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Dal Chianti al Prosecco: perché l’India non può più fare a meno del vino italiano

Il valore delle importazioni sui 30,5 milioni di dollari, con un tasso di crescita annuo del +12%. Il valore complessivo del consumo di vino nel Paese è destinato a superare i 520 milioni di dollari entro il 2028

di Angelo Vitale -

(Fonte: Vinitaly)


Il vino italiano spinge sul mercato dell’India: promozione, numeri e prospettive. Il vino italiano punta con decisione all’India, un mercato fino a oggi marginale ma in rapida crescita, grazie a cambiamenti nei consumi, urbanizzazione e redditi in aumento.

Le esportazioni italiane mostrano segnali positivi e protagonisti del settore guardano all’India come opportunità strategica per consolidare il Made in Italy enologico oltre i confini europei.

A gennaio, partito il Vinitaly India Roadshow, evento itinerante di promozione che ha coinvolto oltre 30 aziende italiane e più di 200 operatori tra importatori e distributori, con l’obiettivo di sviluppare relazioni commerciali e formare i professionisti locali sulla cultura del vino italiano.

Vinitaly India Roadshow: obiettivi e commenti dal settore

Il via del Vinitaly India Roadshow 2026, promosso da Veronafiere in collaborazione con ITA – Italian Trade Agency il 15 gennaio a New Delhi, includendo tappe anche a Mumbai e Goa nei giorni successivi. L’iniziativa, per favorire incontri B2B tra produttori italiani e operatori indiani del canale Ho.Re.Ca., oltre a selezionare buyer da invitare alla prossima edizione di Vinitaly a Verona.

Il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini, ha sottolineato che “iniziative come questa sono fondamentali per creare relazioni solide, trasferire valore e posizionare il vino italiano in modo strutturato e duraturo”. Il messaggio è chiaro: non si tratta solo di promozione commerciale, ma di costruire una cultura del vino italiano nel lungo periodo, anche attraverso formazione ed educazione del consumatore locale.

Il mercato indiano: dimensioni, tassi di crescita e potenzialità

Secondo i dati dell’Osservatorio del Vino Uiv-Vinitaly, il valore delle importazioni di vino in India nel 2023 si attesta sui 30,5 milioni di dollari, un valore ancora contenuto rispetto ai principali mercati mondiali ma con un tasso di crescita annuo del +12% (esclusa la fase pandemica). Secondo stime di mercato, il valore complessivo del consumo di vino in India è destinato a superare i 520 milioni di dollari entro il 2028, con una crescita continua negli anni a venire.

L’Italia è oggi quarta tra i fornitori di vino in India, dopo Australia, Francia e Singapore, ma con un ritmo di crescita delle esportazioni italiano (+14%) superiore alla media del mercato, sintomo dell’interesse crescente degli importatori indiani verso i prodotti tricolori.

Al contempo, analisi di mercato indicano un accresciuto interesse per segmenti premium e spumanti, nonché per vini fermi di qualità, in un contesto dove i consumatori urbani, e in particolare i giovani con reddito disponibile, stanno cambiando le proprie abitudini di consumo.

Curiosità e dinamiche dei consumi: giovani, urbani e segmenti in crescita

Il quadro indiano vede ancora una predominanza di vini domestici sul totale dei consumi, ma con una quota crescente di importazioni e con segmenti come vini spumanti e premium destinati a espandersi più rapidamente. Anche la cultura del vino tra i consumatori indiani è in trasformazione: i giovani urbani mostrano maggiore curiosità verso vini esteri e prodotti di alta qualità, influenzati dalle tendenze globali e dalla maggiore esposizione a culture enogastronomiche internazionali.

Sul fronte commerciale, la possibile riduzione dei dazi e l’avanzamento di accordi bilaterali tra India e Unione Europea sono visti come elementi capaci di accelerare ulteriormente l’ingresso di vini italiani nel mercato, riducendo i costi di importazione e rendendo le etichette tricolori più competitive.

Attese dal settore e strategie per il futuro

Operatori italiani e associazioni di categoria considerano l’India un mercato prioritario per la diversificazione delle esportazioni, soprattutto in vista di un mondo post‑pandemia in cui i consumi vinicoli si stanno spostando verso nuove geografie. La partecipazione a eventi come il Vinitaly India Roadshow è ritenuta cruciale per consolidare la presenza italiana nei canali Horeca e nel retail specializzato, oltre a favorire l’inserimento dei prodotti italiani nelle carte dei vini di ristoranti e hotel di fascia alta.

Le prospettive di crescita del vino italiano in India sono collegate anche ad attività di educazione al gusto e alla cultura del vino, con masterclass, degustazioni guidate e formazione rivolta ai professionisti locali, componenti ritenute essenziali per rafforzare la conoscenza del patrimonio enologico italiano.

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