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Economia

Il giudizio di Standard & Poor’s promuove (ancora) l’Italia

L'agenzia conferma il rating e alza l'outlook a positivo. Gongola il ministro Giorgetti: "Il lavoro paga"

di Giovanni Vasso -

Giancarlo Giorgetti durante il dibattito dal titolo "Due anni di successi : dati che smentiscono i gufi". Roma, 12 dicembre 2024. ANSA / Federico Perruolo


Un’altra bella sorpresa per il governo italiano: l’agenzia di rating Standard & Poor’s conferma il giudizio sull’Italia e migliora l’outlook in positivo. Ieri sera è giunto il rapporto di S&P sulla tenuta del sistema italiano. E rappresenta un’altra promozione, un piccolo ma decisivo, passo verso il consolidamento sui mercati. A premiare, questa volta, è stata la resilienza del sistema capace di fare fronte all’ostacolo dei dazi in modo convincente per gli analisti dell’agenzia di rating americana.

Il giudizio di Standard & Poor’s

“La grande economia aperta italiana, incluso il suo mercato del lavoro, ha dimostrato resilienza di fronte all’incertezza commerciale e tariffaria, registrando avanzi netti delle partite correnti a sostegno della ricchezza privata e continui miglioramenti nella posizione creditoria netta del Paese nei confronti dell’estero”, si legge nel documento dell’agenzia. Che aggiunge: “Il risanamento del bilancio italiano sta gradualmente avanzando, con un disavanzo di bilancio nominale previsto al di sotto del 3% del PIL nel 2026 su base di competenza, mentre gli aggiustamenti dei flussi di cassa relativi al Superbonus sono in calo. Con una stima del 136% del PIL nel 2025, il debito pubblico è elevato, ma è destinato a diminuire a partire dal 2028. Di conseguenza, abbiamo rivisto il nostro outlook da stabile a positivo e confermato i nostri rating BBB+/A-2 per l’Italia”.

Giorgetti gongola

Parole che per il ministro all’Economia Giancarlo Giorgetti sono come balsamo sulle ferite di una manovra giudicata da più parti, compreso il suo partito e cioè la Lega, non proprio esaltante. Il capo del Mef accoglie il giudizio di Standard & Poor’s con una sola frase. Anzi due: “La traiettoria di maggiore credibilità verso l’Italia non conosce soste. Il lavoro paga”. E adesso, dopo aver convinto (ancora) le agenzie di rating e aver incassato un giudizio positivo, l’attenzione si sposta a Bruxelles. Se l’Italia esce dalla procedura per debito eccessivo, la vittoria sarà completa.


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