Il Pentagono chiama il ministro della Difesa russo: “Cessate il fuoco”

La guerra in Ucraina giunge a un punto di svolta: per la prima volta dall’inizio del conflitto il Pentagono ha chiamato il ministro della Difesa russo, chiedendo “l’immediato cessate il fuoco” e aprendo di fatto un canale diretto con Mosca. Il capo del Pentagono Lloyd Austin ha avuto un colloquio telefonico con il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu durante il quale ha chiesto un rapido cessate il fuoco in Ucraina e messo in evidenza l’importanza di preservare canali di comunicazione. Intanto, l’Ue ribadisce che sosterrà militarmente l’Ucraina fin quando servirà. Dal canto suo, Kiev fa sapere che è entrata in una fase di guerra “lunga”. Anche perché le forze armate ucraine – spiega il ministro della Difesa Reznikov – hanno ottenuto potenziamenti che non avrebbero raggiunto nell’arco di 30 anni. Grazie agli armamenti pesanti ricevuti dall’Occidente, assicura Reznikov, l’Ucraina potrà sostenere il conflitto a lungo.
Sul fronte della diplomazia, invece, è da segnalare il colloquio telefonico tra il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente russo Vladimir Putin. Anche Scholz ha esortato Putin a un cessate il fuoco “quanto prima” in Ucraina. Respingendo peraltro le accuse del leader del Cremlino sulla “diffusione del nazismo” nel Paese. Il cancelliere tedesco ha anche ricordato al presidente russo la “responsabilità speciale” di Mosca per l’approvvigionamento alimentare mondiale, “particolarmente sotto pressione a causa della guerra” in Ucraina. L’emergenza grano infatti rischia di fare danni più immediati e altrettanto gravi dell’emergenza energetica. Con un complessivo innalzamento dei prezzi che si riverbera sull’eurozona.
Intanto da Bruxelles viene ribadita la linea dura. “Non sappiamo quanto durerà la guerra ma continueremo a fornire armi finché l’Ucraina lo chiederà. Gli esperti sono convinti che la sfida ora è vedere chi tra i due non sarà più in grado di rifornire i propri arsenali, se la Russia o l’Ucraina. E questo lo vedremo nelle prossime settimane”, afferma convinto un alto funzionari Ue. Nei prossimi giorni gli Stati membri daranno il via libera a una quarta tranche di aiuti militari per altri 500 milioni di euro, arrivando a un totale finora di 2 miliardi di euro. Degli ultimi 500 milioni, 490 saranno dedicati ad armi letali (comprese quelle pesanti) e 10 milioni per equipaggiamenti non letali.
A sentire Kiev dunque, l’Ucraina avrebbe costretto la Russia a ridurre i suoi obiettivi a livello operativo e tattico. “Per vincere ora” la guerra, “dobbiamo pianificare attentamente le risorse, evitare errori, proiettare le nostre forze in modo che il nemico, alla fine, non possa resisterci”, avverte il ministro della Difesa ucraino.
Sul campo di battaglia infine si registra la stretta dell’assedio all’Azovstal. Per tutta la notte le truppe russe hanno attaccato l’acciaieria di Mariupol, dove sono asserragliati il reggimento Azov e i marine ucraini. L’assalto va avanti con carri armati e mezzi blindati ma anche con i bombardamenti. Come riporta il vice comandante del reggimento Azov Svyatoslav Palamar a Ukrainska Pravda, “il bombardamento è durato tutta la notte, per via aerea e con artiglieria. L’impianto è preso d’assalto dalla fanteria con veicoli corazzati e carri armati, bombardamenti di artiglieria”. Inutile dire che al di là della portata fortemente simbolica della strenua resistenza ucraina nell’Azovstal, per la Russia è di fondamentale importanza strategica completare la conquista di Mariupol e mettere in sicurezza l’area. In tal modo Mosca potrà proseguire l’offensiva nel Donbass con maggiori uomini e mezzi.

