IL GARAGE DI SLEEPY JOE

 

Sleepy Joe peggio di The Donald. Si allarga paurosamente lo scandalo dei documenti top secret trovati nelle proprietà del presidente Usa Joe Biden. La Casa Bianca ha infatti confermato che una seconda serie di documenti riservati risalenti all’epoca in cui Biden era vicepresidente è stata trovata nel garage della sua abitazione a Wilmington, nel Delaware. “Durante un controllo, gli avvocati hanno scoperto tra i documenti personali e politici un piccolo numero di documenti classificati dell’amministrazione Obama-Biden”, ha sottolineato il consigliere speciale Richard Sauber, secondo quanto riferito dal New York Times. “Tutti tranne uno di questi documenti sono stati trovati nel garage della residenza del presidente a Wilmington. Un documento di una pagina è stato scoperto tra i materiali immagazzinati in una stanza adiacente”, ha detto. Gli avvocati di Biden hanno anche perlustrato la casa dell’inquilino della Casa Bianca a Rehoboth Beach, nel Delaware, ma senza trovare nulla di rilevante.
L’ammissione del ritrovamento di un secondo gruppo di documenti riservati è arrivata dopo che la Casa Bianca ha riconosciuto in questi giorni che un precedente lotto era stato scoperto il 2 novembre nell’armadio di un ufficio di un think tank che Biden aveva abbandonato dopo aver lasciato la vicepresidenza. Nella nota, la Casa Bianca conferma di aver immediatamente informato il Dipartimento di Giustizia, disponendo che prendesse possesso dei documenti. Dopo aver aggirato in un primo momento le domande dei giornalisti, il presidente Usa ha detto ai giornalisti durante la visita ufficiale a Città del Messico di essere rimasto “sorpreso” nell’apprendere che i suoi avvocati avevano trovato documenti governativi riservati nel suo ex ufficio presso il Penn Biden Center for Diplomacy and Global Engagement a Washington. Ha sottolineato che il suo staff ha collaborato con gli archivi nazionali e il con dipartimento di Giustizia, ma non ha fatto menzione dei documenti successivamente trovati nel Delaware.
Tra i documenti segreti scoperti lo scorso novembre ci sarebbero memo dell’intelligence e materiale dei briefing su dossier come l’Ucraina, l’Iran e il Regno Unito. La Cnn riferisce che il procuratore degli Stati Uniti, John Lausch Jr. ha già completato la parte iniziale della sua inchiesta e ha fornito i suoi risultati preliminari a Garland. Ciò significa che il procuratore generale a breve dovrà decidere come procedere e, nel caso, mettere sotto inchiesta il Presidente. Garland è stato anche personalmente coinvolto in alcuni dei processi decisionali chiave relativi all’indagine sui documenti di Trump e alla decisione di inviare l’Fbi a perquisire la residenza dell’ex presidente a Palm Beach. Sul piano politico sta creando un profondo imbarazzo per la Casa Bianca. Biden, infatti, aveva duramente criticato l’ex presidente Trump dopo che il Federal Bureau of Investigation ad agosto aveva sequestrato documenti riservati dalla sua proprietà di Mar-a-Lago.
Dal canto suo, il Gop chiede a gran voce che non si facciano due pesi e due misure e che si nomini un procuratore speciale che indaghi sulla vicenda. Intanto arriva la prima presa di posizione del nuovo speaker della Camera Usa, il repubblicano Kevin McCarthy: “Il Congresso deve indagare sui documenti classificati di cui era in possesso”. Bisogna fare luce su quello che definisce “un altro passo falso” del Presidente. McCarthy condanna “l’uso politico” della giustizia da parte dell’amminie le foto delle carte top secret sequestrate a strazione, i “due pesi e due misure”. In effetti la notizia Trump uscirono subito, mentre la scoperta dei documenti di Biden è stata rivelata dopo oltre due mesi, per ora senza alcuna immagine. Lo speaker critica il Presidente anche per aver definito irresponsabile il suo predecessore per il cattivo uso di documenti classificati quando lui sembra aver fatto lo stesso. Anche un altro senatore Gop della commissione Giustizia, Josh Ashley, ha denunciato questo “sconvolgente doppio standard” nella lettera inviata a Garland per chiedere la nomina di un procuratore speciale, denunciando il fatto che Trump ha dovuto subire l’affronto “senza precedenti della perquisizione” da parte dell’Fbi, mentre il “presidente Biden non ha subito nulla del genere”.

Biden per ora cerca di minimizzare: “Le carte top secret trovate a Wilmington non erano in mezzo alla strada, erano al sicuro, in garage dove sono le mie Corvette. Io e i miei avvocati stiamo cooperando pienamente con il Dipartimento di Giustizia”. Tuttavia le lamentele dei Repubblicani sono legittime. Al di là del contenuto dei nuovi documenti trovati in garage, si tratta di una grave violazione. La legge Usa prevede, infatti, che al termine dell’incarico, tutti i funzionari federali restituiscano i documenti, sia quelli ufficiali che a maggior ragione quelli top secret.

