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Attualità

Un esercito di manager al gran ballo delle Partecipate

In ballo 842 nuove nomine. Il nodo Leonardo, le conferme in Eni ed Enel: tutti i numeri delle assemblee di primavera

di Cristiana Flaminio -


Un esercito di manager. Un battaglione di dirigenti pronti a salire in sella, a riconfermarsi alla guida, a ritrovare un incarico all’interno di una società pubblica. O, almeno, partecipata da un ente pubblico. Che sia il Mef o una più semplice capogruppo. La lotta è iniziata. La stagione della caccia (alla poltrona) è aperta. All’insegna, a quanto pare, della continuità. Almeno in Poste dove, nei giorni scorsi, alla presentazione delle liste, la parte pubblica ha sostanzialmente confermato l’attuale management. Matteo Del Fante resterà amministratore delegato, Silvia Rovere rimarrà alla presidenza, Giuseppe Lasco resta direttore generale.

Un esercito di manager

Non ci dovrebbero essere grandi smottamenti neanche in Enel. Dove il duplex Flavio Cattaneo-Paolo Scaroni, rispettivamente ad e presidente, dovrebbero restare per un altro mandato. Scontato pure il quinto incarico di fila, in Eni, per Claudio Descalzi. Il Cane a Sei Zampe rappresenta una colonna della politica energetica del governo. Sia di quello Meloni, prima ancora per quello Draghi. Una continuità che, in un momento come questo, non può che essere confermata. A maggior ragione dopo l’annuncio della scoperta, in Egitto, di un nuovo (e promettentissimo) giacimento di gas offshore. A San Donato Milanese, semmai, il nodo è quello della presidenza. Di nomi, adesso, non ne girano più. Il dossier è direttamente in mano alla premier Giorgia Meloni. Chi può, muove i fili che ha. L’unica certezza sarà l’addio del generale Giuseppe Zafarana.

Scambio Terna-Enav, il nodo Leonardo

Sembra confermato il cambio tra Terna e Enav. Alla prima, al posto di Giuseppina Di Foggia, andrà come ad Pasqualino Monti. Che verrà sostituito alla guida dell’ente nazionale per l’aviazione dall’attuale presidente della società delle reti Igor De Blasio. Il nodo più importante, però, riguarda Leonardo. Roberto Cingolani è in bilico. Le reazioni dei mercati a un suo possibile benservito, però, ne hanno rafforzato le credenziali. Gli investitori credono nell’attuale amministratore delegato. Più di quanto, evidentemente, ci creda il governo. Ma, come dicono quelli che giurano di saperla lunga, le possibilità che possa passare la mano ci sono. Eccome. In pole position i nomi di Lorenzo Mariani (oggi Ceo di Mbda) e Piergiorgio Folgiero (ad di Fincantieri). Occhio a un’eventuale underdog. I rumors dicono Stefano Antonio Donnarumma. Che però, al momento, guida il Gruppo Fs. Non sarà certo facile “spostare” l’ex ad di Terna, che sognava un ruolo da protagonista in Enel, all’azienda per la sicurezza.

Rai e le altre

In Rai, altra grande partecipata che dovrebbe cambiare i vertici, è dato ormai per certo l’addio dell’attuale amministratore delegato Gian Paolo Rossi. Questa, però, è solo la cima dell’iceberg. O, se preferite, le primissime fila dell’esercito di manager che si muoverà in questa primavera in cui sbocciano i cambi e si devono confermare, o sostituire, consigli d’amministrazione e ruoli apicali nelle società pubbliche. CoMar ha fatto i conti. Sono in ballo ben 842 poltronissime. Di queste, ben 516 da consiglieri e le altre 326 da sindaci e negli organi di revisione.

I numeri CoMar: lo studio sulle partecipate verso le assemblee

L’elenco delle società che parteciperà al gran ballo di primavera delle nomine è altrettanto sterminato. Basti pensare che, secondo gli analisti del centro studi che s’è preso la briga di spulciare numeri e dati dell’appuntamento istituzionale, tutte insieme queste aziende valgono in termini di capitalizzazione qualcosa come 282,6 miliardi di euro. Per quanto attiene ai ricavi, invece, si parla di 206 miliardi, utili per 16,5 miliardi e oltre 288mila dipendenti. Complessivamente saranno rinnovati 214 organi sociali, di cui 118 consigli d’amministrazione e 96 collegi sindacali in 155 società del ministero dell’Economia. Le società quotate sono  Banca Mps (e qui ci sarà una battaglia ferocissima in cui il Mef dovrà pur prendere posizione tra il quotatissimo Fabrizio Palermo e Luigi Lovaglio che non vuol abbandonare la guida di Rocca Salimbeni), Enav, Enel, Eni, Leonardo, Poste Italiane, Terna. Ma in scadenza sono anche Amco, Consap, Equitalia Giustizia, Infratel, IPZS, PagoPa, Ram, RFI, Trenitalia, Sogesid, Sogin, Sport e Salute, Stretto di Messina, Sviluppo lavoro Italia, Techno Sky, Valvitalia, numerose controllate di Autostrade dello Stato, Eni, Enel, Invitalia, Leonardo, Poste, Sace, del Gse (AU, GME e RSE) e della Rai (Rai Com, Rai Cinema, Rai Way). Insomma, c’è davvero tanta, tantissima carne a cuocere. Sarà una primavera di grandi manovre, dunque, per l’esercito dei manager delle società partecipate da parte dello Stato. Tutti a caccia di una nomina.


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