La guerra in Ucraina giunge a un punto di svolta: per la prima volta dall’inizio del conflitto il Pentagono ha chiamato il ministro della Difesa russo, chiedendo “l’immediato cessate il fuoco” e aprendo di fatto un canale diretto con Mosca. Il capo del Pentagono Lloyd Austin ha avuto un colloquio telefonico con il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu durante il quale ha chiesto un rapido cessate il fuoco in Ucraina e messo in evidenza l’importanza di preservare canali di comunicazione. Intanto, l’Ue ribadisce che sosterrà militarmente l’Ucraina fin quando servirà. Dal canto suo, Kiev fa sapere che è entrata in una fase di guerra “lunga”. Anche perché le forze armate ucraine – spiega il ministro della Difesa Reznikov – hanno ottenuto potenziamenti che non avrebbero raggiunto nell’arco di 30 anni. Grazie agli armamenti pesanti ricevuti dall’Occidente, assicura Reznikov, l’Ucraina potrà sostenere il conflitto a lungo.
Sul fronte della diplomazia, invece, è da segnalare il colloquio telefonico tra il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente russo Vladimir Putin. Anche Scholz ha esortato Putin a un cessate il fuoco “quanto prima” in Ucraina. Respingendo peraltro le accuse del leader del Cremlino sulla “diffusione del nazismo” nel Paese. Il cancelliere tedesco ha anche ricordato al presidente russo la “responsabilità speciale” di Mosca per l’approvvigionamento alimentare mondiale, “particolarmente sotto pressione a causa della guerra” in Ucraina. L’emergenza grano infatti rischia di fare danni più immediati e altrettanto gravi dell’emergenza energetica. Con un complessivo innalzamento dei prezzi che si riverbera sull’eurozona.
Intanto da Bruxelles viene ribadita la linea dura. “Non sappiamo quanto durerà la guerra ma continueremo a fornire armi finché l’Ucraina lo chiederà. Gli esperti sono convinti che la sfida ora è vedere chi tra i due non sarà più in grado di rifornire i propri arsenali, se la Russia o l’Ucraina. E questo lo vedremo nelle prossime settimane”, afferma convinto un alto funzionari Ue. Nei prossimi giorni gli Stati membri daranno il via libera a una quarta tranche di aiuti militari per altri 500 milioni di euro, arrivando a un totale finora di 2 miliardi di euro. Degli ultimi 500 milioni, 490 saranno dedicati ad armi letali (comprese quelle pesanti) e 10 milioni per equipaggiamenti non letali.
A sentire Kiev dunque, l’Ucraina avrebbe costretto la Russia a ridurre i suoi obiettivi a livello operativo e tattico. “Per vincere ora” la guerra, “dobbiamo pianificare attentamente le risorse, evitare errori, proiettare le nostre forze in modo che il nemico, alla fine, non possa resisterci”, avverte il ministro della Difesa ucraino.
Sul campo di battaglia infine si registra la stretta dell’assedio all’Azovstal. Per tutta la notte le truppe russe hanno attaccato l’acciaieria di Mariupol, dove sono asserragliati il reggimento Azov e i marine ucraini. L’assalto va avanti con carri armati e mezzi blindati ma anche con i bombardamenti. Come riporta il vice comandante del reggimento Azov Svyatoslav Palamar a Ukrainska Pravda, “il bombardamento è durato tutta la notte, per via aerea e con artiglieria. L’impianto è preso d’assalto dalla fanteria con veicoli corazzati e carri armati, bombardamenti di artiglieria”. Inutile dire che al di là della portata fortemente simbolica della strenua resistenza ucraina nell’Azovstal, per la Russia è di fondamentale importanza strategica completare la conquista di Mariupol e mettere in sicurezza l’area. In tal modo Mosca potrà proseguire l’offensiva nel Donbass con maggiori uomini e mezzi.

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