COVID: VALORI E LIMITI DEI TAMPONI

 

I pro e i contro dei vari test

 

Il virus all’origine dell’attuale epidemia è definito come Coronavirus della Sindrome Respiratoria Acuta Severa 2 (SARS-CoV-2). La malattia causata dal SARS-CoV-2 è indicata con l’acronimo COVID-19 (“CO” significa corona, ”VI” virus, “D” malattia e “19”, che indica l’anno di  insorgenza). Una delle presunzioni per sconfiggerlo è ca-pire chi è stato contagiato, chi potrebbe contagiare, chi se contagiato ne è uscito indenne, o se abbia sviluppato anticorpi che possono farlo considerare vaccinato, o se sia suscettibile ad una ulteriore reinfezione: aspetto questo non escludibile, come avviene per l’influenza dal momento che chi ne viene colpito un anno, se la può riprendere un anno dopo, visto che sempre di coronavirus si tratta. Questo SARS-CoV-2 e’ sicuramente ”più bastardo”, magari perche’ ci ha ”messo le mani” qualcuno, proprio per renderlo pandemico. Condizione questa che spinge per forza di cose le istituzioni mondiali alla ricerca di un vaccino ed al conseguente approvvi-gionamento di milioni di dosi. Insomma una corsa dell’oro come avvenne in Ameri-ca: tutti che correvano ad impadronirsi di terre apparentemente senza padrone, anche se in realta’ un padrone ce l’avevano, che poi venne isolato in periferiche ri-serve, che ancora esistono e dove oggi recitano la parte di Toro Seduto, magari col cellulare in tasca el’Apple nel “Tepee”, collegato ad una linea 5G. Riassumendo, si spera che i dati desumibili da questi test, possano indicare la via per poter isolare il virus o in alternativa ”si suicidi da solo”, cosa impossibile, visto che i vi-rus non sono “viventi”, considerato che di investimenti relativi alle terapie che hanno dimostrato efficacia, non se ne vede traccia, e nemmeno i mezzi di informazione ne parlano. Ad esempio, clorochina, interferone, timopentina, antivirali, antibiotici, an-tiinfiammatori e molti altri che, se ben usati da medici che svolgono il lavoro dedi-candosi ai pazienti, e che conoscono la medicina e non solo la limitatissima virolo-gia, potrebbero limitare gli accessi ai pronto soccorso e meno ancora ricoveri in te-rapia intensiva. Vediamo, a scopo didattico, questi test che al medico che deve curare il paziente, visto che di prevenzione ormai non si può più parlare e non ci resta che piangere, servono relativamente se vuole curare il paziente che ha manifestato la malattia COVID-19 dopo aver incontrato il ”famigerato” virus SARS-CoV-2, che sarà noto ma è d’altro canto sconosciuto nei suoi meccanismi di azione nonostante i virologi ne parlino con la confidenza cje si usa tra amici che si conoscono da sempre. Vediamo i Test PCR: Questi test rilevano componenti virali e consentono la diagnosi di un’infezione acuta da nuovo  coronavirus, o forse da un coronavirus, ed il forse è sem-pre d’obbligo in qualsiasi discorso che riguarda i virus nonostante la presuntuosa sicu-rezza di questi scienziati che farebbero impallidire Socrate, l’uomo più saggio del mon-do perché sapeva di non sapere, sapendo non una cosa in più degli altri, ma due, e la se-conda era che sapeva che anche loro non potevano sapere. Di norma il test PCR risulta positivo 1-2 giorni prima dell’insorgere dei sintomi e per le 2-3 settimane a seguire. I prelievi realizzati dal paziente stesso tramite uno specifico Kit al momento non sono consigliati dagli esperti. Il rilevamento diretto degli acidi nucleici virali in un tampone nasofaringeo può essere effettuato per   evidenziare l’infezione da   