FERRARI (CONFIMI): SOSTENERE IMPRESE SU MERCATI NUOVI O SARÀ COLLASSO

“Il commercio con Russia e Ucraina ha sempre comportato una maggiore attenzione da parte delle aziende: triangolazioni tramite altri paesi per quanto riguarda i pagamenti, soluzioni in valuta diversa dall`euro, forti difficoltà a trovare vettori di logistica e nel soddisfare i documenti di dogana in uscita. Tutte procedure che si sono immensamente complicate e perfino sospese con lo scoppio della guerra in atto”. Questo quanto dichiarato da Francesco Ferrari, industriale di macchinari per l`agricoltura e vicepresidente di Confimi Industria.

Ferrari aggiunge: “Ma la preoccupazione non è data solo dall`export da Russia e Ucraina importiamo alcune materie prime e semilavorati, acciaio in primis, ma anche alcune argille atomizzate che servono per produrre tra le altre cose utensili per la lavorazione della ceramica e l`industria delle piastrelle. I mercati globali e una gestione lean dei magazzini fanno sì che le Pmi non facciano grandi scorte. Questo, sommato ai prezzi energetici fuori controllo, alla scarsa reperibilità di metalli e componenti stanno inducendo le aziende a fermarsi per mancanza di materiali o per costi improponibili alla clientela che non trovano giustificazione da parte dell`acquirente, perdendo competitività internazionale”

Il vicepresidente di Confimi conclude: “Auspichiamo da una parte che le istituzioni facilitino l`individuazione di nuovi mercati per l`export di macchinari e supporti direttamente quelle aziende che per tipologia di prodotto hanno incentrato il loro export in Russia e Ucraina, un supporto che le aziende possono investire nell`iniziare a commercializzare con paesi differenti rispetto a quelli in cui abitualmente esporta”.

“Il commercio con Russia e Ucraina ha sempre comportato una maggiore attenzione da parte delle aziende: triangolazioni tramite altri paesi per quanto riguarda i pagamenti, soluzioni in valuta diversa dall`euro, forti difficoltà a trovare vettori di logistica e nel soddisfare i documenti di dogana in uscita. Tutte procedure che si sono immensamente complicate e perfino sospese con lo scoppio della guerra in atto”. Questo quanto dichiarato da Francesco Ferrari, industriale di macchinari per l`agricoltura e vicepresidente di Confimi Industria.

Ferrari aggiunge: “Ma la preoccupazione non è data solo dall`export da Russia e Ucraina importiamo alcune materie prime e semilavorati, acciaio in primis, ma anche alcune argille atomizzate che servono per produrre tra le altre cose utensili per la lavorazione della ceramica e l`industria delle piastrelle. I mercati globali e una gestione lean dei magazzini fanno sì che le Pmi non facciano grandi scorte. Questo, sommato ai prezzi energetici fuori controllo, alla scarsa reperibilità di metalli e componenti stanno inducendo le aziende a fermarsi per mancanza di materiali o per costi improponibili alla clientela che non trovano giustificazione da parte dell`acquirente, perdendo competitività internazionale”

Il vicepresidente di Confimi conclude: “Auspichiamo da una parte che le istituzioni facilitino l`individuazione di nuovi mercati per l`export di macchinari e supporti direttamente quelle aziende che per tipologia di prodotto hanno incentrato il loro export in Russia e Ucraina, un supporto che le aziende possono investire nell`iniziare a commercializzare con paesi differenti rispetto a quelli in cui abitualmente esporta”.

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