L’Ue esclude l’indagine sulle auto ibride cinesi
I dati choc delle case tedesche in caduta libera sul mercato di Pechino
Le auto cinesi, ibride, e l’Ue. Ovvero: è inutile imbarcarsi in una guerra persa. Continuano a piovere cifre disastrose per l’automotive europeo mentre la Commissione, nel tentativo di arrivare a una tregua con il Dragone, esclude indagini sulle auto ibride cinesi. Olof Gill, il volto Ue quando c’è da parlare di dazi, tariffe e fare il punto sulle battaglie commerciali, lo ha escluso: “Al momento non è in corso alcuna indagine sulle esportazioni di veicoli ibridi dalla Cina verso l’Ue. Monitoriamo costantemente i nostri mercati e in particolare le importazioni di tutti i tipi di veicoli, quindi veicoli elettrici e ibridi plug-in, e lo facciamo in particolare attraverso il nostro strumento di sorveglianza delle importazioni, per il quale pubblichiamo regolarmente i dati”.
L’Ue e le ibride dalla Cina: la guerra non s’ha da fare
Rispondeva, Gill, alle indiscrezioni di stampa sull’eventuale apertura di un’indagine. Che, in sostanza, avrebbe rotto il tavolo faticosamente rimesso in piedi coi cinesi. Senza pensare, poi, che già all’epoca dell’indagine sulle auto elettriche i tedeschi si erano opposti all’inizio di una battaglia. Perché sapevano bene che, i primi, a pagare sarebbero stati loro. Dopo Mercedes, che ha accusato un crollo degli affari in terra cinese pari al 19 per cento, pure Porsche ha accusato una flessione nelle vendite. In particolare, per la casa di Stoccarda, si tratta di un doloroso -10% a livello globale. Su cui pesa, come un macigno, la riduzione degli affari in Cina. Che si sono ridimensionati per oltre un quarto (-26%).
I dati di Volkswagen
È andata male, in Asia, pure a Volkswagen. Le consegne sono in calo dello 0,5% a livello globale. E solo la crescita in Europa (+3,4%) e soprattutto in Sudamerica (+11,6% per ben 336mila veicoli venduti in più) ha evitato un bilancio ben più doloroso all’azienda di Wolfsburg. In particolare, in Cina le vendite di auto elettriche sono calate dell’8 per cento rispetto a un anno fa. Complessivamente, però, Volkswagen ha registrato, in terra d’Oriente, una flessione ancora più dolorosa e pari a quella registratasi in America a causa dei dazi. Su entrambi i fronti, infatti, Vw ha venduto il 17,4% di auto in meno consegnando “solo” 720mila auto in Cina e 238mila in America del Nord. Insomma, il mercato dell’auto è in frenata. E la guerra con Pechino non fa bene ai tedeschi. Che l’avevano pur detto, temendo il peggio e cioè il reflusso verso i marchi locali della rampante (e nazionalista) clientela asiatica.
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