi come tosse, febbre, difficoltà respiratorie”. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il documento rientra nel “pacchetto” di misure adottate per il coronavirus volte a tutelare la salute di tutta la popolazione italiana. È lo stesso istituto a ricordare gli sforzi che si stanno compiendo per monitorare costantemente la situazione globale ed eventuali, rischiose possibilità di contagio. Attualmente, in Italia sono confermati due casi di coronavirus e nessun Paese europeo ha finora adottato misure specifiche per popolazione scolastica. Intanto i due cittadini cinesi, ricoverati presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, nelle ultime ore hanno avuto un “aggravamento delle condizioni cliniche a causa di una insufficienza respiratoria” come ha dichiarato Francesco Vaia, Direttore sanitario dell’Ospedale Spallanzani. 

Domenico Condello

Dopo l’annuncio della lettera al governo da parte dei governatori di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia e della provincia autonoma di Trento, in cui si chiede un isolamento di 14 giorni per gli studenti rientrati dalla Cina nelle ultime due settimane, il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma e del Lazio, Mario Rusconi, intervistato da Interris.it, ha dichiarato: “Solo il Ministero della Salute può prendere un provvedimento del genere”. “Le disposizioni di allontanamento e altri provvedimenti possono essere prese soltanto dal Ministero della Salute”. Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma e del Lazio, intervistato da Interris.it è chiaro: se gli studenti di qualsiasi nazionalità devono essere separati dagli altri compagni per ragioni sanitarie potrà deciderlo solo il governo. “La situazione è sotto controllo per ora” ha specificato Rusconi. Nessun isolamento a scuola Non la pensano così i governatori di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia e della provincia autonoma di Trento, che hanno inviato una lettera al Ministero della Salute, chiedendo che per gli studenti rientrati dalla Cina un periodo di osservazione di 14 giorni. A tal proposito, il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha risposto che l’intenzione è quella di dare una “risposta all’ansia dei genitori”. “Per ora il Ministero della Salute ha detto che gli studenti non sono soggetti a isolamento” dichiara Rusconi. Il presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma e Lazio specifica: “Nessuna regione, tantomento i presidi, posso prendere questa decisione […]. Si tratta di un provvedimento che può prendere soltanto il Ministero della Salute”. Istituto Superiore di Sanità: “Situazione sotto controllo” La richiesta di una sorta di “quarantena” per gli studenti è emersa a seguito della circolare inviata nelle scuole italiane su disposizione ministeriale. La circolare chiede agli studenti rientrati dalla Cina nelle ultime due settimane di “monitorare la eventuale insorgenza di sintomi come tosse, febbre, difficoltà respiratorie”. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il documento rientra nel “pacchetto” di misure adottate per il coronavirus volte a tutelare la salute di tutta la popolazione italiana. È lo stesso istituto a ricordare gli sforzi che si stanno compiendo per monitorare costantemente la situazione globale ed eventuali, rischiose possibilità di contagio. Attualmente, in Italia sono confermati due casi di coronavirus e nessun Paese europeo ha finora adottato misure specifiche per popolazione scolastica. Intanto i due cittadini cinesi, ricoverati presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, nelle ultime ore hanno avuto un “aggravamento delle condizioni cliniche a causa di una insufficienza respiratoria” come ha dichiarato Francesco Vaia, Direttore sanitario dell’Ospedale Spallanzani. 

Domenico Condello

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli