Depp e Pacino arrivano a Livorno per “Modigliani”

Per vederlo sul grande schermo dovremo aspettare il 2023. O addirittura l’anno successivo. Il film si preannuncia impegnativo e laborioso. Un’autentica sfida per i produttori, che si sono dati come obiettivo quello di non regalare al pubblico la classica biografia cronologica a omaggio di un artista con una vita da raccontare, ma una fetta di storia specifica, che da sola regge due ore di proiezione per intensità, autenticità di emozioni e originalità. Modigliani, questo il titolo della pellicola, prende spunto da un’opera teatrale realizzata da Dennis McIntyre e arriverà sul grande schermo da Jerzy e Mary Kromolowski, che hanno portato al cinema anche “La promessa” romanzo di Friedrich Durrenmatt. McIntyre, morto nel 1990, scrisse la piéce basandosi sul momento di svolta della carriera di Modigliani nel 1916 e concentrando l’opera su 48 ore “decisive” per l’artista toscano. Per Johnny Depp una caramella golosa. L’attore, infatti, non ha mai nascosto la sua passione per l’artista tanto che l’idea di raccontarne una fetta di vita lo ha spinto a voler investire non solo nella regia, ma anche nella produzione, dove però non sarà solo: al suo fianco Barry Navidi e Al Pacino. Nella pièce di McIntyre, infatti, ci troviamo con un Modì alle prese con una profonda crisi, bloccato nella vendita dei suoi dipinti e incapace a lavorare. Dopo un maldestro tentativo di rapina finito male, aiutato dai suoi amici pittori Turillo e Soutine, Modigliani incontra Zbo, il suo agente, che lo informa di un immimente incontro con Cheron, un influente mercante d’arte. La poetessa amante dell’artista, Beatrice Hastings, cerca di convincerlo a incontrare lo stesso Cheron ma l’appuntamento è un disastro e, in preda a una crisi di nervi, Modigliani taglia i suoi dipinti e tenta di distruggere tutti i suoi lavori nello studio. Sarà una benedizione ancora l’intervento di Beatrice, che gli farà capire quanto dipingere sia importante per se stesso, prima ancora che per il mercato. Rimasto solo, Modigliani ricomincia a lavorare su un autoritratto. Da lì la svolta. Momento migliore, Depp, non poteva scegliere. Nel corso di un’intervista a The Hollywood Reporter, l’attore ha dichiarato: “La sua (parlando di Modigliani, ndr) è stata una vita di difficoltà ma, alla fine, segnata dal trionfo. Si tratta di una vicenda universalmente umana in cui tutti possono identificarsi”. L’attore dei Pirati dei

Caraibi, infatti, è reduce da una pagina complicata della propria vita: il divorzio con l’attrice Amber Heard dopo una relazione parecchio travagliata e altrettanto mediatizzata. Al momento sono pochi i dettagli ufficiali. Non sappiamo ancora, ma si presume, se è vero che Depp in persona si calerà nei panni dell’artista e se Al Pacino si limiterà alla co-produzione o se vorrà prestare il volto a uno dei protagonisti. Non serve essere esperti di cinema per capire che nomi così nel cast, specie se già dentro ai lavori come produzione e regia, alzerebbero le quotazioni del film garantendo un successo già scritto. Ma il gioco della suspence, si sa, è sempre un ingrediente vincente. Quindi il clima di attesa non farà che accendere la curiosità intorno al film. Il cast sarà ufficializzato entro la fine dell’anno, così come i luoghi delle riprese, con Livorno, città già data per buona, che è già in fermento per il ritorno di immagine che potrebbe riceverne e Venezia, che ha accolto capitoli importanti della vita di Modigliani, già pronta con i suoi sfondi suggestivi. Gran parte delle scene, però, sbirciando sul soggetto, saranno girate anche a Parigi, dove l’artista ha soggiornato a lungo. Per Johnny Depp si tratta di un’occasione di ritorno dietro la macchina da presa, venticinque anni circa dopo “The Brave” uscito nel 1997. C’è da dire, però che la storia di Modigliani, al cinema è già stata rappresentata in più occasioni: nel 2004 fu interpretato da Andy Garcia ne “I colori dell’anima” diretto da Mick Davis, mentre nel 1990 Franco Brogi Taviani lo portò in tv con “Modì” sceneggiato diviso in tre parti. La vita dell’artista, è comunque talmente ricca che dal trio Depp-Pacino-Navidi sapranno certamente trovare il taglio giusto per proporre al pubblico del grande schermo, una formula originale e densa di emozioni, trovando il fil rouge dove l’arte è intesa sia come pittura che come settima arte, soprannome ormai assunto dal cinema.