SARS-CoV-2 in pa-zienti con sintomi compatibili con COVID-19 e quindi è chiaro che dovrebbe sempre es-sere un medico il fattore determinante, non tanto per eseguire ma per leggere il test e integrarlo nell’esame completo del paziente. In ogni caso gli strisci devono essere ese-guiti solo da persone esperte e dotate di una formazione specifica, come se si potesse improvvisare un medico da un momento all’altro, o magari nominare ministro della sa-lute un ragazzo nato nella bellissima Potenza, che matura al Liceo scientifico Galileo Ga-lilei del capoluogo lucano, e poi si laurea in scienze politiche alla LUISS di Roma dove sicuramente fisiopatologia, biochimica  farmacologia, anatomia e le altre materie so-no alla base del corso di laurea. Non  è quindi consigliabile il fai da te. Il test delle persone asintomatiche può essere indicato anche in determinate situazioni, ad esempio quando il coronavirus si diffonde all’interno di strutture lavorative dove pic-cole folle lavorano gomito a gomito, sanitarie, come ospedali e case di cura per an-ziani ma anche non sanitarie.  Un altro tipo di controllo è costituito dai test sierologici, che permettono di rilevare nel sangue gli anticorpi specifici contro il SARS-CoV-2 , per correttezza informativa, non di tutti, ma di anticorpi rivolti verso alcune proteine che compongono il virus, che però potrebbero anche ritrovarsi in altri virus, e non costituiscono prova di ma-lattia, ma di reazione difensiva dell’organismo al virus, per capirci quelli che sono stati utilizzati per allestire la chiacchierata terapia al plasma umano; indicano se la persona testata  è stata  contaminata ed ha sviluppato anticorpi specifici in risposta al contatto virale.Oltre a quanto indicato prima, non è chiaro se gli anticorpi rintrac-ciati forniscano protezione contro questo virus, sicuramente non lo fanno se il virus nel frattempo si è modificato cambiando il “suo genoma”, come pare faccia questo e abbastanza velocemente.Questi test pertanto, non consentono attualmente di fornire alcuna indicazione in termini di immunità protettiva, in ogni caso però, han-no un prezzo.Infine, i Test rapidi di antigeni e anticorpi: anche in questo caso si ricercano antigeni o anticorpi rivolti verso i virus SARS-CoV-2, ma anche questi non sono stati ancora completamente validi e testati.  Queste verifiche laboratoristiche relative ai test, vengo-no attualmente effettuate in Italia ed all’estero, ed i risultati dovrebbero consentire di chiarire la validità dei test e di formulare raccomandazioni sul loro utilizzo, e sulla loro interpretazione ma si ricordi, la Canzone di Bacco di Lorenzo De’ Medici “chi vuol esse-re lieto sia, di doman non c’è certezza” e “Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! ”. Questi test rapidi per il rilevamento di anticorpi contro la SARS-CoV-2, sono attual-mente inadatti per la diagnosi del singolo individuo. Relativamente alla prevalenza nel-la popolazione, è possibile riscontrare molti risultati falsi positivi. Non sussistendo al-cuna garanzia sulla protezione delle persone contro la reinfezione, non sono ammesse dichiarazioni sull’immunità e ipotizzare, una sorta di “passaporto di immunità” o “pa-tentino”, sarebbe quindi errato. Piuttosto, non essendo dato il beneficio, di questi test, occorre anzi segnalare il pericolo che il risultato di tali test possa influenzare il comportamento delle persone che presumono di essere immuni a una seconda infe-zione, perché sono risultate positive a un test sugli anticorpi SARS-CoV-2.

