Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite terrà oggi una riunione di emergenza a porte chiuse
La lettera al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è stata consegnata. Germania, Francia e Gran Bretagna hanno comunicato l’attivazione dello “snapback”, il meccanismo di ripristino delle sanzioni internazionali contro l’Iran per il suo programma nucleare. I colloqui tra le parti non sono serviti a scongiurare il ricorso all’opzione più drastica.
Le motivazioni dello strappo con l’Iran
Nella dichiarazione, i tre Paesi hanno hanno spiegato di aver deciso di procedere ora per evitare di perdere, a metà ottobre, la possibilità di reintrodurre le sanzioni previste dal Joint Comprehensive Plan of Action (JCPoA), l’accordo sul nucleare del 2015 dal quale gli Stati Uniti si sono ritirati nel 2018 sotto la prima presidenza di Donald Trump. Dopo diversi round di negoziati altalenanti con Teheran, inclusi quelli a Ginevra di martedì scorso, l’E3 ha ritenuto che la Repubblica islamica dell’Iran non abbia offerto “impegni sufficientemente concreti” per sospendere il meccanismo. I ministri di Germania, Francia e Gran Bretagna hanno informato il segretario di Stato americano Marco Rubio della loro scelta nella giornata di mercoledì. Teheran ha avvertito che una reintroduzione dei provvedimenti sanzionatori comporterà una “risposta dura” da parte sua.
Qualche ora prima dell’ufficializzazione della “rottura”, il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, aveva ribadito di preferire una soluzione diplomatica. “Francia, Germania e Regno Unito (E3) hanno sempre affermato che è disponibile lo strumento dello snapback (che consente di ripristinare l’insieme delle sanzioni internazionali) – aveva detto Wadephul da Tallin dove si trovava per l’incontro con il ministro Margus Tsahkna – Allo stesso tempo abbiamo sempre chiarito l’interesse per una soluzione diplomatica”.
La posizione degli Stati Uniti
Il capo della diplomazia statunitense Marco Rubio ha accolto favorevolmente la mossa di ricorrere alla clausola di “snapback”. Una svolta in tal senso è stata a lungo sostenuta da Trump. Al contempo, ha aggiunto Rubio, gli Stati Uniti “restano disponibili a un coinvolgimento diretto con l’Iran per favorire una soluzione pacifica e duratura alla questione nucleare iraniana”.
“Il meccanismo di snapback non contraddice la nostra sincera disponibilità alla diplomazia, anzi la rafforza. Esorto i leader iraniani a compiere immediatamente i passi necessari per garantire che la loro nazione non ottenga mai un’arma nucleare; a imboccare la via della pace; e, di conseguenza, a promuovere la prosperità per il popolo iraniano”, ha precisato Rubio in un comunicato.
La “postura” della Casa Bianca nei confronti dell’Iran non è stata sempre la stessa in questi mesi. L’amministrazione trumpiana ha oscillato dai round negoziali per trovare un accordo ai raid aerei sui siti nucleari iraniani a sostegno della campagna militare di Israele dello scorso giugno.
La reazione iraniana
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha condannato la decisione di Francia, Germania e Gran Bretagna di avviare il processo di attivazione del meccanismo di ripristino delle sanzioni internazionali, definendola “un’azione ingiustificata, illegale e priva di qualsiasi base giuridica”.
L’uscita è arrivata dopo una telefonata avvenuta ieri tra Araghchi, i ministri degli Esteri dei tre Paesi europei e l’Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera Kaja Kallas, nel corso della quale l’E3 ha annunciato la volontà di informare ufficialmente il Consiglio di Sicurezza dell’Onu per l’avvio della procedura prevista dall’accordo sul nucleare del 2015 (Jcpoa).
Secondo Araghchi, “l’Iran ha sempre agito in modo responsabile e in buona fede, mantenendo il suo impegno per la diplomazia al fine di risolvere le questioni legate al programma nucleare”. Ha quindi fatto sapere che la Repubblica islamica risponderà “in modo appropriato” a quella che definisce “un’azione illegale e ingiustificata dei tre Paesi europei”. Il ministro ha confermato che l’Iran è “determinato a difendere i propri interessi e diritti legittimi in conformità con il diritto internazionale e con il Trattato di non proliferazione nucleare” e ha espresso l’auspicio che Berlino, Parigi e Londra “adottino un approccio responsabile e comprendano le realtà esistenti, correggendo questa mossa sbagliata nei prossimi giorni”.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite terrà oggi una riunione di emergenza a porte chiuse sull’Iran per discutere della situazione. A riferirlo sono state fonti diplomatiche. L’incontro si terrà alle 10 di mattina ora locale, ore 16 italiane, su richiesta di Francia e Gran Bretagna.