Di Stefano, dopo l’addio a CasaPound arriva Exit

Simone Di Stefano ha reso pubblico il suo addio a CasaPound, il movimento di cui è stato uno dei fondatori, tramite un tweet il primo febbraio scorso. Immediatamente sono partite le speculazioni, a volte date per certe, da parte di utenti social e anche autorevoli testate giornalistiche. Oggi Di Stefano torna sull’argomento, sempre su Twitter, per smentire tali voci e fare un po’ di chiarezza. “Per libera e sofferta scelta, il mio percorso politico con CasaPound Italia termina oggi” ha scritto Di Stefano sul suo profilo Twitter meno di dieci giorni fa. “Non tornerò mai più sull’argomento e non c’è necessità di discutere le motivazioni, che sono pochissime ed esclusivamente di natura politica”. Dopo questa comunicazione, silenzio stampa. A parlare ‘per lui’ ci hanno pensato varie testate giornalistiche, non da ultima Repubblica che, con un pezzo a firma di Paolo Berizzi, dava praticamente per certo l’ingresso dell’ex segretario di Cpi in Fratelli d’Italia. Niente di più lontano dalla verità, parrebbe. “Si è parlato di un mio ingresso in altri partiti” scrive oggi Di Stefano su Twitter. “Per far cosa? Per ritrovarmi alleato di Brunetta in un governo di marionette? Insieme a chi ha braccato i miei figli e sequestrato mio padre? No, in tanti come me non potranno mai scordare. È il momento di battersi per la libertà”. A ‘certificare’ questa presa di distanza da movimenti o partiti già esistenti, c’è anche l’immagine scelta da Di Stefano per il suo profilo: un simbolo che reca la parola “Exit”. E, nella grafica il rimando al sito internet exitlibertà.it. Sul sito (per ora?) solo una grafica, simile a quella di Twitter, ove si legge: “Fuori dallo stato di emergenza permanente, da ricatti, dai vincoli, dal controllo digitale delle nostre esistenze. Costruiamo insieme una via d’uscita per una libertà senza condizioni”. ” Libertà al centro. Dopo due anni di oppressione totale e continuativa, con restrizioni, obblighi e green pass, l’idea della libertà va rimessa al centro della politica, però bisogna anche chiarire che cosa si intende e come questa idea possa diventare tangibile” dice Simone Di Stefano, ex segretario di CasaPound che ora lancia Exit, nuovo movimento che si prefigge di riportare il dibattito “alla giusta dimensione politica”.  Exit, ribadisce Di Stefano, è ”un movimento contro l’obbligo vaccinale”, contro il Green Pass e il controllo digitale ma che rivendica anche ”una libertà economica” per i cittadini.

Simone Di Stefano ha reso pubblico il suo addio a CasaPound, il movimento di cui è stato uno dei fondatori, tramite un tweet il primo febbraio scorso. Immediatamente sono partite le speculazioni, a volte date per certe, da parte di utenti social e anche autorevoli testate giornalistiche. Oggi Di Stefano torna sull’argomento, sempre su Twitter, per smentire tali voci e fare un po’ di chiarezza. “Per libera e sofferta scelta, il mio percorso politico con CasaPound Italia termina oggi” ha scritto Di Stefano sul suo profilo Twitter meno di dieci giorni fa. “Non tornerò mai più sull’argomento e non c’è necessità di discutere le motivazioni, che sono pochissime ed esclusivamente di natura politica”. Dopo questa comunicazione, silenzio stampa. A parlare ‘per lui’ ci hanno pensato varie testate giornalistiche, non da ultima Repubblica che, con un pezzo a firma di Paolo Berizzi, dava praticamente per certo l’ingresso dell’ex segretario di Cpi in Fratelli d’Italia. Niente di più lontano dalla verità, parrebbe. “Si è parlato di un mio ingresso in altri partiti” scrive oggi Di Stefano su Twitter. “Per far cosa? Per ritrovarmi alleato di Brunetta in un governo di marionette? Insieme a chi ha braccato i miei figli e sequestrato mio padre? No, in tanti come me non potranno mai scordare. È il momento di battersi per la libertà”. A ‘certificare’ questa presa di distanza da movimenti o partiti già esistenti, c’è anche l’immagine scelta da Di Stefano per il suo profilo: un simbolo che reca la parola “Exit”. E, nella grafica il rimando al sito internet exitlibertà.it. Sul sito (per ora?) solo una grafica, simile a quella di Twitter, ove si legge: “Fuori dallo stato di emergenza permanente, da ricatti, dai vincoli, dal controllo digitale delle nostre esistenze. Costruiamo insieme una via d’uscita per una libertà senza condizioni”. ” Libertà al centro. Dopo due anni di oppressione totale e continuativa, con restrizioni, obblighi e green pass, l’idea della libertà va rimessa al centro della politica, però bisogna anche chiarire che cosa si intende e come questa idea possa diventare tangibile” dice Simone Di Stefano, ex segretario di CasaPound che ora lancia Exit, nuovo movimento che si prefigge di riportare il dibattito “alla giusta dimensione politica”.  Exit, ribadisce Di Stefano, è ”un movimento contro l’obbligo vaccinale”, contro il Green Pass e il controllo digitale ma che rivendica anche ”una libertà economica” per i cittadini.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli