Gli hanno fatto la festa

Quirinale, Governo, istituzioni, partiti: l’arresto di Matteo Messina Denaro si è trasformato in un coro unanime di apprezzamento e di elogio per le forze dell’ordine e per la sensazione che si tratta di un colpo alla mafia. Ma la vicenda sta tenendo banco anche sulle prime pagine dei siti di informazione straniera più importanti, dalla Bbc al Guardian, dalla Cnn all’Abc, da Usa Today all’Nbc. Per tutti Messina viene definito il latitante numero uno e dunque il suo arresto salutato come una grande prova di forza della nostra Intelligence. Der Spiegel sostiene che “è stato arrestatio il boss mafioso più ricercato d’Italia”. La primogenitura della grande soddisfazione che è dilagata ieri nel Paese spetta al Capo dello Stato. Mattarella ha immediatamente telefonato al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e al Comandante dell’ama dei carabinieri, Teo Luzi, per esprimere le sue congratulazioni. “Una grande vittoria dello Stato che dimostra di non arrendersi di fronte alla mafia”, ha affermato da parte sua il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“All’indomani dell’anniversario dell’arresto di Totò Riina, un altro capo della criminalità organizzata viene assicurato alla giustizia. I miei più vivi ringraziamenti – ha aggiunto – assieme a quelli di tutto il Governo vanno alle forze di Polizia e in particolare al Ros dei carabinieri, alla Procura nazionale antimafia e alla Procura di Palermo”. Nel ricordare che la lotta alla mafia è una priorità del governo, ha aggiunto che non a caso il primo provvedimento dell’esecutivo è stato la difesa del carcere ostativo. Insomma – ha detto ancora più tardi, a Palermo, durante il minuto di raccoglimento davanti alla stele di Capaci che ricorda le vittime della strage nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta – si tratta di una giornata storica. “Non abbiamo vinto la guerra ma è un giorno di festa”, ha sottolineato. E a chi le ha chiesto cosa avrebbe risposto a chi diceva che la mafia era sparita dall’agenda politica, ha replicato di non pensare che “la mafia sia un tema divisivo. Penso che su queste materie, piuttosto che usarle per fare polemica, si possa lavorare tutti assieme”. Quanto al riuso dei beni confiscati, il premier ha detto che ne parla da settimane con il sottosegretario Mantovano e che “questo è un segnale importante affinché si elimini la presenza fisica della mafia sul territorio”. Come dire anche che “il terreno fertile per la mafia lo togli soltanto con il lavoro”.
Anche il ministro degli Interni, Piantedosi (“una giornata straordinaria per lo Stato e per tutti coloro che da sempre combattono tutte le mafie”) e il presidente del Senato, La Russa si sono uniti al coro di ringraziamenti a quanti hanno reso possibile la cattura del boss mafioso. Da parte sua, il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha voluto significare che “oggi hanno vinto lo Stato e gli italiani che credono nei valori della legalità e della giustizia. Un pensiero commosso va a tutte le vittime della mafia, alle loro famiglie e a tutti i magistrati che hanno sacrificato la propria vita nella lotta alla criminalità organizzata come i giudici Falcone e Borsellino e il Beato Rosario Livatino”. Grande soddisfazione e parole di orgoglio per l’operato delle forze di Polizia e dei magistrati sono arrivate anche da parte del vice premier e ministro degli esteri, Antonio Tajani, di quello alla Difesa, Guido Crosetto. “È con profonda emozione che ringrazio le donne e gli uomini dello Stato che no9n hanno mai mollato, confermando – è stato il commento del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini – la regola che prima o poi anche i più grandi criminali in fuga vengono braccati e assicurati alla giustizia. È una bella giornata per l’Italia e che serve da ammonimento per i mafiosi. Le istituzioni e i nostri eroi in divisa non mollano mai”.
E anche il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi ha assicurato che “continueremo questa battaglia fino alla vittoria definitiva contro chi uccide e calpesta la dignità umana”. Ma ieri, come detto, è stata la giornata dell’unanimit56à politica. Anche le opposizioni infatti hanno esultato per la cattura del latitante mafioso. “L’arresto di Matteo Messina Denaro – sono state le parole del leader di Italia viva, Matteo Renzi – è una notizia bellissima, un risultato storico. Questa è una giornata di festa per tutto il Paese. Complimenti a chi ci ha lavorato a cominciare da inquirenti e forze dell’ordine. Oggi un giorno di felicità. Bravi tutti. Viva l’Italia”. Per il segretario del Pd, Gianni Letta, “alla fine la mafia perde sempre. Oggi è una data storica”. “La mafia non può vincere, la mafia non deve vincere. Lo Stato non deve abbassare la guardia” gli ha fatto eco il leader del M5s, Giuseppe Conte, mentre per il leader di Azione, Carlo Calenda, “è stata una grande vittoria dello Stati che oggi dimostra tutta la sua forza Una sfida vinta dagli uomini e dalle donne di magistratura e forze dell’ordine cui va il nostro ringraziamento”.
