“Hold on, I’m coming” Trump pronto a ricandidarsi nel 2024 (e sfuggire ai giudici)

“Hold on, I’m coming” è con questa canzone soul di Sam & Dave che si è chiuso il comizio nell’Iowa di Donald Trump, e non a caso.

“Tenete duro, sto arrivando”, un messaggio chiaro con cui il magnate ha annunciato la sua probabile ricandidatura nel 2024, di cui darà conferma ufficiale intorno al 14, subito dopo i risultati del voto Midterm e prima del Thanksgiving, il prossimo 24 novembre.

Una tempistica che sembra essere stata pensata con cura, per cavalcare l’onda dell’attesissimo successo repubblicano alle elezioni di medio termine.

Secondo gli ultimi sondaggi infatti, è assai prevedibile che il 9 novembre i repubblicani si ritrovino la maggioranza alla Camera e forse anche al Senato.

Se così fosse, si intrometterebbero nella politica estera di Biden per alterarne gli esiti, ostacolando l’agenda del Presidente in vista delle votazioni 2024.

Questo è il panorama al momento: il Potus in carica e Mr “Make America great again” vanno via via intensificando i loro tour de force elettorali in quella che puzza tanto di prova generale delle presidenziali.

Biden batte il ferro sulle mancanze di Trump, la non accettazione della sconfitta, le sue vicende giudiziarie, il suo essere inopportuno e imbarazzante, il suo razzismo, i suoi scandali, e la violenza dei suoi seguaci, di cui l’ultima espressione è stata l’aggressione a Paul Pelosi, marito di Nancy Pelosi, la speaker della Camera dei rappresentanti.
L’ex Presidente, dal canto suo, si sta muovendo con astuzia: ha pianificato bene i tempi, sta ascoltando tutti i pareri della sua squadra di consiglieri e, quando parla alla folla, lo fa con toni energici e rafforzativi.

Sta inoltre prendendo in considerazione la situazione economica degli States, una questione che, a detta di molti analisti, è stata trascurata dalla campagna di Biden.
“L’unico modo per rendere equa l’economia è lottare per essa tutti insieme”, ha detto in Nevada.

La sua ex advisor e fedelissima ex stratega elettorale Kellyanne Conway, ha annunciato pubblicamente, poche ore prima del comizio, che ci sarebbe stata una speciale “sorpresa di novembre” e così è stato.

“Tenetevi pronti. Per rendere il nostro Paese sicuro, glorioso e di successo, io molto, molto, molto probabilmente lo farò di nuovo” . Così ha parlato il tycoon in Iowa lanciando ai suoi fan e all’opinione pubblica mondiale la bomba della ricandidatura.

E lo ha fatto, da buon imprenditore demagogo, proprio nel luogo teatro della prima e fondamentale tappa delle primarie americane.

I motivi di questo annuncio preventivo sono ipoteticamente due: The Donald punta a giocare d’anticipo rispetto ai suoi futuri avversari. Ma non solo.

Ricandidarsi potrebbe evitargli le incriminazioni relative alle due inchieste federali che ha ancora in corso, quella dell’assalto a Capitol Hill e quella delle carte top secret sequestrategli dall’Fbi nella sua residenza a Mar-a-Lago.
Il procuratore generale Merrick Garland, in questo scenario che sembra paventarsi, si troverebbe nella complicata situazione di dover mettere sotto accusa il principale candidato alla presidenza dell’opposizione, scatenando il caos nella politica del Paese.

Per questo, secondo quanto riporta la Cnn, i dirigenti del dipartimento di Giustizia Usa stanno valutando la necessità di uno “special counsel”, un procuratore speciale che possa sovrintendere alla questione Trump evitando allo stesso Dipartimento accuse di faziosità, ossia che la stessa amministrazione Biden stia attaccando il principale antagonista del Presidente.

Trump ce la sta mettendo tutta per prepararsi la strada alla Casa Bianca: quattro “Save America Rally” in 5 giorni, un bello sforzo che la dice lunga sulle sue reali intenzioni.

