Edilizia e restauro del futuro dall’antica malta romana

La malta idraulica romana e la sua antica ricetta sono al centro, da un mese circa, del progetto ON – Tech, nato dalla collaborazione tra Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Consiglio Nazionale delle Ricerche, imprese operanti nel settore del restauro, Istituto Centrale per il Restauro e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. L’obiettivo è la produzione, caratterizzazione e analisi chimico-fisica del degrado di malte idrauliche da impiegare nell’edilizia moderna e di restauro.

L’iniziativa, come detto, coinvolge anche imprese private riunite nella Tecno Edile Toscana, l’OdR (Istituto Centrale per il Restauro) e vari luoghi della cultura del Lazio, come la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Mondo della ricerca e imprese private si sono uniti per la produzione, caratterizzazione e analisi chimico-fisica del degrado di malte idrauliche da impiegare nell’edilizia moderna e di restauro che siano compatibili con i materiali antichi. I risultati della caratterizzazione archeometrica di malte provenienti dall’Acquedotto Traiano-Paolo risalente al I e II secolo avanti Cristo, infatti, hanno messo in luce una composizione unica delle malte idrauliche che ha permesso al monumento di sopravvivere ed essere utilizzato fino ai nostri giorni.

Le malte di restauro verranno quindi prodotte secondo l’antica ricetta della malta idraulica romana, che risulta essere perfetta in termini di materiali di partenza, granulometria e tecnologia di produzione. Le tecnologie e il know-how dei partner saranno messi in campo al fine di produrre materiali eco-friendly, non dannosi per l’uomo e compatibili con i materiali antichi, che possano essere distribuiti sul mercato. Per questo motivo, la presenza nel consorzio di professionisti del settore, come studiosi, restauratori e di Sovrintendenze saranno necessari e fondamentali.

Il progetto è stato approvato nell’ambito dell’avviso pubblico DTC Lazio – Intervento TE1 – Attuazione degli interventi programmatici e dei nuovi interventi relativi al Distretto Tecnologico per le nuove tecnologie applicate ai beni e alle attività culturali, con un sostegno finanziario di circa 165mila euro. Lo coordinano e vi lavorano Slvano Mignardi, del Dipartimento di Scienze della Terra, Sapienza Università di Roma e Amina Antonacci dell’Istituto di cristallografia (Cnr-Ic). Vi collabora Viviana Scognamiglio (Cnr-Ic).

 

La malta idraulica romana e la sua antica ricetta sono al centro, da un mese circa, del progetto ON – Tech, nato dalla collaborazione tra Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Consiglio Nazionale delle Ricerche, imprese operanti nel settore del restauro, Istituto Centrale per il Restauro e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. L’obiettivo è la produzione, caratterizzazione e analisi chimico-fisica del degrado di malte idrauliche da impiegare nell’edilizia moderna e di restauro.

L’iniziativa, come detto, coinvolge anche imprese private riunite nella Tecno Edile Toscana, l’OdR (Istituto Centrale per il Restauro) e vari luoghi della cultura del Lazio, come la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Mondo della ricerca e imprese private si sono uniti per la produzione, caratterizzazione e analisi chimico-fisica del degrado di malte idrauliche da impiegare nell’edilizia moderna e di restauro che siano compatibili con i materiali antichi. I risultati della caratterizzazione archeometrica di malte provenienti dall’Acquedotto Traiano-Paolo risalente al I e II secolo avanti Cristo, infatti, hanno messo in luce una composizione unica delle malte idrauliche che ha permesso al monumento di sopravvivere ed essere utilizzato fino ai nostri giorni.

Le malte di restauro verranno quindi prodotte secondo l’antica ricetta della malta idraulica romana, che risulta essere perfetta in termini di materiali di partenza, granulometria e tecnologia di produzione. Le tecnologie e il know-how dei partner saranno messi in campo al fine di produrre materiali eco-friendly, non dannosi per l’uomo e compatibili con i materiali antichi, che possano essere distribuiti sul mercato. Per questo motivo, la presenza nel consorzio di professionisti del settore, come studiosi, restauratori e di Sovrintendenze saranno necessari e fondamentali.

Il progetto è stato approvato nell’ambito dell’avviso pubblico DTC Lazio – Intervento TE1 – Attuazione degli interventi programmatici e dei nuovi interventi relativi al Distretto Tecnologico per le nuove tecnologie applicate ai beni e alle attività culturali, con un sostegno finanziario di circa 165mila euro. Lo coordinano e vi lavorano Slvano Mignardi, del Dipartimento di Scienze della Terra, Sapienza Università di Roma e Amina Antonacci dell’Istituto di cristallografia (Cnr-Ic). Vi collabora Viviana Scognamiglio (Cnr-Ic).

 

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