Il Bonus app 18 rompe il patto tra Giorgia e Matteo

Il bonus 18 App rompe la neonata alleanza tra il Terzo Polo e la maggioranza guidata da Giorgia Meloni. Matteo Renzi non rinuncia a scagliare dardi verso il governo, intenzionato a cancellare quel provvedimento che consente a tanti giovani di avere agevolazioni nei cosiddetti luoghi della cultura. Il giglio fiorentino, dopo aver avviato una petizione, utilizza Twitter per manifestare le proprie perplessità rispetto al cambiamento auspicato dal titolare del Mibact Gennaro Sangiuliano: “Ehi Giorgia Meloni – scrive l’ex sindaco di Firenze rivolgendosi alla premier – che paura ti fa un ragazzo che legge, va a teatro o a un concerto? Noi non molliamo”. Nonostante ciò, Palazzo Chigi non sembra essere intenzionato a fare passi indietro. L’obiettivo è utilizzare subito e diversamente quelle risorse. La conferma arriva proprio dal ministro competente, che auspica la nascita di una vera carta per la cultura. Secondo l’ex direttore del Tg2, il bonus 18 App deve essere rimodulato. La novità è l’introduzione di una soglia Isee, che nei fatti escluderebbe i giovani provenienti da famiglie con stipendi elevati. Non sono d’accordo, però, le opposizioni, secondo cui occorre motivare tutti i ragazzi, senza escludere nessuno. Su tale linea è in contrasto il governo, per cui la modifica servirebbe principalmente a limitare truffe. Federico Mollicone, esponente di Fdi e presidente della commissione Cultura, ribadisce come la polemica centristia sia “tutta propaganda”. I cambiamenti auspicati dal governo Meloni, a suo parere, sono gli stessi avviati qualche anno fa da Dario Franceschini e su cui non c’erano all’epoca risorse.

Il bonus 18 App rompe la neonata alleanza tra il Terzo Polo e la maggioranza guidata da Giorgia Meloni. Matteo Renzi non rinuncia a scagliare dardi verso il governo, intenzionato a cancellare quel provvedimento che consente a tanti giovani di avere agevolazioni nei cosiddetti luoghi della cultura. Il giglio fiorentino, dopo aver avviato una petizione, utilizza Twitter per manifestare le proprie perplessità rispetto al cambiamento auspicato dal titolare del Mibact Gennaro Sangiuliano: “Ehi Giorgia Meloni – scrive l’ex sindaco di Firenze rivolgendosi alla premier – che paura ti fa un ragazzo che legge, va a teatro o a un concerto? Noi non molliamo”. Nonostante ciò, Palazzo Chigi non sembra essere intenzionato a fare passi indietro. L’obiettivo è utilizzare subito e diversamente quelle risorse. La conferma arriva proprio dal ministro competente, che auspica la nascita di una vera carta per la cultura. Secondo l’ex direttore del Tg2, il bonus 18 App deve essere rimodulato. La novità è l’introduzione di una soglia Isee, che nei fatti escluderebbe i giovani provenienti da famiglie con stipendi elevati. Non sono d’accordo, però, le opposizioni, secondo cui occorre motivare tutti i ragazzi, senza escludere nessuno. Su tale linea è in contrasto il governo, per cui la modifica servirebbe principalmente a limitare truffe. Federico Mollicone, esponente di Fdi e presidente della commissione Cultura, ribadisce come la polemica centristia sia “tutta propaganda”. I cambiamenti auspicati dal governo Meloni, a suo parere, sono gli stessi avviati qualche anno fa da Dario Franceschini e su cui non c’erano all’epoca risorse.

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