Il Governo prepara la stretta: stop alle feste private, nozze solo tra intimi e chiusura anticipata dei locali

No alle feste e ai party privati con più di 10 persone, irrobustire lo smart working, vietare le soste davanti ai locali, che vedranno la loro chiusura anticipata, divieto di alcol d’asporto dopo le 22 e lockdown localizzati. Sono alcune delle misure che il governo studia per il nuovo Dpcm, volto a contenere la diffusione dei contagi da coronavirus dopo la recrudescenza. Uno dei punti focali del nuovo Dpcm, che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte firmerà il prossimo giovedì, è rendere quasi obbligatorio il lavoro da remoto. Tra le motivazioni che incentivano il governo a puntare su questa misura c’è la volontà di snellire la presenza di persone negli uffici, per evitare assembramenti dopo i molti focolai sviluppatisi in ambienti di lavoro. Inoltre lo smart working evita la ressa nei trasporti pubblici: si punta ad alleggerire la capienza delle corse del 50%.

Un altro punto discusso è quello delle feste. La movida sin da subito dopo la fine del lockdown nazionale è stata al centro di un forte dibattito politico, poiché accusata di essere una delle cause principali del numero crescente di nuovi positivi. Anche oggi è nel mirino del governo che vuole bloccare quelle pubbliche e limitare quelle private, con una soglia massima di 10 invitati. Lo stesso discorso vale per le cerimonie nuziali che saranno possibili solo tra pochi intimi.  

Dato che multe e sanzioni non hanno fermato gli assembramenti dinanzi ai locali pubblici, un provvedimento che potrà essere inserito nel Dpcm è quello di vietare alle persone di sostare fuori dagli esercizi. Chi potrà rimanere all’aperto? Solo i clienti seduti al tavolo, con il rispetto del distanziamento. Inoltre non si potrà sostare in piedi nelle piazze, soprattutto la sera. L’esecutivo pensa anche di bandire la vendita di alcolici d’asporto dopo le 22, proprio per evitare la creazione di assembramenti dovuta alla movida dei più giovani. Un altro tema che era stato dibattuto nell’ultimo Dpcm, che poi era stato accantonato, ma che ora sembra sarà inserito nel nuovo decreto ministeriale, è quello della chiusura anticipata di bar, pub e locali notturni. Infine, potrebbero esserci, se ci saranno localmente dei picchi nei contagi, dei lockdown localizzati. Veramente l’ultima arma per contenere la diffusione del virus.

Alessandra Santangelo

No alle feste e ai party privati con più di 10 persone, irrobustire lo smart working, vietare le soste davanti ai locali, che vedranno la loro chiusura anticipata, divieto di alcol d’asporto dopo le 22 e lockdown localizzati. Sono alcune delle misure che il governo studia per il nuovo Dpcm, volto a contenere la diffusione dei contagi da coronavirus dopo la recrudescenza. Uno dei punti focali del nuovo Dpcm, che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte firmerà il prossimo giovedì, è rendere quasi obbligatorio il lavoro da remoto. Tra le motivazioni che incentivano il governo a puntare su questa misura c’è la volontà di snellire la presenza di persone negli uffici, per evitare assembramenti dopo i molti focolai sviluppatisi in ambienti di lavoro. Inoltre lo smart working evita la ressa nei trasporti pubblici: si punta ad alleggerire la capienza delle corse del 50%.

Un altro punto discusso è quello delle feste. La movida sin da subito dopo la fine del lockdown nazionale è stata al centro di un forte dibattito politico, poiché accusata di essere una delle cause principali del numero crescente di nuovi positivi. Anche oggi è nel mirino del governo che vuole bloccare quelle pubbliche e limitare quelle private, con una soglia massima di 10 invitati. Lo stesso discorso vale per le cerimonie nuziali che saranno possibili solo tra pochi intimi.  

Dato che multe e sanzioni non hanno fermato gli assembramenti dinanzi ai locali pubblici, un provvedimento che potrà essere inserito nel Dpcm è quello di vietare alle persone di sostare fuori dagli esercizi. Chi potrà rimanere all’aperto? Solo i clienti seduti al tavolo, con il rispetto del distanziamento. Inoltre non si potrà sostare in piedi nelle piazze, soprattutto la sera. L’esecutivo pensa anche di bandire la vendita di alcolici d’asporto dopo le 22, proprio per evitare la creazione di assembramenti dovuta alla movida dei più giovani. Un altro tema che era stato dibattuto nell’ultimo Dpcm, che poi era stato accantonato, ma che ora sembra sarà inserito nel nuovo decreto ministeriale, è quello della chiusura anticipata di bar, pub e locali notturni. Infine, potrebbero esserci, se ci saranno localmente dei picchi nei contagi, dei lockdown localizzati. Veramente l’ultima arma per contenere la diffusione del virus.

Alessandra Santangelo

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