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Crosetto in una Camera semivuota: Stop a scontro, la magistratura non deve riequilibrare la volontà popolare

di Angelo Vitolo -


Un’Aula semivuota accoglie il ministro della Difesa Guido Crosetto venuto a Montecitorio a rispondere ad una interpellanza urgente di +Europa sulle dichiarazioni rilasciate al Corsera che tengono banco da giorni. In Aula – ma anche alla bouvette e nel Transatlantico in un tourbillon che riporta alla memoria l’ironia, il sarcasmo e le scaramucce della Prima Repubblica e dei più recenti decenni – il suo duello verbale con quanti lo affrontano. Ci sono Elly Schlein e Giuseppe Conte, oltre a Benedetto Della Vedova punzecchiato da Crosetto sull’essere parlamentare anche in virtù di un suo ok dato alla sua candidatura da radicale Riformatore Liberale nelle liste di Forza Italia nel 2006.

Poi, il nocciolo della questione giustizia nelle parole del ministro (che aggiunge pure di aver lanciato un tema non suo, “Non lo rifarei”, smentendo di aver mai parlato di “cospirazioni” o “incontri segreti”): “Mi chiedo se il ruolo della magistratura è quello di riequilibrare la volontà popolare? E’ possibile che in questo Paese non si possa fare una riforma della giustizia? Sarà un caso che dal ’92 -De Mita ’92, D’Alema nel ’97- ci sia stato un sommovimento che ha bloccato ogni tipo di riforma? Io non penso che si possa fare una riforma della giustizia contro la magistratura. Io penso che chi ha responsabilità deve essere terzo. Il problema è quali sono le regole sulle quali fondiamo il nostro sistema democratico. Ridefinire i ruoli e gli ambiti nei quali ogni organo dello Stato debba esercitare il suo potere. Non penso che esista un organo dello Stato che deve riequilibrare l’altro”.

E ancora: ”Apro un tema di cui dobbiamo discutere prima o poi: questo scontro tra politica e magistratura dovrà finire… Io ho trovato alcuni magistrati -ho sentito esponenti di Area- che vedono nel governo un attacco alla magistratura, quasi che non voglia farla lavorare… C’è chi ha detto che il ruolo della magistratura deve essere quello di riequilibrare la volontà popolare. Ma chi ha responsabilità deve essere terzo: pensate se questa frase l’avesse pronunciata un generale o un prefetto…”.

Scontate, le risposte e le accuse da parte dell’opposizione, tra chi ritiene che abbia in Aula peccato di vittimismo senza entrare nel merito dei fatti esposti nell’intervista e gli ribadisce l’invito a denunciarli alla magistratura se li ritiene meritevoli di azione penale. O, come Giuseppe Conte, accetta di buon grado la promessa di tornare a parlare ala Camera sul tema.


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