Guerra e allarme carburante: a rischio le vacanze estive
La crisi in Medio Oriente torna a far tremare il settore dei trasporti e, a cascata, l’intera filiera turistica europea. Le vacanze estive sono a rischio a causa della possibilità che l’esaurimento delle scorte di carburante implichi la cancellazione dei voli. A lanciare l’allarme è RimborsoAlVolo, società specializzata nella tutela dei passeggeri aerei, che evidenzia come le tensioni geopolitiche possano trasformarsi in un problema concreto per milioni di viaggiatori. Dopo i disagi registrati a inizio marzo, quando la chiusura di alcuni spazi aerei ha causato la cancellazione di migliaia di voli e lasciato a terra passeggeri in tutto il mondo, il rischio ora si sposta sul fronte energetico. Al centro della preoccupazione c’è lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il trasporto di petrolio e derivati, inclusi i carburanti utilizzati nel settore dell’aviazione.
Dal blocco delle petroliere a quello dei voli
Il blocco delle petroliere dirette verso l’Europa potrebbe infatti determinare una carenza di jet fuel negli aeroporti del continente. Se la situazione non dovesse risolversi entro la primavera, gli scali europei potrebbero trovarsi in difficoltà proprio nei mesi di maggiore traffico. Ovvero, quando milioni di persone si spostano per le vacanze estive. Le conseguenze per il trasporto aereo sarebbero significative. Riduzione dei collegamenti, cancellazioni programmate e aumento dei prezzi dei biglietti. Le compagnie, in assenza di carburante sufficiente, sarebbero costrette a rimodulare l’offerta, privilegiando le rotte più redditizie e lasciando scoperte molte destinazioni turistiche. A pagarne il prezzo, però, sarebbero soprattutto i passeggeri. Il rischio non è solo quello di vedere annullato il proprio viaggio, ma anche di perdere le somme già investite in hotel, pacchetti vacanza e servizi accessori. Un danno economico che potrebbe rivelarsi doppio.
Il rischio per le vacanze estive
Secondo gli esperti, infatti, eventuali cancellazioni legate alla carenza di carburante rientrerebbero tra le cosiddette “circostanze eccezionali”. Ciò significa che le compagnie aeree non sarebbero tenute a riconoscere il risarcimento previsto dal Regolamento europeo (CE 261/2004), che in altri casi può arrivare fino a 600 euro per passeggero. Non solo: se la cancellazione del volo viene comunicata con almeno due settimane di anticipo, l’indennizzo non è comunque dovuto, anche in assenza di emergenze straordinarie. Una clausola che, in uno scenario di incertezza come quello attuale, potrebbe diventare sempre più rilevante. Per chi ha già prenotato le vacanze estive, il consiglio è quello di monitorare costantemente lo stato del proprio volo e valutare eventuali coperture assicurative.
Torna alle notizie in home