Il giusto addio a Emanuela

Mentre imperversano i commenti sulla docuserie Vatican Girl di Netflix, che a 39 anni dalla scomparsa, racconta la vicenda di Emanuela Orlandi, in libreria abbiamo trovato Addio Emanuela. La vera storia del caso Orlandi. Il sequestro, i depistaggi, la soluzione (Piemme, 2022, 208 pagine, 18,90 euro) di Maria Giovanna Maglie. Il libro è di gran lunga superiore al documentario in streaming, pur non avendo nulla da invidiare allo storytelling che appassiona gli spettatori. A ben vedere (anzi, leggere), la struttura della contro-indagine della grande giornalista ricalca in modo efficace quella di una serie tv, con dei riepiloghi (assolutamente necessari) che danno il ritmo e indicano la strada. Come un riassunto delle puntate precedenti, visualizzato nella memoria del lettore. Proprio quando il resoconto dei fatti giunge a una svolta o aggiunge elementi dirimenti c’è la bussola del riepilogo a non far smarrire chi legge. Sì, perché quello che è uno dei misteri più intricati della storia italiana è ancora oggi senza una soluzione ufficiale. Anche se, come scrive la Maglie, “la verità sul terribile caso Orlandi è più dura di quanto si pensasse, ed era già da tempo sotto i nostri occhi”.

La soluzione data dalla ricostruzione della giornalista, che analizza tutti gli elementi, scarta a ragion veduta tutti i depistaggi e le piste sbagliate, mette sotto nuova luce (mettendo finalmente a fuoco) nomi e fatti prima marginali, è terribile. Ma è plausibile, credibile. Alla fine del libro la chiave offerta appare la più logica, nella sua terribile evidenza. D’altronde, l’ultimo (per ora) Papa a confrontarsi con il caso Orlandi, Francesco, ha messo un sigillo incontrovertibile: “Emanuela sta in cielo”. Ma il punto non è se Emanuela sia ancora viva, ma come è morta e dove è sepolta.

La vicenda è nota: la quindicenne cittadina del Vaticano sequestrata nel giugno 1983 non è stata mai ritrovata ed è al centro di una serie di vicende che vanno ben oltre la sua scomparsa. In tutti questi anni sono state seguite piste di ogni genere, spiega la Maglie. “Dal terrorismo internazionale, con il coinvolgimento dell’attentatore di Giovanni Paolo II Alì Agca, a festini pedofili finiti male, dal legame con il crack del Banco Ambrosiano di Calvi alla Banda della Magliana. Per la maggior parte, ricostruzioni fantasiose, talvolta diffuse ad arte per confondere inquirenti e un’opinione pubblica già inquietata dai silenzi del Vaticano, da sospetti su alti prelati, tombe vuote e sepolture inattese, un nastro che registra agghiaccianti torture sessuali”. Con il ritmo e il thrilling di una mystery story dove però purtroppo è tutto vero, l’autrice racconta fatti controversi e spesso gravissimi, con responsabilità evidenti e imperdonabili, sullo sfondo della Guerra fredda. In una spirale in cui troviamo i finanziamenti del Vaticano a Solidarnosc in Polonia, i soldi persi dalla Banda della Magliana, gli intrallazzi di Marcinkus (è lui l’Amerikano delle telefonate alla famiglia Orlandi?), la nota delle spese per la vita segreta a Londra di Emanuela e per la sua morte altrettanto segreta, forse avvenuta in Vaticano. A tutti questi dubbi il libro dà una risposta.

Mentre imperversano i commenti sulla docuserie Vatican Girl di Netflix, che a 39 anni dalla scomparsa, racconta la vicenda di Emanuela Orlandi, in libreria abbiamo trovato Addio Emanuela. La vera storia del caso Orlandi. Il sequestro, i depistaggi, la soluzione (Piemme, 2022, 208 pagine, 18,90 euro) di Maria Giovanna Maglie. Il libro è di gran lunga superiore al documentario in streaming, pur non avendo nulla da invidiare allo storytelling che appassiona gli spettatori. A ben vedere (anzi, leggere), la struttura della contro-indagine della grande giornalista ricalca in modo efficace quella di una serie tv, con dei riepiloghi (assolutamente necessari) che danno il ritmo e indicano la strada. Come un riassunto delle puntate precedenti, visualizzato nella memoria del lettore. Proprio quando il resoconto dei fatti giunge a una svolta o aggiunge elementi dirimenti c’è la bussola del riepilogo a non far smarrire chi legge. Sì, perché quello che è uno dei misteri più intricati della storia italiana è ancora oggi senza una soluzione ufficiale. Anche se, come scrive la Maglie, “la verità sul terribile caso Orlandi è più dura di quanto si pensasse, ed era già da tempo sotto i nostri occhi”.

La soluzione data dalla ricostruzione della giornalista, che analizza tutti gli elementi, scarta a ragion veduta tutti i depistaggi e le piste sbagliate, mette sotto nuova luce (mettendo finalmente a fuoco) nomi e fatti prima marginali, è terribile. Ma è plausibile, credibile. Alla fine del libro la chiave offerta appare la più logica, nella sua terribile evidenza. D’altronde, l’ultimo (per ora) Papa a confrontarsi con il caso Orlandi, Francesco, ha messo un sigillo incontrovertibile: “Emanuela sta in cielo”. Ma il punto non è se Emanuela sia ancora viva, ma come è morta e dove è sepolta.

La vicenda è nota: la quindicenne cittadina del Vaticano sequestrata nel giugno 1983 non è stata mai ritrovata ed è al centro di una serie di vicende che vanno ben oltre la sua scomparsa. In tutti questi anni sono state seguite piste di ogni genere, spiega la Maglie. “Dal terrorismo internazionale, con il coinvolgimento dell’attentatore di Giovanni Paolo II Alì Agca, a festini pedofili finiti male, dal legame con il crack del Banco Ambrosiano di Calvi alla Banda della Magliana. Per la maggior parte, ricostruzioni fantasiose, talvolta diffuse ad arte per confondere inquirenti e un’opinione pubblica già inquietata dai silenzi del Vaticano, da sospetti su alti prelati, tombe vuote e sepolture inattese, un nastro che registra agghiaccianti torture sessuali”. Con il ritmo e il thrilling di una mystery story dove però purtroppo è tutto vero, l’autrice racconta fatti controversi e spesso gravissimi, con responsabilità evidenti e imperdonabili, sullo sfondo della Guerra fredda. In una spirale in cui troviamo i finanziamenti del Vaticano a Solidarnosc in Polonia, i soldi persi dalla Banda della Magliana, gli intrallazzi di Marcinkus (è lui l’Amerikano delle telefonate alla famiglia Orlandi?), la nota delle spese per la vita segreta a Londra di Emanuela e per la sua morte altrettanto segreta, forse avvenuta in Vaticano. A tutti questi dubbi il libro dà una risposta.

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