Gas, la Russia sanziona le compagnie europee: prezzi su del 15%

Non si sono fatti attendere gli effetti dell’annuncio della Russia di sanzioni contro le compagnie energetiche dei Paesi “ostili”. In particolare, il blocco del tratto polacco del colosso statale russo del gas Gazprom PJSC ha limitato la capacità di import dell’Europa, costretta già a fare i conti con la riduzione dell’approvvigionamento di gas e con la crescita esponenziale dei prezzi.

In giornata i futures olandesi, punto di riferimento nell’Europa nord-occidentale, sono aumentati dell’11%, mentre i prezzi del gas nel Regno Unito hanno guadagnato il 15% e in Germania i costi dell’energia elettrica sono saliti dell’11%. Sebbene non abbiano ancora raggiunto i massimi di marzo, rimangono quattro volte più alti di un anno fa, aumentando le pressioni inflazionistiche che stanno spingendo le banche centrali a inasprire la politica monetaria.

Con la crescita improvvisa dei prezzi, la quantità di gas russo che scorre attraverso l’Ucraina verso l’Europa dovrebbe diminuire di quasi un terzo. Poco più di 53 milioni di metri cubi di gas prenotati oggi per la rotta, in calo rispetto ai 73,4 milioni di ieri. Gli analisti non sono certi che sia correlato alle sanzioni di Mosca, potrebbe essere piuttosto determinato dalla riduzione della domanda di gas russo tra i grandi clienti di Gazprom nell’Europa occidentale e meridionale.

Un obiettivo delle sanzioni russe era Gazprom Germania GmbH, una delle principali unità della compagnia statale di Mosca, di cui il governo tedesco ha preso il controllo il mese scorso. Al momento, però, non sembrano esserci ripercussioni: il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck, in una conferenza stampa con l’omologo ucraino Dmitro Kuleba, ha assicurato che, nonostante alcune filiali di Gazprom Germania abbiano smesso di ricevere gas russo a causa delle sanzioni, le compagnie hanno trovato alternative ai flussi da Mosca. Ma non ha potuto nascondere che la Germania non è pronta a sostenere un embargo totale del gas russo. Se ciò accadesse, ha detto, il Paese avrebbe scorte solo fino all’estate.

E mentre l’Europa corre per svezzarsi dall’energia russa, i produttori americani di gas naturale sono impegnati a soddisfare l’esplosione della domanda, che fa salire alle stelle i prezzi.

Intanto arriva da Bruxelles la risposta al premier italiano Draghi, che aveva parlato di “zona grigia” dell’Europa, che non si sarebbe pronunciata sui pagamenti in rubli del gas russo da parte di alcune compagnie. “La nostra posizione sul decreto russo sui pagamenti in rubli rimane la stessa – conferma il portavoce della Commissione Ue, Tim McPhie -. La Banca centrale russa è soggetta a sanzioni e quindi utilizzare il metodo del pagamento in rubli, come è stato più volte affermato, sarebbe una violazione delle sanzioni”.

Non si sono fatti attendere gli effetti dell’annuncio della Russia di sanzioni contro le compagnie energetiche dei Paesi “ostili”. In particolare, il blocco del tratto polacco del colosso statale russo del gas Gazprom PJSC ha limitato la capacità di import dell’Europa, costretta già a fare i conti con la riduzione dell’approvvigionamento di gas e con la crescita esponenziale dei prezzi.

In giornata i futures olandesi, punto di riferimento nell’Europa nord-occidentale, sono aumentati dell’11%, mentre i prezzi del gas nel Regno Unito hanno guadagnato il 15% e in Germania i costi dell’energia elettrica sono saliti dell’11%. Sebbene non abbiano ancora raggiunto i massimi di marzo, rimangono quattro volte più alti di un anno fa, aumentando le pressioni inflazionistiche che stanno spingendo le banche centrali a inasprire la politica monetaria.

Con la crescita improvvisa dei prezzi, la quantità di gas russo che scorre attraverso l’Ucraina verso l’Europa dovrebbe diminuire di quasi un terzo. Poco più di 53 milioni di metri cubi di gas prenotati oggi per la rotta, in calo rispetto ai 73,4 milioni di ieri. Gli analisti non sono certi che sia correlato alle sanzioni di Mosca, potrebbe essere piuttosto determinato dalla riduzione della domanda di gas russo tra i grandi clienti di Gazprom nell’Europa occidentale e meridionale.

Un obiettivo delle sanzioni russe era Gazprom Germania GmbH, una delle principali unità della compagnia statale di Mosca, di cui il governo tedesco ha preso il controllo il mese scorso. Al momento, però, non sembrano esserci ripercussioni: il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck, in una conferenza stampa con l’omologo ucraino Dmitro Kuleba, ha assicurato che, nonostante alcune filiali di Gazprom Germania abbiano smesso di ricevere gas russo a causa delle sanzioni, le compagnie hanno trovato alternative ai flussi da Mosca. Ma non ha potuto nascondere che la Germania non è pronta a sostenere un embargo totale del gas russo. Se ciò accadesse, ha detto, il Paese avrebbe scorte solo fino all’estate.

E mentre l’Europa corre per svezzarsi dall’energia russa, i produttori americani di gas naturale sono impegnati a soddisfare l’esplosione della domanda, che fa salire alle stelle i prezzi.

Intanto arriva da Bruxelles la risposta al premier italiano Draghi, che aveva parlato di “zona grigia” dell’Europa, che non si sarebbe pronunciata sui pagamenti in rubli del gas russo da parte di alcune compagnie. “La nostra posizione sul decreto russo sui pagamenti in rubli rimane la stessa – conferma il portavoce della Commissione Ue, Tim McPhie -. La Banca centrale russa è soggetta a sanzioni e quindi utilizzare il metodo del pagamento in rubli, come è stato più volte affermato, sarebbe una violazione delle sanzioni”.

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