Emergenza Covid, i dati di Copernicus su Nature: Milano tra le prima 6 città ove sono stati evitati decessi

Milano è tra le prime sei città con il maggior numero di decessi evitati a causa dell’emergenza Covid durante la sua prima fase. Lo rivelano i dati di Copernicus pubblicati su Nature.

Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS), implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio raggio per conto della Commissione europea con il finanziamento dell’UE, ha annunciato oggi il suo contributo a uno studio sui livelli di inquinamento atmosferico in Europa durante il periodo iniziale della pandemia di Covid-19 nella primavera e all’inizio dell’estate 2020.

Questo studio prende in esame gli effetti quantitativi della riduzione dei livelli di inquinamento mettendo a confronto l’impatto delle diverse misure politiche adottate. I risultati confermano le stime precedenti, secondo cui la diminuzione dell’inquinamento si è tradotta in centinaia di decessi evitati in tutte le città. E la ricerca scientifica ha stimato che un totale di oltre 800 decessi sono stati evitati grazie al miglioramento della qualità dell’aria derivante dalle misure governative adottate al fine di limitare la diffusione del virus. Parigi, Londra, Barcellona e Milano risultano essere tra le prime sei città con il maggior numero di decessi evitati.

Di interesse le misure che hanno limitato la quotidianità, come quella della chiusura di scuole e luoghi di lavoro, che hanno avuto notevole impatto sui livelli di inquinamento dell’aria. Le restrizioni relative ai viaggi nazionali e internazionali, tuttavia, hanno evidenziato un minor impatto sui livelli di inquinamento locale.

Antonio Gasparrini, professor of Biostatistics and Epidemiology alla London School of Hygiene and Tropical Medicine e senior autore dello studio, ha messo in evidenza che “Il lockdown durante la prima ondata della pandemia ha causato enormi costi sanitari e sociali, seppur offrendo condizioni senza precedenti utili per studiare gli effetti potenziali di politiche rigorose volte a ridurre i livelli di inquinamento nelle aree urbane. Questo “esperimento naturale” ci ha permesso di constatare come la qualità dell’aria possa essere migliorata grazie a misure drastiche di salute pubblica che sarebbero di difficile attuazione in tempi normali” Informazioni utili, insomma, per progettare politiche efficaci per affrontare anche in futuro il problema dell’inquinamento nelle nostre città.

Milano è tra le prime sei città con il maggior numero di decessi evitati a causa dell’emergenza Covid durante la sua prima fase. Lo rivelano i dati di Copernicus pubblicati su Nature.

Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS), implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio raggio per conto della Commissione europea con il finanziamento dell’UE, ha annunciato oggi il suo contributo a uno studio sui livelli di inquinamento atmosferico in Europa durante il periodo iniziale della pandemia di Covid-19 nella primavera e all’inizio dell’estate 2020.

Questo studio prende in esame gli effetti quantitativi della riduzione dei livelli di inquinamento mettendo a confronto l’impatto delle diverse misure politiche adottate. I risultati confermano le stime precedenti, secondo cui la diminuzione dell’inquinamento si è tradotta in centinaia di decessi evitati in tutte le città. E la ricerca scientifica ha stimato che un totale di oltre 800 decessi sono stati evitati grazie al miglioramento della qualità dell’aria derivante dalle misure governative adottate al fine di limitare la diffusione del virus. Parigi, Londra, Barcellona e Milano risultano essere tra le prime sei città con il maggior numero di decessi evitati.

Di interesse le misure che hanno limitato la quotidianità, come quella della chiusura di scuole e luoghi di lavoro, che hanno avuto notevole impatto sui livelli di inquinamento dell’aria. Le restrizioni relative ai viaggi nazionali e internazionali, tuttavia, hanno evidenziato un minor impatto sui livelli di inquinamento locale.

Antonio Gasparrini, professor of Biostatistics and Epidemiology alla London School of Hygiene and Tropical Medicine e senior autore dello studio, ha messo in evidenza che “Il lockdown durante la prima ondata della pandemia ha causato enormi costi sanitari e sociali, seppur offrendo condizioni senza precedenti utili per studiare gli effetti potenziali di politiche rigorose volte a ridurre i livelli di inquinamento nelle aree urbane. Questo “esperimento naturale” ci ha permesso di constatare come la qualità dell’aria possa essere migliorata grazie a misure drastiche di salute pubblica che sarebbero di difficile attuazione in tempi normali” Informazioni utili, insomma, per progettare politiche efficaci per affrontare anche in futuro il problema dell’inquinamento nelle nostre città.

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