Ecco tutte le altre ragioni del Sì che ancora non vi abbiamo detto
Abbiamo letto, visto e ascoltato ovunque che i cittadini non hanno ben capito nello specifico su cosa siano interpellati con il referendum sulla magistratura (che va ovviamente a migliorare anche il funzionamento della Giustizia).
Ci hanno ripetuto fino alla noia che il voto sarà polarizzato politicamente perché la campagna referendaria inevitabilmente si è trasformata in un Sì alla riforma del governo di centrodestra o in un No alla riforma del governo di centrodestra, dove il discrimine non è la riforma e cosa si voglia cambiare ma il fatto che sia a chiederlo il centrodestra. Come abbiamo scritto per mesi, le ragioni del No sostanzialmente sono queste: No al governo di centrodestra.
Ergo tutti gli elettori di centrosinistra andranno in massa a votare No. Ecco perché abbiamo ripetuto più e più volte quanto sia importante andare a votare Sì, perché altrimenti vincerà il No. Un appello rivolto a quei tanti elettori di centrodestra che dati alla mano solitamente sono più inclini a disertare le urne. Abbiamo più volte ricordato in questi ultimi mesi che chi vuole che vinca il Sì domenica o lunedì deve uscire di casa o rientrare dalle ferie e andare a votare. E non fare la bella pensata “tanto ci andranno gli altri che votano come me, che sono la maggioranza, visto che il centrodestra ha vinto le elezioni”. Noi abbiamo spiegato in ogni modo possibile, da tutti i punti di vista le ragioni del Sì.
Oggi vi proponiamo anche una storia di grave ingiustizia – la vicenda giudiziaria, personale e umana – raccontata dal protagonista Alberto Filippi come monito, affinché con la vittoria del Sì si possa avere fiducia in una Giustizia giusta. Infine, qualche considerazione come stimolo per chi non sia ancora del tutto convinto delle ragioni del Sì alla separazione delle carriere, al sorteggio del Csm e al farla pagare ai giudici che sbagliano. Le toghe politicizzate – che sono una piccola ma potente parte della magistratura – non si sono opposte alle misure lacrime e sangue dell’Ue e dei filo-Ue nostrani a oltranza (governi tecnici e pareggio di bilancio in Costituzione compresi).
Non hanno condannato la cessione di sovranità a qualsiasi livello e in qualsiasi declinazione “perché ce lo chiede l’Ue”. Non hanno stigmatizzato il Green Pass difendendo il diritto al lavoro sancito dalla Costituzione. Non hanno permesso e non permettono ai governi di controllare l’immigrazione clandestina. Non hanno permesso e non permettono ai governi di garantire pienamente la sicurezza dei cittadini, scarcerando immigrati illegali con innumerevoli precedenti. Ecco, anche (e soprattutto) per questo bisogna votare Sì.
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