Per vederlo sul grande schermo dovremo aspettare il 2023. O addirittura l’anno successivo. Il film si preannuncia impegnativo e laborioso. Un’autentica sfida per i produttori, che si sono dati come obiettivo quello di non regalare al pubblico la classica biografia cronologica a omaggio di un artista con una vita da raccontare, ma una fetta di storia specifica, che da sola regge due ore di proiezione per intensità, autenticità di emozioni e originalità. Modigliani, questo il titolo della pellicola, prende spunto da un’opera teatrale realizzata da Dennis McIntyre e arriverà sul grande schermo da Jerzy e Mary Kromolowski, che hanno portato al cinema anche “La promessa” romanzo di Friedrich Durrenmatt. McIntyre, morto nel 1990, scrisse la piéce basandosi sul momento di svolta della carriera di Modigliani nel 1916 e concentrando l’opera su 48 ore “decisive” per l’artista toscano. Per Johnny Depp una caramella golosa. L’attore, infatti, non ha mai nascosto la sua passione per l’artista tanto che l’idea di raccontarne una fetta di vita lo ha spinto a voler investire non solo nella regia, ma anche nella produzione, dove però non sarà solo: al suo fianco Barry Navidi e Al Pacino. Nella pièce di McIntyre, infatti, ci troviamo con un Modì alle prese con una profonda crisi, bloccato nella vendita dei suoi dipinti e incapace a lavorare. Dopo un maldestro tentativo di rapina finito male, aiutato dai suoi amici pittori Turillo e Soutine, Modigliani incontra Zbo, il suo agente, che lo informa di un immimente incontro con Cheron, un influente mercante d’arte. La poetessa amante dell’artista, Beatrice Hastings, cerca di convincerlo a incontrare lo stesso Cheron ma l’appuntamento è un disastro e, in preda a una crisi di nervi, Modigliani taglia i suoi dipinti e tenta di distruggere tutti i suoi lavori nello studio. Sarà una benedizione ancora l’intervento di Beatrice, che gli farà capire quanto dipingere sia importante per se stesso, prima ancora che per il mercato. Rimasto solo, Modigliani ricomincia a lavorare su un autoritratto. Da lì la svolta. Momento migliore, Depp, non poteva scegliere. Nel corso di un’intervista a The Hollywood Reporter, l’attore ha dichiarato: “La sua (parlando di Modigliani, ndr) è stata una vita di difficoltà ma, alla fine, segnata dal trionfo. Si tratta di una vicenda universalmente umana in cui tutti possono identificarsi”. L’attore dei Pirati dei

Caraibi, infatti, è reduce da una pagina complicata della propria vita: il divorzio con l’attrice Amber Heard dopo una relazione parecchio travagliata e altrettanto mediatizzata. Al momento sono pochi i dettagli ufficiali. Non sappiamo ancora, ma si presume, se è vero che Depp in persona si calerà nei panni dell’artista e se Al Pacino si limiterà alla co-produzione o se vorrà prestare il volto a uno dei protagonisti. Non serve essere esperti di cinema per capire che nomi così nel cast, specie se già dentro ai lavori come produzione e regia, alzerebbero le quotazioni del film garantendo un successo già scritto. Ma il gioco della suspence, si sa, è sempre un ingrediente vincente. Quindi il clima di attesa non farà che accendere la curiosità intorno al film. Il cast sarà ufficializzato entro la fine dell’anno, così come i luoghi delle riprese, con Livorno, città già data per buona, che è già in fermento per il ritorno di immagine che potrebbe riceverne e Venezia, che ha accolto capitoli importanti della vita di Modigliani, già pronta con i suoi sfondi suggestivi. Gran parte delle scene, però, sbirciando sul soggetto, saranno girate anche a Parigi, dove l’artista ha soggiornato a lungo. Per Johnny Depp si tratta di un’occasione di ritorno dietro la macchina da presa, venticinque anni circa dopo “The Brave” uscito nel 1997. C’è da dire, però che la storia di Modigliani, al cinema è già stata rappresentata in più occasioni: nel 2004 fu interpretato da Andy Garcia ne “I colori dell’anima” diretto da Mick Davis, mentre nel 1990 Franco Brogi Taviani lo portò in tv con “Modì” sceneggiato diviso in tre parti. La vita dell’artista, è comunque talmente ricca che dal trio Depp-Pacino-Navidi sapranno certamente trovare il taglio giusto per proporre al pubblico del grande schermo, una formula originale e densa di emozioni, trovando il fil rouge dove l’arte è intesa sia come pittura che come settima arte, soprannome ormai assunto dal cinema.

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