Draghi Presto a Mosca, obiettivo summit tra Putin Zelesnky

Il premier Mario Draghi sarà presto a Mosca. «L’obiettivo è ora far sedere al tavolo il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’Italia sta facendo il possibile per sostenere questa direzione». Lo ha detto il premier Mario Draghi parlando con i giornalisti al termine del Consiglio Ue informale sulla crisi ucraina. Nel pomeriggio Draghi rientrerà a Roma per seguire le attività di governo in vista del Consiglio dei ministri di domani. Il testo dell’intervento che il premier italiano avrebbe fatto alla tavola rotonda del vertice Ue-Africa del pomeriggio è stato letto dal presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron. “Sostanzialmente la situazione è la stessa di qualche giorno fa, questi episodi che sembravano annunciare una de-escalation non sono al momento presi seriamente. Quindi dobbiamo rimanere pronti a ogni eventualità», ha detto il premier Mario Draghi parlando con i giornalisti. «La strategia – ha spiegato Draghi – in questo momento deve essere fatta di due elementi: il primo consiste nel riaffermare la nostra unità. Questo forse è il fattore che ha più colpito la Russia. Inizialmente ci si poteva aspettare che, essendo così diversi, avremmo preso posizioni diverse, invece nel corso di tutti questi mesi, non abbiamo fatto altro che diventare sempre più uniti. Tantissimi Paesi, non solo l’Occidente. Perchè all’interno della Nato ci sono Paesi che non appartengono a quello che noi chiamiamo Occidente. Quindi il dispiegamento di questa unità già di per sé è qualcosa di importante». Il secondo punto, ha detto Draghi, «è che occorre mantenere la nostra strategia di deterrenza ferma in questo momento. Essere fermi. Non mostrare debolezze». E il «terzo punto è che occorre dire chiaramente, fin dall’inizio, che non possiamo rinunciare a quelli che sono i principi fondanti dell’Alleanza atlantica», ha aggiunto. «Insieme a tutto ciò occorre tenere il dialogo aperto, il più possibile». «Zelensky in una telefonata che abbiamo avuto ieri (il 16 febbraio, ndr) – ha spiegato Draghi – ha chiesto la possibilità di riuscire a parlare con il presidente Putin, di vedere se l’Italia avesse potuto fornire aiuto su questo fronte. La stessa richiesta è stata rivolta ad altri al tavolo» dei leader Ue. «Evidentemente – ha ricordato Draghi – non sarà facile, ma l’obiettivo è quello, far sì che Zelensky e Putin si siedano intorno a un tavolo. Tutti i canali bilaterali, la Nato, l’Osce, il formato Normandia sono tutti canali di dialogo che vanno utilizzati con la massima determinazione».

Il premier Mario Draghi sarà presto a Mosca. «L’obiettivo è ora far sedere al tavolo il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’Italia sta facendo il possibile per sostenere questa direzione». Lo ha detto il premier Mario Draghi parlando con i giornalisti al termine del Consiglio Ue informale sulla crisi ucraina. Nel pomeriggio Draghi rientrerà a Roma per seguire le attività di governo in vista del Consiglio dei ministri di domani. Il testo dell’intervento che il premier italiano avrebbe fatto alla tavola rotonda del vertice Ue-Africa del pomeriggio è stato letto dal presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron. “Sostanzialmente la situazione è la stessa di qualche giorno fa, questi episodi che sembravano annunciare una de-escalation non sono al momento presi seriamente. Quindi dobbiamo rimanere pronti a ogni eventualità», ha detto il premier Mario Draghi parlando con i giornalisti. «La strategia – ha spiegato Draghi – in questo momento deve essere fatta di due elementi: il primo consiste nel riaffermare la nostra unità. Questo forse è il fattore che ha più colpito la Russia. Inizialmente ci si poteva aspettare che, essendo così diversi, avremmo preso posizioni diverse, invece nel corso di tutti questi mesi, non abbiamo fatto altro che diventare sempre più uniti. Tantissimi Paesi, non solo l’Occidente. Perchè all’interno della Nato ci sono Paesi che non appartengono a quello che noi chiamiamo Occidente. Quindi il dispiegamento di questa unità già di per sé è qualcosa di importante». Il secondo punto, ha detto Draghi, «è che occorre mantenere la nostra strategia di deterrenza ferma in questo momento. Essere fermi. Non mostrare debolezze». E il «terzo punto è che occorre dire chiaramente, fin dall’inizio, che non possiamo rinunciare a quelli che sono i principi fondanti dell’Alleanza atlantica», ha aggiunto. «Insieme a tutto ciò occorre tenere il dialogo aperto, il più possibile». «Zelensky in una telefonata che abbiamo avuto ieri (il 16 febbraio, ndr) – ha spiegato Draghi – ha chiesto la possibilità di riuscire a parlare con il presidente Putin, di vedere se l’Italia avesse potuto fornire aiuto su questo fronte. La stessa richiesta è stata rivolta ad altri al tavolo» dei leader Ue. «Evidentemente – ha ricordato Draghi – non sarà facile, ma l’obiettivo è quello, far sì che Zelensky e Putin si siedano intorno a un tavolo. Tutti i canali bilaterali, la Nato, l’Osce, il formato Normandia sono tutti canali di dialogo che vanno utilizzati con la massima determinazione».

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