“Hold on, I’m coming” è con questa canzone soul di Sam & Dave che si è chiuso il comizio nell’Iowa di Donald Trump, e non a caso.

“Tenete duro, sto arrivando”, un messaggio chiaro con cui il magnate ha annunciato la sua probabile ricandidatura nel 2024, di cui darà conferma ufficiale intorno al 14, subito dopo i risultati del voto Midterm e prima del Thanksgiving, il prossimo 24 novembre.

Una tempistica che sembra essere stata pensata con cura, per cavalcare l’onda dell’attesissimo successo repubblicano alle elezioni di medio termine.

Secondo gli ultimi sondaggi infatti, è assai prevedibile che il 9 novembre i repubblicani si ritrovino la maggioranza alla Camera e forse anche al Senato.

Se così fosse, si intrometterebbero nella politica estera di Biden per alterarne gli esiti, ostacolando l’agenda del Presidente in vista delle votazioni 2024.

Questo è il panorama al momento: il Potus in carica e Mr “Make America great again” vanno via via intensificando i loro tour de force elettorali in quella che puzza tanto di prova generale delle presidenziali.

Biden batte il ferro sulle mancanze di Trump, la non accettazione della sconfitta, le sue vicende giudiziarie, il suo essere inopportuno e imbarazzante, il suo razzismo, i suoi scandali, e la violenza dei suoi seguaci, di cui l’ultima espressione è stata l’aggressione a Paul Pelosi, marito di Nancy Pelosi, la speaker della Camera dei rappresentanti.
L’ex Presidente, dal canto suo, si sta muovendo con astuzia: ha pianificato bene i tempi, sta ascoltando tutti i pareri della sua squadra di consiglieri e, quando parla alla folla, lo fa con toni energici e rafforzativi.

Sta inoltre prendendo in considerazione la situazione economica degli States, una questione che, a detta di molti analisti, è stata trascurata dalla campagna di Biden.
“L’unico modo per rendere equa l’economia è lottare per essa tutti insieme”, ha detto in Nevada.

La sua ex advisor e fedelissima ex stratega elettorale Kellyanne Conway, ha annunciato pubblicamente, poche ore prima del comizio, che ci sarebbe stata una speciale “sorpresa di novembre” e così è stato.

“Tenetevi pronti. Per rendere il nostro Paese sicuro, glorioso e di successo, io molto, molto, molto probabilmente lo farò di nuovo” . Così ha parlato il tycoon in Iowa lanciando ai suoi fan e all’opinione pubblica mondiale la bomba della ricandidatura.

E lo ha fatto, da buon imprenditore demagogo, proprio nel luogo teatro della prima e fondamentale tappa delle primarie americane.

I motivi di questo annuncio preventivo sono ipoteticamente due: The Donald punta a giocare d’anticipo rispetto ai suoi futuri avversari. Ma non solo.

Ricandidarsi potrebbe evitargli le incriminazioni relative alle due inchieste federali che ha ancora in corso, quella dell’assalto a Capitol Hill e quella delle carte top secret sequestrategli dall’Fbi nella sua residenza a Mar-a-Lago.
Il procuratore generale Merrick Garland, in questo scenario che sembra paventarsi, si troverebbe nella complicata situazione di dover mettere sotto accusa il principale candidato alla presidenza dell’opposizione, scatenando il caos nella politica del Paese.

Per questo, secondo quanto riporta la Cnn, i dirigenti del dipartimento di Giustizia Usa stanno valutando la necessità di uno “special counsel”, un procuratore speciale che possa sovrintendere alla questione Trump evitando allo stesso Dipartimento accuse di faziosità, ossia che la stessa amministrazione Biden stia attaccando il principale antagonista del Presidente.

Trump ce la sta mettendo tutta per prepararsi la strada alla Casa Bianca: quattro “Save America Rally” in 5 giorni, un bello sforzo che la dice lunga sulle sue reali intenzioni.

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