L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

Ecco perché l’Italia sembra messa meglio dei “campioni nordici”

di Adolfo Spezzaferro -


A quanto pare, dopo 23 anni di purgatorio finanziario, l’Italia ha finalmente trovato l’uscita di sicurezza… proprio mentre il resto d’Europa entra nel tunnel a fari spenti. Moody’s ci ha appena regalato un upgrade e all’improvviso sembriamo l’unico ombrello aperto in una tempesta che – secondo le previsioni dell’agenzia di rating – travolgerà Eurozona e Regno Unito.

Ironia della sorte: i famosi “frugali”, quelli che ci impartivano lezioni di rigore, ora inciampano tra recessioni tecniche e crisi politiche, mentre noi – gli ex ultimi della classe – ci scopriamo addirittura presentabili, affidabili, in sostanza stabili. Forse i mercati hanno realizzato che la realtà conta più dei dogmi: una certa stabilità politica, un manifatturiero che non vuole morire e un’economia che, pur zoppicando, non cade.

Nel 2026 il conto per coloro che hanno ignorato l’oste sarà molto salato e i campioni nordici rischiano la febbre da spesa militare e da fine dell’era dei tassi bassi. E l’Italia? Promossa. Eravamo gli spendaccioni irrispettosi del sacro ordine dei conti pubblici e oggi siamo un porto (un po’ più) sicuro.


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