 

Antonella Sperati

 

I pro e i contro dei vari test

 

Il virus all’origine dell’attuale epidemia è definito come Coronavirus della Sindrome Respiratoria Acuta Severa 2 (SARS-CoV-2). La malattia causata dal SARS-CoV-2 è indicata con l’acronimo COVID-19 (“CO” significa corona, ”VI” virus, “D” malattia e “19”, che indica l’anno di  insorgenza). Una delle presunzioni per sconfiggerlo è ca-pire chi è stato contagiato, chi potrebbe contagiare, chi se contagiato ne è uscito indenne, o se abbia sviluppato anticorpi che possono farlo considerare vaccinato, o se sia suscettibile ad una ulteriore reinfezione: aspetto questo non escludibile, come avviene per l’influenza dal momento che chi ne viene colpito un anno, se la può riprendere un anno dopo, visto che sempre di coronavirus si tratta. Questo SARS-CoV-2 e’ sicuramente ”più bastardo”, magari perche’ ci ha ”messo le mani” qualcuno, proprio per renderlo pandemico. Condizione questa che spinge per forza di cose le istituzioni mondiali alla ricerca di un vaccino ed al conseguente approvvi-gionamento di milioni di dosi. Insomma una corsa dell’oro come avvenne in Ameri-ca: tutti che correvano ad impadronirsi di terre apparentemente senza padrone, anche se in realta’ un padrone ce l’avevano, che poi venne isolato in periferiche ri-serve, che ancora esistono e dove oggi recitano la parte di Toro Seduto, magari col cellulare in tasca el’Apple nel “Tepee”, collegato ad una linea 5G. Riassumendo, si spera che i dati desumibili da questi test, possano indicare la via per poter isolare il virus o in alternativa ”si suicidi da solo”, cosa impossibile, visto che i vi-rus non sono “viventi”, considerato che di investimenti relativi alle terapie che hanno dimostrato efficacia, non se ne vede traccia, e nemmeno i mezzi di informazione ne parlano. Ad esempio, clorochina, interferone, timopentina, antivirali, antibiotici, an-tiinfiammatori e molti altri che, se ben usati da medici che svolgono il lavoro dedi-candosi ai pazienti, e che conoscono la medicina e non solo la limitatissima virolo-gia, potrebbero limitare gli accessi ai pronto soccorso e meno ancora ricoveri in te-rapia intensiva. Vediamo, a scopo didattico, questi test che al medico che deve curare il paziente, visto che di prevenzione ormai non si può più parlare e non ci resta che piangere, servono relativamente se vuole curare il paziente che ha manifestato la malattia COVID-19 dopo aver incontrato il ”famigerato” virus SARS-CoV-2, che sarà noto ma è d’altro canto sconosciuto nei suoi meccanismi di azione nonostante i virologi ne parlino con la confidenza cje si usa tra amici che si conoscono da sempre. Vediamo i Test PCR: Questi test rilevano componenti virali e consentono la diagnosi di un’infezione acuta da nuovo  coronavirus, o forse da un coronavirus, ed il forse è sem-pre d’obbligo in qualsiasi discorso che riguarda i virus nonostante la presuntuosa sicu-rezza di questi scienziati che farebbero impallidire Socrate, l’uomo più saggio del mon-do perché sapeva di non sapere, sapendo non una cosa in più degli altri, ma due, e la se-conda era che sapeva che anche loro non potevano sapere. Di norma il test PCR risulta positivo 1-2 giorni prima dell’insorgere dei sintomi e per le 2-3 settimane a seguire. I prelievi realizzati dal paziente stesso tramite uno specifico Kit al momento non sono consigliati dagli esperti. Il rilevamento diretto degli acidi nucleici virali in un tampone nasofaringeo può essere effettuato per   evidenziare l’infezione da   SARS-CoV-2 in pa-zienti con sintomi compatibili con COVID-19 e quindi è chiaro che dovrebbe sempre es-sere un medico il fattore determinante, non tanto per eseguire ma per leggere il test e integrarlo nell’esame completo del paziente. In ogni caso gli strisci devono essere ese-guiti solo da persone esperte e dotate di una formazione specifica, come se si potesse improvvisare un medico da un momento all’altro, o magari nominare ministro della sa-lute un ragazzo nato nella bellissima Potenza, che matura al Liceo scientifico Galileo Ga-lilei del capoluogo lucano, e poi si laurea in scienze politiche alla LUISS di Roma dove sicuramente fisiopatologia, biochimica  farmacologia, anatomia e le altre materie so-no alla base del corso di laurea. Non  è quindi consigliabile il fai da te. Il test delle persone asintomatiche può essere indicato anche in determinate situazioni, ad esempio quando il coronavirus si diffonde all’interno di strutture lavorative dove pic-cole folle lavorano gomito a gomito, sanitarie, come ospedali e case di cura per an-ziani ma anche non sanitarie.  Un altro tipo di controllo è costituito dai test sierologici, che permettono di rilevare nel sangue gli anticorpi specifici contro il SARS-CoV-2 , per correttezza informativa, non di tutti, ma di anticorpi rivolti verso alcune proteine che compongono il virus, che però potrebbero anche ritrovarsi in altri virus, e non costituiscono prova di ma-lattia, ma di reazione difensiva dell’organismo al virus, per capirci quelli che sono stati utilizzati per allestire la chiacchierata terapia al plasma umano; indicano se la persona testata  è stata  contaminata ed ha sviluppato anticorpi specifici in risposta al contatto virale.Oltre a quanto indicato prima, non è chiaro se gli anticorpi rintrac-ciati forniscano protezione contro questo virus, sicuramente non lo fanno se il virus nel frattempo si è modificato cambiando il “suo genoma”, come pare faccia questo e abbastanza velocemente.Questi test pertanto, non consentono attualmente di fornire alcuna indicazione in termini di immunità protettiva, in ogni caso però, han-no un prezzo.Infine, i Test rapidi di antigeni e anticorpi: anche in questo caso si ricercano antigeni o anticorpi rivolti verso i virus SARS-CoV-2, ma anche questi non sono stati ancora completamente validi e testati.  Queste verifiche laboratoristiche relative ai test, vengo-no attualmente effettuate in Italia ed all’estero, ed i risultati dovrebbero consentire di chiarire la validità dei test e di formulare raccomandazioni sul loro utilizzo, e sulla loro interpretazione ma si ricordi, la Canzone di Bacco di Lorenzo De’ Medici “chi vuol esse-re lieto sia, di doman non c’è certezza” e “Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! ”. Questi test rapidi per il rilevamento di anticorpi contro la SARS-CoV-2, sono attual-mente inadatti per la diagnosi del singolo individuo. Relativamente alla prevalenza nel-la popolazione, è possibile riscontrare molti risultati falsi positivi. Non sussistendo al-cuna garanzia sulla protezione delle persone contro la reinfezione, non sono ammesse dichiarazioni sull’immunità e ipotizzare, una sorta di “passaporto di immunità” o “pa-tentino”, sarebbe quindi errato. Piuttosto, non essendo dato il beneficio, di questi test, occorre anzi segnalare il pericolo che il risultato di tali test possa influenzare il comportamento delle persone che presumono di essere immuni a una seconda infe-zione, perché sono risultate positive a un test sugli anticorpi SARS-CoV-2.

 

Antonella Sperati

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