 

Sleepy Joe peggio di The Donald. Si allarga paurosamente lo scandalo dei documenti top secret trovati nelle proprietà del presidente Usa Joe Biden. La Casa Bianca ha infatti confermato che una seconda serie di documenti riservati risalenti all’epoca in cui Biden era vicepresidente è stata trovata nel garage della sua abitazione a Wilmington, nel Delaware. “Durante un controllo, gli avvocati hanno scoperto tra i documenti personali e politici un piccolo numero di documenti classificati dell’amministrazione Obama-Biden”, ha sottolineato il consigliere speciale Richard Sauber, secondo quanto riferito dal New York Times. “Tutti tranne uno di questi documenti sono stati trovati nel garage della residenza del presidente a Wilmington. Un documento di una pagina è stato scoperto tra i materiali immagazzinati in una stanza adiacente”, ha detto. Gli avvocati di Biden hanno anche perlustrato la casa dell’inquilino della Casa Bianca a Rehoboth Beach, nel Delaware, ma senza trovare nulla di rilevante.
L’ammissione del ritrovamento di un secondo gruppo di documenti riservati è arrivata dopo che la Casa Bianca ha riconosciuto in questi giorni che un precedente lotto era stato scoperto il 2 novembre nell’armadio di un ufficio di un think tank che Biden aveva abbandonato dopo aver lasciato la vicepresidenza. Nella nota, la Casa Bianca conferma di aver immediatamente informato il Dipartimento di Giustizia, disponendo che prendesse possesso dei documenti. Dopo aver aggirato in un primo momento le domande dei giornalisti, il presidente Usa ha detto ai giornalisti durante la visita ufficiale a Città del Messico di essere rimasto “sorpreso” nell’apprendere che i suoi avvocati avevano trovato documenti governativi riservati nel suo ex ufficio presso il Penn Biden Center for Diplomacy and Global Engagement a Washington. Ha sottolineato che il suo staff ha collaborato con gli archivi nazionali e il con dipartimento di Giustizia, ma non ha fatto menzione dei documenti successivamente trovati nel Delaware.
Tra i documenti segreti scoperti lo scorso novembre ci sarebbero memo dell’intelligence e materiale dei briefing su dossier come l’Ucraina, l’Iran e il Regno Unito. La Cnn riferisce che il procuratore degli Stati Uniti, John Lausch Jr. ha già completato la parte iniziale della sua inchiesta e ha fornito i suoi risultati preliminari a Garland. Ciò significa che il procuratore generale a breve dovrà decidere come procedere e, nel caso, mettere sotto inchiesta il Presidente. Garland è stato anche personalmente coinvolto in alcuni dei processi decisionali chiave relativi all’indagine sui documenti di Trump e alla decisione di inviare l’Fbi a perquisire la residenza dell’ex presidente a Palm Beach. Sul piano politico sta creando un profondo imbarazzo per la Casa Bianca. Biden, infatti, aveva duramente criticato l’ex presidente Trump dopo che il Federal Bureau of Investigation ad agosto aveva sequestrato documenti riservati dalla sua proprietà di Mar-a-Lago.
Dal canto suo, il Gop chiede a gran voce che non si facciano due pesi e due misure e che si nomini un procuratore speciale che indaghi sulla vicenda. Intanto arriva la prima presa di posizione del nuovo speaker della Camera Usa, il repubblicano Kevin McCarthy: “Il Congresso deve indagare sui documenti classificati di cui era in possesso”. Bisogna fare luce su quello che definisce “un altro passo falso” del Presidente. McCarthy condanna “l’uso politico” della giustizia da parte dell’amminie le foto delle carte top secret sequestrate a strazione, i “due pesi e due misure”. In effetti la notizia Trump uscirono subito, mentre la scoperta dei documenti di Biden è stata rivelata dopo oltre due mesi, per ora senza alcuna immagine. Lo speaker critica il Presidente anche per aver definito irresponsabile il suo predecessore per il cattivo uso di documenti classificati quando lui sembra aver fatto lo stesso. Anche un altro senatore Gop della commissione Giustizia, Josh Ashley, ha denunciato questo “sconvolgente doppio standard” nella lettera inviata a Garland per chiedere la nomina di un procuratore speciale, denunciando il fatto che Trump ha dovuto subire l’affronto “senza precedenti della perquisizione” da parte dell’Fbi, mentre il “presidente Biden non ha subito nulla del genere”.

Biden per ora cerca di minimizzare: “Le carte top secret trovate a Wilmington non erano in mezzo alla strada, erano al sicuro, in garage dove sono le mie Corvette. Io e i miei avvocati stiamo cooperando pienamente con il Dipartimento di Giustizia”. Tuttavia le lamentele dei Repubblicani sono legittime. Al di là del contenuto dei nuovi documenti trovati in garage, si tratta di una grave violazione. La legge Usa prevede, infatti, che al termine dell’incarico, tutti i funzionari federali restituiscano i documenti, sia quelli ufficiali che a maggior ragione quelli top secret.
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