Quirinale, Governo, istituzioni, partiti: l’arresto di Matteo Messina Denaro si è trasformato in un coro unanime di apprezzamento e di elogio per le forze dell’ordine e per la sensazione che si tratta di un colpo alla mafia. Ma la vicenda sta tenendo banco anche sulle prime pagine dei siti di informazione straniera più importanti, dalla Bbc al Guardian, dalla Cnn all’Abc, da Usa Today all’Nbc. Per tutti Messina viene definito il latitante numero uno e dunque il suo arresto salutato come una grande prova di forza della nostra Intelligence. Der Spiegel sostiene che “è stato arrestatio il boss mafioso più ricercato d’Italia”. La primogenitura della grande soddisfazione che è dilagata ieri nel Paese spetta al Capo dello Stato. Mattarella ha immediatamente telefonato al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e al Comandante dell’ama dei carabinieri, Teo Luzi, per esprimere le sue congratulazioni. “Una grande vittoria dello Stato che dimostra di non arrendersi di fronte alla mafia”, ha affermato da parte sua il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“All’indomani dell’anniversario dell’arresto di Totò Riina, un altro capo della criminalità organizzata viene assicurato alla giustizia. I miei più vivi ringraziamenti – ha aggiunto – assieme a quelli di tutto il Governo vanno alle forze di Polizia e in particolare al Ros dei carabinieri, alla Procura nazionale antimafia e alla Procura di Palermo”. Nel ricordare che la lotta alla mafia è una priorità del governo, ha aggiunto che non a caso il primo provvedimento dell’esecutivo è stato la difesa del carcere ostativo. Insomma – ha detto ancora più tardi, a Palermo, durante il minuto di raccoglimento davanti alla stele di Capaci che ricorda le vittime della strage nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta – si tratta di una giornata storica. “Non abbiamo vinto la guerra ma è un giorno di festa”, ha sottolineato. E a chi le ha chiesto cosa avrebbe risposto a chi diceva che la mafia era sparita dall’agenda politica, ha replicato di non pensare che “la mafia sia un tema divisivo. Penso che su queste materie, piuttosto che usarle per fare polemica, si possa lavorare tutti assieme”. Quanto al riuso dei beni confiscati, il premier ha detto che ne parla da settimane con il sottosegretario Mantovano e che “questo è un segnale importante affinché si elimini la presenza fisica della mafia sul territorio”. Come dire anche che “il terreno fertile per la mafia lo togli soltanto con il lavoro”.
Anche il ministro degli Interni, Piantedosi (“una giornata straordinaria per lo Stato e per tutti coloro che da sempre combattono tutte le mafie”) e il presidente del Senato, La Russa si sono uniti al coro di ringraziamenti a quanti hanno reso possibile la cattura del boss mafioso. Da parte sua, il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha voluto significare che “oggi hanno vinto lo Stato e gli italiani che credono nei valori della legalità e della giustizia. Un pensiero commosso va a tutte le vittime della mafia, alle loro famiglie e a tutti i magistrati che hanno sacrificato la propria vita nella lotta alla criminalità organizzata come i giudici Falcone e Borsellino e il Beato Rosario Livatino”. Grande soddisfazione e parole di orgoglio per l’operato delle forze di Polizia e dei magistrati sono arrivate anche da parte del vice premier e ministro degli esteri, Antonio Tajani, di quello alla Difesa, Guido Crosetto. “È con profonda emozione che ringrazio le donne e gli uomini dello Stato che no9n hanno mai mollato, confermando – è stato il commento del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini – la regola che prima o poi anche i più grandi criminali in fuga vengono braccati e assicurati alla giustizia. È una bella giornata per l’Italia e che serve da ammonimento per i mafiosi. Le istituzioni e i nostri eroi in divisa non mollano mai”.
E anche il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi ha assicurato che “continueremo questa battaglia fino alla vittoria definitiva contro chi uccide e calpesta la dignità umana”. Ma ieri, come detto, è stata la giornata dell’unanimit56à politica. Anche le opposizioni infatti hanno esultato per la cattura del latitante mafioso. “L’arresto di Matteo Messina Denaro – sono state le parole del leader di Italia viva, Matteo Renzi – è una notizia bellissima, un risultato storico. Questa è una giornata di festa per tutto il Paese. Complimenti a chi ci ha lavorato a cominciare da inquirenti e forze dell’ordine. Oggi un giorno di felicità. Bravi tutti. Viva l’Italia”. Per il segretario del Pd, Gianni Letta, “alla fine la mafia perde sempre. Oggi è una data storica”. “La mafia non può vincere, la mafia non deve vincere. Lo Stato non deve abbassare la guardia” gli ha fatto eco il leader del M5s, Giuseppe Conte, mentre per il leader di Azione, Carlo Calenda, “è stata una grande vittoria dello Stati che oggi dimostra tutta la sua forza Una sfida vinta dagli uomini e dalle donne di magistratura e forze dell’ordine cui va il nostro ringraziamento”.
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