Covid-19 nel Lazio: da questa settimana iniziano i test sierologici

Inizieranno a partire da questa settimana, nel Lazio, 300.000 test sierologici per il contrasto al Covid-19. Gli esami saranno fatti su farmacisti, medici, forze dell’ordine e addetti ai lavori nelle Residenze Sanitarie Assistenziali.”E’ la più grande indagine epidemiologica che verrà svolta nel nostro Paese”, ha detto in merito Alessio D’Amato, Assessore alla Sanità e all’Integrazione Sociosanitaria, a seguito del varo della delibera. “I campioni – aggiunge – saranno tutti informatizzati e conservati presso la Bio-banca dell’Istituto nazionale di malattie infettive Lazzaro Spallanzani”. La Regione rammenta che la partecipazione “è individuale e volontaria” e ogni partecipante “dovrà essere informato della valenza e dei limiti del test sottoscrivendo l’autorizzazione all’utilizzo dei suoi dati e l’utilizzo ai fini di sanità pubblica”. “Questi TEST non danno alcuna patente di immunità, ma servono a verificare come è circolato il virus in determinati contesti”, aggiunge la Regione, e qualora venga riscontrato risultato positivo alle Immunoglobuline G, sarà necessario eseguire un tampone e, qualora si riscontri un contagio, procedere ad isolare la persona e segnalare l’isolamento al medico curante. 

Carolina Biordi

Inizieranno a partire da questa settimana, nel Lazio, 300.000 test sierologici per il contrasto al Covid-19. Gli esami saranno fatti su farmacisti, medici, forze dell’ordine e addetti ai lavori nelle Residenze Sanitarie Assistenziali.”E’ la più grande indagine epidemiologica che verrà svolta nel nostro Paese”, ha detto in merito Alessio D’Amato, Assessore alla Sanità e all’Integrazione Sociosanitaria, a seguito del varo della delibera. “I campioni – aggiunge – saranno tutti informatizzati e conservati presso la Bio-banca dell’Istituto nazionale di malattie infettive Lazzaro Spallanzani”. La Regione rammenta che la partecipazione “è individuale e volontaria” e ogni partecipante “dovrà essere informato della valenza e dei limiti del test sottoscrivendo l’autorizzazione all’utilizzo dei suoi dati e l’utilizzo ai fini di sanità pubblica”. “Questi TEST non danno alcuna patente di immunità, ma servono a verificare come è circolato il virus in determinati contesti”, aggiunge la Regione, e qualora venga riscontrato risultato positivo alle Immunoglobuline G, sarà necessario eseguire un tampone e, qualora si riscontri un contagio, procedere ad isolare la persona e segnalare l’isolamento al medico curante. 

Carolina Biordi

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli