Dallo stop forzato al via libera in extremis: i lavori della sala da ballo di Donald Trump proseguono
Il Presidente americano incassa il sì della Corte Suprema per proseguire i lavori della sala da ballo
DALLA NOSTRA INVIATA
I lavori per la costruzione della monumentale sala da ballo della Casa Bianca, fortemente voluta dal presidente Donald Trump, possono proseguire. Lo ha stabilito il presidente della Corte Suprema degli Stati Uniti, John Roberts, che ha congelato l’ordinanza di blocco dei tribunali inferiori poche ore prima che questa diventasse esecutiva.
Il provvedimento firmato d’urgenza
Il provvedimento d’urgenza firmato dal giudice capo permette così alle squadre di operai di continuare a lavorare nel maxi cantiere da 400 milioni di dollari. La sospensione rimarrà in vigore mentre l’ Alta Corte esamina nel merito la richiesta di intervento straordinario presentata dall’amministrazione presidenziale.
La decisione giunge dopo che, la scorsa settimana, i legali di Trump si erano rivolti in extremis alla Corte Suprema per bloccare una sentenza della Corte d’Appello del Circuito di Washington D.C. Quest’ultima aveva stabilito che il progetto edilizio si sarebbe dovuto fermare tassativamente entro le ore 23:59 di venerdì.
L’intervento di Roberts ha natura puramente procedurale e temporanea. Il giudice capo non è entrato nel merito della legalità complessiva della struttura, che due tribunali di grado inferiore, appunto, hanno già dichiarato illegittima a causa della totale mancanza di approvazione e di stanziamento di fondi da parte del Congresso.
Il sostegno alla Casa Bianca
Come da prassi per questo genere di decreti d’urgenza, la decisione è stata notificata con un testo di una sola frase, senza alcuna motivazione giuridica a supporto.
A sostegno della Casa Bianca è intervenuto direttamente il Solicitor General D. John Sauer. Nel suo appello d’urgenza rivolto alla Corte Suprema, Sauer ha definito i lavori di ristrutturazione della residenza presidenziale come “assolutamente necessari”, sottolineando che un eventuale stop forzato non dovrebbe essere preso in considerazione.
Secondo il legale del governo, qualsiasi ritardo nel cantiere rappresenterebbe una minaccia diretta alla sicurezza del presidente Trump, soprattutto alla luce dei recenti e sventati attentati contro la sua vita.
I numeri del progetto
Il progetto, che coinvolge 250 operai impegnati in turni ininterrotti, si configura come una struttura fortificata di 8.500 metri quadrati, estesa su cinque piani interrati e 20 metri d’altezza. Dotato di difese all’avanguardia, il complesso è progettato per resistere a esplosioni nucleari, missili e attacchi, includendo rifugi antiatomici, ospedali e sistemi di sicurezza blindati.
I materiali utilizzati infatti sono pensati per fermare bombe, razzi, missili e persino esplosioni nucleari.
Trump recentemente ha chiarito che la sala da ballo in realtà non è concepita solo per poter ospitare più persone in un luogo più grande e ospitale, ma anche per fornire a tutti gli ospiti un livello di sicurezza di altissimo livello.
Nelle ultime settimane il Presidente ha definito il progetto “ un complesso da ballo e militare”.
Durante un tour con la stampa per mostrare il nuovo eliporto sul prato sud della Casa Bianca, il Presidente ha svelato l’origine dell’opera:
“Tutto è iniziato come una semplice sala da ballo. Prima del via ai lavori, i vertici militari mi hanno proposto un piano straordinario, un’opportunità unica che l’esercito inseguiva da un secolo senza mai riuscire a realizzarla. Ho dato carta bianca: ‘Disegnate ciò che serve’. La struttura scende sottoterra per cinque piani, quasi venti metri. Cosa c’è dentro? È materiale riservato, ma parliamo di tecnologie avanzatissime. Per questo la causa in tribunale è stata un grave errore: ha reso pubblico un progetto che prima era protetto dal segreto“.
Il verdetto della Corte Suprema sul bunker in costruzione si gioca tra sicurezza nazionale e prerogative del Congresso, con lavori che includono anche un porto droni.
Il blocco temporaneo sospende la scadenza, ma i giudici devono decidere sulla legittimità dell’opera, finora considerata illegale per mancanza di fondi congressuali.
È chiaro che con lo stato dei lavori così avanzato la Casa Bianca punta a finire l’opera prima di una decisione della magistratura.
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